Human Rights Watch: si consolidano dittature di Venezuela, Nicaragua e Cuba

Pubblicato il 18 gennaio 2021 alle 6:01 in America Latina Cuba Venezuela

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L’organizzazione umanitaria Human Rights Watch (HRW) ha avvertito nel suo rapporto annuale del “consolidamento” delle “dittature” a Cuba, in Nicaragua e in Venezuela e dell’assenza di una vera leadership sui diritti umani in America Latina, in parte a causa del populismo dei governi di Brasile e Messico, i due paesi più grandi della regione.

L’organizzazione con sede a New York ha presentato il suo rapporto annuale, in cui esamina la situazione dei diritti umani nel mondo, che hanno vissuto un 2020 molto complicato. “L’anno scorso è stato probabilmente uno dei peggiori anni per i diritti umani, oserei dire, negli ultimi tre decenni”, ha detto in conferenza stampa il direttore di HRW per le Americhe José Miguel Vivanco.

Nel caso dell’America Latina, Vivanco ha sottolineato di aver subito il “consolidamento di tre dittature” in Venezuela, Nicaragua e a Cuba, regimi “più forti che mai”.

Nel caso di Cuba, il governo applica senza controlli repressione e punizione dei suoi oppositori, sottopone la popolazione ad arresti arbitrari e limita i loro diritti, oltre a perseguitare le persone per le loro idee politiche o il loro orientamento sessuale, afferma il rapporto di Human Rights Watch.

“Il governo cubano reprime e punisce ogni forma di dissenso e critica pubblica, continua a usare contro i suoi critici tattiche come pestaggi, denigrazione pubblica, restrizioni alla possibilità di viaggiare, detenzioni per brevi periodi, multe, molestie online, sorveglianza e licenziamento del posti di lavoro “, dice il rapporto, che aggiunge che durante l’amministrazione di Miguel Díaz-Canel, che ha assunto la presidenza nell’ottobre 2019, sono continuate le detenzioni arbitrarie che, secondo l’Osservatorio cubano per i diritti umani, hanno raggiunto quota 1.028 tra gennaio e agosto 2020.

Secondo HRW, in ogni caso ci sono fattori propri che spiegano questa realtà, ma c’è anche una “palese assenza di leadership per la causa dei diritti umani” nella regione che rende più difficile confrontarsi con quei governi. “Questo è particolarmente evidente perché i due giganti dell’America Latina, i paesi più popolosi e forti che ovviamente esercitano un’enorme influenza nella loro regione, e mi riferisco principalmente al Brasile e al Messico, sono guidati da leader populisti, da demagoghi”, ha indicato. Vivanco ha spiegato che, sebbene i governi di Jair Bolsonaro e Andrés Manuel López Obrador “rappresentino punti opposti dello spettro ideologico, in entrambi i casi c’è un profondo disprezzo per i valori democratici, per le libertà pubbliche, per i diritti umani, per lo stato di diritto”.

Per HRW, la mancanza di voci latinoamericane capaci di promuovere e difendere la causa dei diritti umani “non contribuisce a un panorama che consenta di migliorare lo stato dei diritti umani a livello regionale”, nonostante il ruolo positivo che iniziative come il gruppo di Lima nel caso venezuelano.

Vivanco ha anche evidenziato l’impatto del governo USA di Donald Trump, per il suo “comportamento dispotico e anche populista”, per il danno che ha arrecato alla credibilità della democrazia del Paese e per la sua scarsa attenzione internazionale alla causa dei diritti umani. In tal senso, afferma di essere fiducioso nel fatto che l’Amministrazione del Democratico Joe Biden possa ottenere miglioramenti, soprattutto riguardo a Cuba, abbandonando la fallimentare politica di isolamento, e in America Centrale, una regione che il prossimo presidente degli Stati Uniti conosce bene.

Vivanco ha anche sottolineato che la pandemia è stata un fattore che ha aggravato la situazione dei diritti umani in molti luoghi, essendo utilizzata da alcuni leader per limitare le libertà, compresa quella di stampa. In tal senso, ha evidenziato il caso del presidente salvadoregno, Nayib Bukele, che ha utilizzato la crisi sanitaria “in modo palese” per concentrare il potere e limitare i controlli democratici.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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