Cina: Wang Yi visita quattro Paesi dell’ASEAN prima dell’insediamento di Biden

Pubblicato il 18 gennaio 2021 alle 10:50 in Asia Cina

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La Cina ha inviato il proprio ministro degli Esteri, Wang Yi, in viaggio in quattro Paesi del Sud-Est Asia, ovvero in Myanmar, Indonesia, Brunei e nelle Filippine, dove il diplomatico ha promesso sostegno nella lotta al coronavirus, con la fornitura di vaccini, e cooperazione per la ripresa economica post-pandemia. Nel 2021, il Brunei presiederà l’Associazione della Nazioni del Sud-Est Asia (ASEAN), mentre il Myanmar sarà il coordinatore delle relazioni con la Cina per il blocco per i prossimi tre anni.

Wang ha visitato per primo il Myanmar, dall’11 al 12 gennaio scorsi, per poi recarsi in Indonesia, dal 12 al 13 gennaio successivi, dove ha discusso di investimenti e vaccini con la leadership locale. Il terzo Paese visitato è stato poi il Brunei, il 14 gennaio, mentre il quarto sono state le Filippine, dove Wang si è trattenuto dal 15 al 16 gennaio. Qui Wang ha incontrato il suo omologo Teodoro Locsin e il presidente, Rodrigo Duterte, ai quali ha promesso mezzo milioni di dosi di vaccini cinesi, 1,34 miliardi di dollari in prestiti e77 milioni di dollari in sussidi. Nel corso di tutte le visite, né Wang, né i leader dei Paesi ospitanti hanno nominato gli Stati Uniti ma hanno rimarcato la necessità di incrementare la cooperazione, il commercio e gli investimenti.

Secondo più esperti citati dal South China Morning Post, l’ultimo tour del ministro Affari Esteri della Cina sarebbe stato l’ultimo tentativo di intensificare le relazioni tra la Cina e i Paesi del Sud-Est Asia prima dell’insediamento alla Casa Bianca del presidente eletto degli USA, Joe Biden. In base alle osservazioni fatte da più analisti, è previsto che il nuovo leader statunitense rafforzerà le relazioni di Washington con i propri partner e alleati nella regione in risposta al crescente peso geopolitico di Pechino. Non a caso, Biden ha istituito un nuovo ruolo nel National Security Council degli USA, ovvero quello di coordinatore per l’Indo-Pacifico e ha assegnato tale incarico a un esperto di Sud-Est Asia, Kurt Campbel, il quale aveva già partecipato all’amministrazione di Barack Obama.

Nel mese di ottobre 2020, Wang si era già recato in Cambogia, Malesia, Laos, Thailandia e Singapore, visitando così nove dei dieci Paesi che compongono l’Associazione della Nazioni del Sud-Est Asia (ASEAN) tra ottobre 2020 e gennaio 2021. L’unica nazione del blocco dove Wang non si è recato è stato il Vietnam che, nel corso del 2020, ha più volte criticato la Cina per il suo atteggiamento nel Mar Cinese Meridionale. Tuttavia, secondo un ricercatore dell’Institute of International Relations della Shanghai Academy of Social Sciences, Hu Zhiyong, la motivazione principale della mancata visita di Wang ad Hanoi sarebbe dovuta all’imminente cambio di leadership in Vietnam, che avverrà in seguito al congresso del Partito comunista del Vietnam, che si terrà dal 25 gennaio al 2 febbraio prossimi.

Nonostante la Cina abbia dispute territoriali aperte nel Mar Cinese Meridionale con parte dei membri dell’ASEAN, ovvero il Vietnam, le Filippine, la Malesia e il Brunei, e in tali acque sia cresciuta la presenza militare sia di Pechino, sia di Washington, il Paese ha deciso di intensificare le relazioni economiche con tutti i Paesi dell’ASEAN che si sono attestati come il maggior partner commerciale cinese, sorpassando l’Unione Europea nel 2020. Oltre a questo, sebbene l’Indonesia non si ritenga parte delle dispute territoriali nel Mar Cinese Meridionale, una parte della sua zona economica speciale nei pressi delle isole Natuna si sovrapporrebbe alle rivendicazioni cinesi. Al momento, Pechino sta negoziando un codice di condotta per il Mar Cinese Meridionale con il blocco ASEAN per istituire un meccanismo di risoluzione delle dispute legate a tali acque.

La Cina rivendica la propria sovranità sulla quasi totalità del Mar Cinese Meridionale, secondo presupposti storici e, in particolare, in base ad una mappa pubblicata il primo dicembre 1947 dall’allora Repubblica di Cina e rivista nel 1953, in cui con nove tratti si delimitava la sovranità cinese sulle acque, includendole quasi per intero. Oltre alla Cina, anche Taiwan rivendica pressoché in toto la sovranità sul Mar Cinese Meridionale che è conteso anche da Vietnam, Filippine, Malesia e Brunei, sebbene solo parzialmente. In tali acque passano ricche rotte commerciali e nel loro sottosuolo sono presenti ricche risorse energetiche.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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