Messico e Guatemala militarizzano le frontiere contro carovana dei migranti

Pubblicato il 18 gennaio 2021 alle 13:35 in America centrale e Caraibi Immigrazione Messico

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Migliaia di migranti che viaggiano a piedi dall’Honduras verso gli Stati Uniti sono rimasti bloccati nel Guatemala orientale dopo essere stati trattenuti dalla polizia e dai militari, mentre centinaia sono già stati riportati al confine. Molti tuttavia sono riusciti a sfuggire all’esercito e alla polizia guatemalteca e procedono verso il Messico, spingendo i due Paesi a militarizzare le frontiere.

Dopo essere entrati in Guatemala tra venerdì 15 e sabato 16 gennaio, i gruppi di migranti hanno trascorso la notte dispersi nel dipartimento orientale di Chiquimula, al confine con l’Honduras, molti sul ciglio della strada, dopo una giornata segnata da intense lotte con le forze di sicurezza, avanzando all’interno del Paese solo di 50 chilometri.

La carovana cerca di raggiungere il prossimo obiettivo, il Messico. Secondo le stime preliminari delle autorità guatemalteche, inizialmente circa 9.000 migranti erano entrati nel Paese.

Il gruppo di testa – composto da circa 3.500 persone – si è scontrato con dozzine di poliziotti e soldati schierati a un posto di blocco nella città di Vado Hondo, a Chiquimula. Dopo aver spinto, molti sono passati, anche se alcuni in seguito sono stati intercettati. Nella lotta, un militare è rimasto ferito, ha indicato il governo guatemalteco. Anche altri gruppi più piccoli vengono contenuti dalla polizia.

“Non potranno passare”, ha avvertito il direttore generale della Migrazione guatemalteca, Guillermo Díaz, lamentando che bambini e anziani siano esposti nella marcia e esortando la carovana a tornare volontariamente in Honduras. Il Guatemala ha messo a disposizione camion e autobus per il rientro dei migranti in Honduras e, secondo l’ultimo rapporto del governo, quasi mille erano già stati rimpatriati al confine, di cui 163 bambini.

Tuttavia, la carovana di migranti insiste nella sua marcia verso il nord del continente, sostenendo di fuggire da un Honduras pesantemente colpito dal passaggio degli uragani Eta e Iota a novembre e dalla mancanza di occupazione causata dalla pandemia, che si aggiungono ai mali endemici delle gang e del traffico di droga.

Il Messico ha rivolto sabato una “rispettosa esortazione” alle autorità dell’Honduras ad arrestare “tempestivamente” il flusso irregolare di migranti “in modo tale da prevenire nuovi sfollamenti” di fronte alla nuova carovana che avanza verso Stati Uniti. Per precauzione Città del Messico ha poi schierato l’esercito alla frontiera meridionale.

Il Ministero degli Esteri di Città del Messico ha inoltre invitato i paesi della regione ad applicare “responsabilmente” i protocolli migratori e sanitari per evitare i rischi derivanti dalla pandemia COVID-19 alle persone che compongono la carovana. Allo stesso modo, la diplomazia messicana ha riconosciuto il lavoro “eccezionale” del governo del Guatemala, che ha detto “ha agito con fermezza e responsabilità nella cura completa dei contingenti di migranti che hanno violato la sua sovranità”. Si sottolinea inoltre che le autorità guatemalteche hanno imposto il rispetto della legge sull’immigrazione e dei suoi protocolli sanitari per garantire un flusso ordinato e regolare, salvaguardando l’integrità e la vita dei migranti e della loro popolazione.

Il dicastero guidato da Marcelo Ebrard ha affermato che lo Stato messicano “non è indifferente” alle cause strutturali che causano questi movimenti massicci e riconosce i bisogni legittimi delle diverse popolazioni che integrano i flussi migratori. “Tuttavia, è convinto che solo attraverso programmi di migrazione sicura, ordinata e regolare si possa garantire un’assistenza efficace e trasversale a queste popolazioni, che affrontano rischi elevati durante la loro rotta migratoria”, ha aggiunto.

Da parte sua, Hugo López-Gatell, sottosegretario federale per la prevenzione e la promozione della salute, ha affermato in una conferenza stampa che – in collaborazione con il Ministero degli Esteri – è stato deciso di integrare un’operazione di risposta multi-istituzionale per garantire che le persone che entrano in Messico abbiano la protezione sociale che corrisponde a qualsiasi persona nel Paese.

Leggi Sicurezza Internazionale il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.