Russia inizia ritiro da trattato su Cieli Aperti

Pubblicato il 16 gennaio 2021 alle 6:11 in Russia

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Il giorno prima la delegazione russa per il controllo degli armamenti a Vienna aveva chiesto alle parti aderenti al Trattato sui Cieli Aperti di garantire la riservatezza dei dati ricevuti durante i voli d’osservazione.

La Russia ha avviato le procedure per ritirarsi dal trattato sui Cieli Aperti, ha comunicato in una nota il ministero degli Esteri.

“Dal momento che non sono stati compiuti progressi per eliminare gli ostacoli che impediscono il funzionamento del trattato nelle nuove condizioni, il ministero degli Esteri russo è autorizzato ad annunciare l’inizio delle procedure interne per il ritiro della Federazione Russa dal Trattato sui Cieli Aperti. Quando le procedure saranno completate, sarà inviata una notifica”, si afferma in un comunicato del ministero degli Esteri russo.

Il Trattato sui cieli aperti è stato firmato nel 1992 ed è entrato in vigore dopo 10 anni. Consente ai 34 Paesi firmatari di effettuare voli di osservazione a bordo di aerei disarmati sui rispettivi territori, con l’obiettivo di garantire la trasparenza e un clima di fiducia.

 

In precedenza, gli Stati Uniti avevano dichiarato che avrebbero notificato formalmente alle parti del Trattato sui Cieli Aperti il proprio ritiro il 22 maggio e che sarebbero stati esenti da obblighi a partire da sei mesi dopo. A giustificazione dell’iniziativa unilaterale avevano indicato una presunta “non conformità della Russia ai termini del Trattato”. Allo stesso tempo, il presidente Donald Trump non ha escluso che la decisione sarebbe potuta cambiare se Mosca avesse iniziato a seguire il documento. Mosca, da parte sua, ha respinto le accuse e ha osservato che una mossa del genere minerebbe la sicurezza e la stabilità non solo in Europa, ma a livello globale.

Il trattato sui Cieli Aperti è stato siglato il 24 marzo 1992 a Helsinki ed è entrato in vigore nel 2002 come parte di un programma internazionale che mirava a superare il clima di tensione internazionale della Guerra Fredda.

Ad oggi fanno parte del trattato 34 i Paesi. Ogni paese può decidere di effettuare periodicamente dei voli di osservazione nei cieli degli degli altri paesi aderenti al fine di promuovere la trasparenza sulle attività militari condotte dai paesi membri secondo il concetto dell’osservazione aerea reciproca.

I 34 stati che fanno parte del Trattato sui Cieli Aperti sono: Bielorussia, Belgio, Bosnia-Erzegovina, Bulgaria, Canada, Croazia, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Georgia, Germania, Grecia, Ungheria, Islanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Norvegia, Polonia, Portogallo, Romania, Russia, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Turchia, Ucraina, Regno Unito e Kirghizistan ha firmato ma non ancora ratificato. Il Canada e Ungheria sono i depositari del trattato in riconoscimento del loro speciale contributo allo sviluppo del trattato. I paesi depositari, mantengono i documenti del trattato e forniscono supporto amministrativo.

Il trattato è di durata illimitata e aperto all’adesione di altre nazioni. Le nazioni ex Unione Sovietica che non hanno ancora aderito, posso farlo in qualsiasi momento. Le domande presentate da altre nazioni interessate sono soggetti ad una decisione consensuale da parte della Commissione consultiva sui cieli aperti (OSCC). L’organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa si riunisce mensilmente presso la sua sede di Vienna.

Otto nazioni hanno aderito al trattato dal momento dell’entrata in vigore: Finlandia, Svezia, Lettonia, Bosnia-Erzegovina, Croazia, Slovenia, Estonia e Lituania.

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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione