Uganda: Museveni confermato presidente dopo 35 anni al potere

Pubblicato il 17 gennaio 2021 alle 18:30 in Africa Uganda

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La Commissione elettorale dell’Uganda ha dichiarato, il 16 gennaio, che le elezioni presidenziali nel Paese sono state vinte dal presidente in carica, Yoweri Museveni, al potere da 35 anni. Il 17 gennaio, il suo principale rivale, Bobi Wine, ha affermato di essere pronto a sfidare i risultati, ritenuti falsati, aggiungendo di essere in possesso di prove.

In base ai dati rilasciati dalla Commissione elettorale, Museveni ha ottenuto 5,85 milioni di voti, corrispondenti al 58,64% di quelli scrutinati, mentre Wine ha ricevuto 3,48 milioni di voti, ovvero il 34,83 % del totale. Secondo gli stessi dati, l’affluenza alle urne si sarebbe poi attestata al 52% degli aventi diritto al voto. In seguito alla pubblicazione dei risultati delle elezioni, le forze di sicurezza del governo sono state schierate nella capitale Kampala con soldati sopra i veicoli militari che invitavano la popolazione a mantenere il distanziamento sociale per evitare la diffusione del coronavirus e un elicottero ha sorvolato la città. La televisione di Stato ha trasmesso immagini della popolazione in festa per la vittoria di Museveni e di soldati che partecipavano all’organizzazione dei festeggiamenti nella capitale.

In seguito all’annuncio della sua vittoria, Museveni ha tenuto un discorso nel quale ha ringraziato i suoi sostenitori e ha affermato che l’unica cosa da evitare sia la violenza. Il presidente ha affermato che le ultime elezioni sono state tra le più oneste della storia del Paese, da quando ha ottenuto la propria indipendenza nel 1962.

Al contrario, il rappresentante di Wine, Benjamin Katana, ha descritto l’annuncio della vittoria di Museveni come “un tentativo di danneggiare la volontà del popolo in Uganda”. Lo stesso Wine ha affermato che si sia trattato delle più fraudolenti elezioni della storia. Più tardi, Katana ha rilasciato un commento ad Al-Jazeera affermando che: “Il quadro legislativo in Uganda consente di avere più opportunità e opzioni con le quali opporci a questo processo ingiusto, una delle possibilità è quella di passare per la Corte suprema. […] Chiediamo alla popolazione dell’Uganda di sostenerci e lavorare con noi per esplorare tutte le opzioni e assicurarci di interrompere questo colpo di Stato”.

All’annuncio dell’esito elettorale, Wine si trovava presso la propria abitazione, dove è stato controllato da guardie dell’esercito schierate intorno alla casa sin dallo scorso 15 gennaio. Da un lato, la sua fazione politica sostiene si tratti di arresti domiciliari, dall’altro, il governo afferma che la presenza dei militari serva a fornire protezione allo stesso Wine. Quest’ultimo, però, ha dichiarato che i soldati avrebbero preso il controllo del suo complesso abitativo, arrestato e picchiato la sua guardia di sicurezza e bloccato i suoi contatti.

Gli USA e il Regno Unito, il 17 gennaio, hanno richiesto che vengano condotte indagini sulle accuse di frode elettorale così come su altri dubbi relativi alle votazioni. L’Unione africana, che aveva inviato una missione di osservatori, non ha ancora rilasciato dichiarazioni sulle elezioni in Uganda.

Le elezioni in Uganda sono state contrassegnate da violenze, con attacchi e detenzioni delle figure d’opposizione e dei media, e da proteste popolari nel mese di novembre 2020, in cui sono morte almeno 54 persone. Prima del voto, la connessione internet è stata interrotta e non sarebbe stata ancora ripristinata. A tal proposito, Wine ha affermato, il 15 gennaio, di essere in possesso di video che provino le frodi elettorali aggiungendo che li avrebbe condivisi una volta ripristinata la connessione. Il blackout internet ha altresì sollevato questioni rispetto alle modalità di trasmissione dei risultati della votazioni in tutto il Paese alla Commissione elettorale che non ha, però, fornito spiegazioni.

Per il 76enne Museveni la vittoria alle elezioni del 2021 ha significato ricevere un sesto mandato consecutivo. Il presidente è salito al potere nel 1986, dopo un periodo di perdurante instabilità in Uganda, come parte di una nuova generazione di statisti africani, elogiato per le sue riforme economiche ed educative. Nel corso degli anni, tuttavia, il presidente è stato più volte criticato per il rifiuto di lasciare il potere nonostante le accuse di corruzione e una leadership autocratica.

 Bobi Wine, un ex-cantante di 38 anni, invece, sta cercando di rappresentare la parte più giovane della popolazione ugandese e sostiene la necessità di cambiamento politico. Wine ha promesso di interrompere quella che ha definito “una dittatura” e la corruzione nel Paese.

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Camilla Canestri

di Redazione

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