Libia: proposto meccanismo di nomina per un governo transitorio unitario

Pubblicato il 17 gennaio 2021 alle 9:11 in Africa Libia

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La direttrice ad interim della Missione di sostegno delle Nazioni Unite in Libia (UNSMIL), Stephanie Williams, ha annunciato, il 16 gennaio, che i rappresentanti del Forum di dialogo politico organizzato dall’Onu tra le parti libiche, dal 13 al 16 gennaio, ha compiuto progressi verso la definizione di un nuovo governo transitorio che guidi il Paese fino alle elezioni del 24 dicembre 2021, definendo un meccanismo per la formazione di tale esecutivo che sarà messo al voto il 18 gennaio prossimo.

I rappresentanti del Forum di dialogo politico hanno stabilito un meccanismo per scegliere il nuovo governo che secondo Williams sarebbe “il miglior compromesso possibile sulla questione” e che potrebbe portare alla nomina di un governo transitorio tra alcune settimane. Dal 13 al 16 gennaio, si è riunito, però, un gruppo di 18 rappresentanti dei 75 membri totali partecipanti del Forum di dialogo politico, i quali saranno quindi chiamati a votare sul meccanismo delineato, il 18 gennaio prossimo.

In particolare, secondo quanto concordato a Ginevra il 16 gennaio, il collegio elettorale di ogni regione della Libia nominerà un proprio rappresentante all’interno del Consiglio presidenziale che sarà formato da tre membri. Il primo ministro, invece, sarà scelto dai 75 partecipanti del Forum di dialogo politico e dovrà ricevere almeno il 70% delle loro preferenze. Le persone proposte per gli incarichi in questione saranno scelte all’interno di liste di quattro nomi redatte dalle tre regioni libiche. Tali liste, a loro volta, dovranno ottenere appoggio da 17 attori, di cui 8 provenienti dalle regioni occidentali, sei da quelle orientali e 3 dalla Libia meridionale. Le liste così selezionate dovranno poi ricevere almeno il 60% delle preferenze da parte dei 75 membri del Forum di dialogo politico. Se al primo turno di votazioni non dovessero raggiungere tale soglia sarà indetta una seconda votazione.

Secondo Williams, il governo transitorio, la cui formazione ha causato più difficoltà tra le parti coinvolte, sarà un’istituzione esecutiva, unitaria e temporanea che sarà poi sostituita dal governo eletto in seguito al 24 dicembre prossimo. Il governo transitorio dovrà essere inclusivo, trasparente ed equamente rappresentativo delle regioni e dei diversi gruppi di popolazione della Libia. La direttrice della UNSMIL ha però lanciato anche un avvertimento rispetto alla possibilità che vi siano ancora persone che potranno tentare di ostruire i tentativi di pacificazione in corso.

Il Forum di dialogo politico di Ginevra fa parte delle iniziative volte a raggiungere una soluzione politica per il conflitto e le divisioni interni alla Libia, dove è in corso una guerra civile iniziata il 15 febbraio 2011, a cui ha fatto seguito, nell’ottobre dello stesso anno, la caduta del regime dittatoriale di Muammar Gheddafi. Da tale evento in poi, il Paese non è mai riuscito a realizzare una transizione democratica.

 In Libia, al momento, a livello politico, sono presenti due amministrazioni rivali, ovvero la Camera dei Rappresentanti di Tobruk e il GNA di Tripoli, mentre, a livello militare, le milizie del GNA sono contrapposte a quelle dell’Esercito Nazionale Libico (LNA), che rispondono al generale Khalifa Haftar. Il GNA, con a capo Fayez al-Sarraj, è il governo ufficialmente riconosciuto dall’Onu in Libia, è nato il 17 dicembre 2015 con gli accordi di Skhirat, firmati in Marocco e poi scaduti il 17 dicembre 2017, ed è stato formalmente appoggiato da Italia, Qatar e Turchia. Le forze dello LNA sono invece vicine al governo di Tobruk, che controlla la Libia orientale, e, a livello internazionale, sono sostenute da Egitto, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Giordania, Francia e Russia.

In tale contesto, dal punto di vista militare, in Libia è attivo un cessate il fuoco stabilito lo scorso 23 ottobre, a seguito di un incontro tra le delegazioni libiche del LNA e del GNA, riunitesi a Ginevra nel quadro del Comitato militare congiunto 5+5.  Dal punto di vista politico, invece, in seguito a mesi di negoziati, il 17 dicembre scorso, è stata formata una commissione legale e costituzionale, volta a guidare la Libia verso le elezioni previste a dicembre 2021, presumibilmente il 24. 

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Camilla Canestri

di Redazione

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