Libia: nominato un rappresentante dell’Italia, in attesa dell’inviato dell’Onu

Pubblicato il 15 gennaio 2021 alle 11:16 in Italia Libia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il Ministero degli Affari Esteri italiano ha conferito a Pasquale Ferrara, ex ambasciatore ad Algeri, l’incarico di inviato speciale per l’Italia in Libia. Nel frattempo, anche le Nazioni Unite potrebbero nominare il proprio inviato speciale nelle prossime ore.

La nomina di Ferrara, da parte del ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, è giunta il 14 gennaio. Stando a quanto specificato dal Ministero italiano, l’ambasciatore avrà il compito di “rappresentare l’Italia” e di far sì che Roma possa prendere parte a tutte quelle iniziative multilaterali volte a promuovere il processo politico in Libia, mostrando, in tal modo, l’impegno dell’Italia nel favorire pace e stabilità. Al contempo, l’inviato speciale sarà chiamato a intraprendere relazioni con gli attori coinvolti nel dossier libico, a livello sia nazionale sia internazionale, e si farà promotore di una “riflessione strategica” sulle “prospettive di stabilizzazione della Libia”.

Pasquale Ferrara ha ricoperto l’incarico di ambasciatore italiano in Algeria fino al mese di novembre 2020, dopo aver assunto ruoli simili ad Atene, Bruxelles, Washington e a Roma. Non da ultimo, Ferrara è stato a capo dell’unità di analisi e programmazione del Ministero degli Esteri italiano e la sua carriera comprende altresì attività di ricerca e accademiche, oltre che di insegnamento presso istituti e università italiane.

Nel frattempo, anche alle Nazioni Unite sono stati fatti passi in avanti nella possibile nomina di un inviato speciale per la Missione di Sostegno in Libia (UNSMIL). Si tratta di una posizione rimasta vacante dal 2 marzo 2020, giorno delle dimissioni del precedente incaricato dell’Onu, Ghassan Salamé, il quale, dopo circa tre anni dall’assunzione del mandato, aveva affermato che le sue condizioni di salute non gli consentivano più di continuare a far fronte al forte stress posto dalla missione stessa, viste le difficoltà riscontrate nel raggiungere la pace e la stabilità nel Paese Nordafricano, e nel dialogare con le diverse parti in conflitto.

Negli ultimi mesi, è stata Stephanie Williams a ricoprire l’incarico di inviata ad interim, mentre le discussioni in sede Onu sono continuate per mesi. Ora, a meno che il Consiglio di Sicurezza non ostacoli la decisione del Segretario generale, Antonio Guterres, entro la sera di venerdì 15 gennaio, Jan Kubis potrebbe essere nominato come nuovo inviato. Kubis, ex ministro degli Esteri slovacco, è attualmente il coordinatore speciale delle Nazioni Unite per il Libano, carica ricoperta da gennaio 2019, mentre, in precedenza, ha assunto il ruolo di inviato speciale delle Nazioni Unite in Afghanistan e in Iraq.

La prevista nomina di Kubis giunge dopo che il Consiglio di Sicurezza aveva approvato, il 15 dicembre 2020, la designazione di Nikolai Mladenov, un diplomatico bulgaro, a capo della missione UNSMIL. Il diplomatico, il 22 dicembre, ha, però, rifiutato l’incarico per “motivi personali e familiari”. Mladenov, dal 2005, ha assunto la carica di inviato dell’Onu per il processo di pace in Medio Oriente, ruolo che è stato assegnato, il 15 dicembre stesso, a Tor Wennesland, un diplomatico norvegese.

La nomina dell’ambasciatore italiano Ferrara e la possibile nomina di Kubis giungono in un momento in cui gli attori libici continuano a confrontarsi per determinare le sorti politiche del Paese Nord-africano. Il 13 gennaio, ha avuto inizio, a Ginevra, un nuovo round di colloqui del Forum di dialogo politico, il cui obiettivo è trovare un accordo per i meccanismi di nomina dei futuri organismi esecutivi, il governo unitario e il Consiglio presidenziale, superando quelle divergenze che hanno causato, negli ultimi mesi, una fase di stallo. A presiedere il meeting, che si presume durerà tre giorni, vi è l’inviata ad interim, Williams, la quale è stata promotrice di quella mobilitazione diplomatica seguita all’annuncio di cessate il fuoco del 21 agosto, a cui ha fatto seguito l’accordo del 23 ottobre. La speranza dell’inviata è che si possa proseguire nel percorso politico verso la transizione democratica. Una delle tappe già stabilite è rappresentata dalle elezioni legislative e presidenziali che si terranno, presumibilmente, il 24 dicembre 2021.

 

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano in Italia interamente dedicato alla politica internazionale

Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.