Venezuela: calano gli omicidi, è la prima volta in 30 anni

Pubblicato il 15 gennaio 2021 alle 9:25 in America Latina Venezuela

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L’emigrazione di massa e le conseguenze della crisi economica, congiuntamente al rafforzamento delle forze di polizia, hanno generato in Venezuela un paradossale fenomeno collaterale: una significativa diminuzione dei livelli di insicurezza dei cittadini e degli omicidi, uno dei problemi storici della società e dello Stato. È la prima volta che accade dal 1989.

In un paese dove ci sono problemi con il carburante e le persone sono spinte a non circolare di notte, l’Osservatorio venezuelano sulla violenza (OVV) ha registrato 11.891 omicidi nel 2020, il 50% in meno rispetto al 2018, in cui ne erano stati registrati 23.000, e che era all’epoca un dei tassi più alti al mondo. Secondo l’OVV, il tasso di criminalità in Venezuela ha subito un progressivo calo dal 2017. Il livello del 2020, ancora molto grave, sarebbe di 45 morti ogni 100.000 abitanti. Nel 2018 la media era di 91.

I dati dell’Osservatorio venezuelano sulla violenza aiutano a comprendere l’evoluzione di questo problema. Per diversi anni, il governo di Nicolás Maduro non ha fornito dati sui livelli di criminalità, ha tenuto chiuse le fonti di informazione e imposto la censura ai mass media.

 Gli esperti attribuiscono la riduzione del tasso di violenza a due cause. La prima è stata la massiccia diaspora dei cittadini, che ha reso possibile il trasferimento di nicchie di criminalità nei paesi vicini come Colombia e Perù; bisogna considerare che è la prima volta nella storia venezuelana che c’è un massiccio flusso migratorio che riguarda gli strati più poveri della popolazione.

La seconda causa è stato il rafforzamento delle forze di polizia del governo chavista dopo anni di indulgenza, attraverso iniziative come l’Operazione per la Liberazione del Popolo e le procedure delle Forze di Azione Speciale, FAES, unità d’élite del Polizia nazionale bolivariana. In questi scontri, molte persone sono state assassinate e successivamente tali omicidi sono stati giustificati con l’etichetta generica di “resistenza all’autorità”. Nel suo rapporto annuale, l’Osservatorio sulla violenza stabilisce che, su un totale di 11.000 omicidi nel 2020, 4.000 sono stati commessi dalla Polizia e dalla Guardia Nazionale, in un limbo in cui entrano, secondo quanto sostengono l’Alto Commissario delle Nazioni Unite, Michelle Bachelet e molte ONG, criminali e innocenti.

“Dal 2016 c’è stato un aumento della mortalità della polizia in relazione al numero totale di morti causate da criminali”, afferma il rapporto OVV del 2020. “Da allora, ogni anno ci sono più vittime per aver resistito all’autorità che per omicidi di qualsiasi tipo”. L’Osservatorio stabilisce inoltre che “la massiccia emigrazione ha causato un cambiamento demografico che ha alterato la base demografica del paese. La distruzione dell’economia e dei posti di lavoro, nonché una massiccia emigrazione, hanno svuotato le città e limitato le opportunità di crimine”.

 

La malavita in Venezuela era un problema minore fino alla fine degli anni ’80. Da allora ha cominciato a peggiorare progressivamente e ha subito un forte rafforzamento a partire dal 1999, anno in cui Hugo Chávez è salito al potere. Fino alla sua morte nel 2013, Chávez è stato rimproverato in molte occasioni per il suo atteggiamento permissivo e la sua riluttanza a reprimere il crimine usando la forza dello Stato nelle aree più povere del paese.

Da quando è salito al potere, pur senza annunciarlo formalmente, Maduro ha proceduto nella direzione opposta: ha investito molti soldi nell’equipaggiamento delle forze armate e di polizia, e ha deciso di combattere una rete rafforzata negli anni del chavismo, che era giunta a sfidare l’autorità dello Stato.

“Dal 2010 al 2018, 23.000 persone sono morte per mano delle forze di sicurezza”, afferma Keymer Ávila, professore presso l’Istituto di scienze criminali dell’Università centrale del Venezuela e attivista sociale. “Il 69% di questi casi si è verificato tra il 2016 e il 2018. La media è di 19 decessi ogni 100.000 abitanti, un record superiore al tasso di omicidi per singolo paese al mondo. Un omicidio su tre in Venezuela è conseguenza dell’intervento delle forze di sicurezza”.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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