Uganda: sotto assedio la casa del rivale del presidente

Pubblicato il 15 gennaio 2021 alle 20:33 in Africa Uganda

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In Uganda, il candidato presidenziale dell’opposizione, Bobi Wine, ha dichiarato che i militari hanno “preso il controllo” della sua abitazione poche ore dopo aver affermato che le elezioni sono state truccate. Wine ha specificato che i soldati stavano circondando la sua casa da due giorni prima di prenderla d’assalto, venerdì 15 gennaio.

“Hanno preso il controllo del mio complesso, hanno arrestato la mia guardia di sicurezza e l’hanno picchiata”, ha rivelato Bobi Wine al quotidiano Al Jazeera. “Il mio telefono, il telefono di mia moglie e tutti i telefoni delle persone con cui sono in contatto sono stati bloccati. Questa è la situazione adesso”, ha aggiunto.

“I militari hanno preso il controllo della mia casa e non rispondono alle mie domande. Io e mia moglie siamo in preda alla paura. Non sappiamo cosa accadrà ora alle nostre vite”, ha scritto su Twitter il rivale del presidente Yoweri Museveni, poche ore dopo aver dichiarato che “ogni opzione legale è sul tavolo” per contestare i risultati ufficiali. Funzionari militari hanno riferito ad Al Jazeera che “le cose non stavano come Bobi Wine le stava spiegando”. Il vice portavoce dell’esercito, Deo Akiki, ha affermato che la grande presenza di militari nella zona era per monitorare la sicurezza di Wine e assicurarsi che fosse al sicuro. Tuttavia, il candidato ha respinto le affermazioni di Akiki. La corrispondente di al-Jazeera, Catherine Soi, ha dichiarato: “Alcuni soldati sono saltati nel complesso e hanno picchiato le sue guardie. Anche alcuni giornalisti che sono lì ci stanno dicendo che c’è un’enorme presenza di soldati intorno a casa sua”.

Venerdì 15 gennaio, la commissione elettorale dell’Uganda ha detto che il presidente di lunga data Museveni sarebbe in testa rispetto a Bobi Wine e agli altri candidati presidenziali nei risultati provvisori. Wine ha definito le affermazioni uno “scherzo”. Con il 49,1% dei voti contati, Museveni sembrerebbe essere in testa, con 3,9 milioni di voti (il 62,7%), mentre il principale candidato dell’opposizione, Bobi Wine, avrebbe ottenuto 1,4 milioni di voti (il 29,3%). I risultati finali dovrebbero essere annunciati sabato pomeriggio.

Bobi Wine ha affermato che fornirà prove di schede spuntate e altre irregolarità una volta ripristinato l’accesso a Internet in Uganda. “Sono molto fiducioso che sconfiggeremo di gran lunga il dittatore”, ha dichiarato Wine,  ipotizzando l’organizzazione di “proteste pacifiche e non violente” una volta che i risultati saranno dichiarati. I candidati possono contestare l’esito del voto presso la Corte Suprema. L’accesso a Internet continua a rimanere inaccessibile nel Paese dell’Africa orientale dopo che il governo l’ha interrotto alla vigilia delle elezioni, svoltesi giovedì 14 gennaio

I cittadini ugandesi hanno votato per eleggere il nuovo presidente. La corsa al voto è stata segnata, nei giorni precedenti alle elezioni, da un alto tasso di violenza, con oltre 50 persone uccise dalle forze di sicurezza nel mezzo delle repressioni contro le manifestazioni governative. Museveni, che è alla testa del Paese dal 1986, sta cercando di ottenere un sesto mandato consecutivo, ma la popolarità di Bobi Wine rischia di minacciare la tenuta del suo potere. Più di 18 milioni di persone si sono registrate per partecipare alle urne. Un candidato deve ottenere più del 50% dei voti per evitare il ballottaggio. Mentre gli ugandesi votavano, la polizia e i soldati pattugliavano le strade della capitale. 

Bobi Wine, 38 anni, sta cercando di rappresentare la rabbia di molti giovani ugandesi che ritengono Museveni un dittatore fuori dal mondo, incapace di risolvere i problemi della disoccupazione, della corruzione e l’aumento del debito pubblico. L’attuale presidente, al contrario, definisce Wine un nuovo arrivato, sostenuto da governi stranieri che vogliono influenzare la politica nazionale, e afferma che la sua amministrazione continuerà a garantire stabilità e progresso, compresa la costruzione di dighe e impianti idroelettriche tanto necessari.

Dopo un periodo di perdurante instabilità in Uganda, Museveni fu accolto dall’Occidente, nel 1986, come parte di una nuova generazione di statisti africani, elogiato per le sue riforme economiche ed educative. Nel corso degli anni, tuttavia, il presidente è stato più volte criticato per il rifiuto di lasciare il potere nonostante le accuse di corruzione e una leadership autocratica. Nelle elezioni passate, il partito al potere ha sempre garantito la candidatura per Museveni, squalificando alcuni potenziali rivali. 

I gruppi per la difesa dei diritti umani lo accusano da tempo di schierare le forze di sicurezza per intimidire gli oppositori, una critica che non è mancata nemmeno durante il periodo delle misure anti-coronavirus. 

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Chiara Gentili

di Redazione

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