Human Rights Watch: Bolsonaro sabota misure contro la pandemia

Pubblicato il 15 gennaio 2021 alle 6:25 in America Latina Brasile

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Il presidente brasiliano Jair Bolsonaro ha cercato di “sabotare” le misure contro la pandemia COVID-19 in Brasile e le istituzioni democratiche del paese devono restare vigili per evitare derive peggiori; è una delle conclusioni del capitolo dedicato al rapporto Brasile nel mondo pubblicato dall’organizzazione umanitaria Human Rights Watch (HRW).

Nel rapporto, la vicedirettrice di HRW Brasile Anna Livia Arida ha sottolineato che il presidente Bolsonaro “ha esposto la vita e la salute dei brasiliani a grandi rischi tentando di sabotare le misure di protezione contro la diffusione del COVID-19”.

Dall’inizio della pandemia, il leader brasiliano ha minimizzato la gravità della malattia, ha combattuto contro le misure di isolamento sociale raccomandate dalla comunità scientifica e “ha divulgato informazioni sbagliate”, ricorda l’organizzazione.

In questo momento, il Brasile è uno dei paesi più colpiti al mondo, con oltre 200.000 decessi per COVID-19 e più di otto milioni di casi confermati, e non esiste ancora una data per iniziare a vaccinare la popolazione, in un contesto di polemica politica tra il governo centrale e i governi locali, alcuni dei quali, come San Paolo, puntano sul vaccino cinese Sinovac alla cui distribuzione Bolsonaro si oppone fermamente.

Human Rights Watch sottolinea, tuttavia, che la Corte suprema federale e altre istituzioni “hanno fatto uno sforzo per proteggere i brasiliani” bloccando molte iniziative, ma non tutte le politiche anti-diritti di Bolsonaro”, e chiede quindi che queste istituzioni democratiche “rimangano vigili”.

L’organizzazione sottolinea che la Corte Suprema ha impedito a Bolsonaro di revocare ai governi statali la competenza di limitare la circolazione delle persone per contenere la diffusione del virus o di sospendere la pubblicazione di dati completi sull’incidenza della malattia. Inoltre, il tribunale supremo ha ordinato al governo di creare un piano per combattere la diffusione del COVID-19 tra la popolazione indigena e il Congresso nazionale ha redatto un disegno di legge per costringere il governo ad assistere queste comunità in una modalità di emergenza.

A margine delle contestazioni rivolte al governo di Brasilia per la gestione della pandemia, HRW si rammarica che Bolsonaro non solo non abbia affrontato la violenza della polizia, ma l’abbia “incoraggiata” in diverse occasioni.

Come dato positivo si sottolinea nuovamente il ruolo della Corte Suprema, che nello stato di Rio de Janeiro ha sospeso la maggior parte delle operazioni di polizia nelle favelas e nelle comunità a basso reddito durante la pandemia. Ciò ha fatto diminuire del 70% i decessi causati dalla Polizia tra giugno e settembre rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

HRW plaude al ruolo della stampa brasiliana nel dibattito pubblico e al controllo dei poteri dello Stato, nonostante “la stigmatizzazione, le critiche e le minacce di azioni legali” contro i professionisti della comunicazione da parte dell’amministrazione Bolsonaro.

L’organizzazione ritiene che le conseguenze più negative si verifichino nel campo dell’ecologia e della protezione dell’ambiente, dove le istituzioni democratiche “non sono riuscite a fermare” la retorica del presidente. Secondo HRW, questa retorica contro la protezione ambientale ha contribuito al fatto che il Brasile ha perso 11.000 chilometri quadrati di foresta pluviale amazzonica tra agosto 2019 e luglio 2020, il tasso più alto degli ultimi 12 anni.

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Italo Cosentino, interprete di portoghese

di Redazione

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