Algeria: un’esplosione causa la morte di 5 civili, “l’attacco più letale”

Pubblicato il 15 gennaio 2021 alle 8:32 in Africa Algeria

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Cinque civili sono morti e altri 3 sono rimasti feriti a seguito di un’esplosione di un ordigno artigianale, nella regione di Tébessa, nell’Est dell’Algeria. L’attacco, verificatosi giovedì 13 gennaio, è stato definito il più letale degli ultimi anni in termini di vittime civili.

Nello specifico, l’ordigno è stato fatto esplodere al passaggio di un’auto, un’utilitaria, mentre questa viaggiava a Oued Khenig-Roum, nei pressi del comune di Telidjane, nella cosiddetta “wilaya” orientale di Tébessa. Il Ministero delle Difesa algerino non ha rivelato ulteriori dettagli e, al momento, nessun gruppo o individuo ha rivendicato l’attacco. Il capo di Stato algerino, Abdelmadjid Tebboune, attualmente nuovamente in Germania per complicazioni da “post-Covid”, ha condannato l’accaduto, definendolo un atto “vigliacco e barbaro”. Da parte sua, il capo di stato maggiore dell’esercito algerino, il generale Saïd Chengriha, ha esortato i cittadini a rimanere vigili e a evitare spostamenti in luoghi di passaggio “sospetti”, già noti agli abitanti della regione.

Nel dare notizia dell’attentato del 14 gennaio, il Ministero della Difesa ha poi riferito che, nella medesima giornata, una squadra dell’esercito nazionale popolare è stata in grado di uccidere un terrorista “pericoloso” e di recuperare le armi e i dispositivi in suo possesso, a seguito di un’imboscata tesa a Oued Boudekhane, nella wilaya di Khenchela, appartenente alla Quinta regione militare, situata nel Nord-Est dell’Algeria. Sebbene l’operazione, tuttora in corso, non sia stata legata all’attentato di Tébessa, il Ministero ha affermato che essa va ad inserirsi nel quadro degli sforzi profusi dalle forze algerine nella lotta al terrorismo, il cui obiettivo è garantire sicurezza nell’intero Paese. Dal primo dicembre 2020, sono 9 i jihadisti e 4 i membri dell’esercito rimasti uccisi a seguito di scontri.

Le autorità algerine sono solite utilizzare il termine “terrorista” per descrivere i gruppi armati che sono stati attivi nel Paese dall’inizio degli anni ’90. In particolare, tra il 1992 e il 2002, una guerra civile ha visto l’esercito confrontarsi con diverse milizie, in scontri che hanno provocato la morte di circa 200.000 persone. Una Carta per la pace e la riconciliazione nazionale, del 2005, avrebbe dovuto porre fine definitivamente alle tensioni, ma alcuni gruppi continuano a svolgere operazioni sporadiche.

Per quanto riguarda la minaccia terroristica, uno degli ultimi attentati che ha ottenuto maggiore eco si è verificato il 31 agosto 2017 a Tiaret, nel Sud-Ovest del Paese, dove un kamikaze si è fatto saltare in aria, uccidendo 2 poliziotti. Il gruppo dello Stato Islamico ha rivendicato la responsabilità dell’attacco. Da allora, sono stati registrati solo alcuni scontri occasionali tra l’esercito algerino e i terroristi affiliati al gruppo di Al Qaeda nel Maghreb Islamico (AQIM) nelle aree montuose del Paese. 

L’episodio più recente risale, invece, al 9 febbraio 2020. In tale occasione, un attentatore suicida, a bordo di un’autobomba, ha attaccato una caserma militare nel Sud dell’Algeria, uccidendo un soldato. L’attentato, che è avvenuto nella regione di Bordji Baji Mokhtar, al confine con il Mali, è stato successivamente rivendicato dallo Stato Islamico, il quale ha scritto in una dichiarazione: “Il nostro fratello martire Omar al-Ansari è entrato nella base e ha fatto esplodere il suo veicolo”. Tuttavia, erano molti anni che l’Algeria non veniva colpita da un attacco di tal tipo.

Uno degli episodi più gravi risale al 16 gennaio 2013, quando l’impianto di gas di Tiguentourine, nel Sahara algerino, è stato attaccato da un gruppo di terroristi islamisti. Alla fine dell’assedio, cinque giorni dopo, 29 dei 32 aggressori e almeno 37 dei lavoratori stranieri della fabbrica sono rimasti uccisi. Numerosi governi occidentali avevano definito tale attacco “un’operazione di Al Qaeda” che avrebbe segnato una nuova fase del terrorismo in Africa.

Il Global Terrorism Index 2020 colloca l’Algeria al 65esimo posto tra i 163 Paesi in cui è stato analizzato l’impatto del terrorismo. L’indice, nello specifico, è pari a 2.696, in diminuzione rispetto all’anno precedente.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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