L’Uganda al voto per eleggere il nuovo presidente

Pubblicato il 14 gennaio 2021 alle 16:54 in Africa Uganda

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I cittadini ugandesi hanno votato, giovedì 14 gennaio, per eleggere il nuovo presidente. Il principale sfidante di Yoweri Museveni, attuale leader del Paese, è il giovane cantante, ora politico, Bobi Wine, diventato la principale figura dell’opposizione. La corsa al voto è stata segnata, nei giorni precedenti alle elezioni, da un alto tasso di violenza, con oltre 50 persone uccise dalle forze di sicurezza nel mezzo delle repressioni contro le manifestazioni governative. Altri episodi che hanno contirbuito a rendere teso il clima pre-elettorale sono state le ripetute intimidazioni, gli arresti di esponenti dell’opposizione e la chiusura di Internet e dei social media. La polizia ha affermato che le azioni sono state necessarie per garantire la conformità alle restrizioni dovute alla pandemia di COVID-19.

Si temono ancora disordini mentre le forze di sicurezza cercano di impedire ai sostenitori del principale sfidante dell’opposizione, Bobi Wine, di monitorare lo scrutinio dei voti. Nei seggi elettorali di Kampala, visitati dalla troupe di Al Jazeera, le votazioni sono iniziate con più di 60 minuti di ritardo dopo che il materiale elettorale non è arrivato in tempo. Museveni, che è alla testa del Paese dal 1986, sta cercando di ottenere un sesto mandato consecutivo, ma la popolarità di Bobi Wine rischia di minacciare la tenuta del suo potere. Altri nove sfidanti stanno cercando di spodestare Museveni. In totale, sono 11 i candidati che si sono presentati con la speranza di ottenere il ruolo di nuovo presidente dell’Uganda. Più di 18 milioni di persone si sono registrate per partecipare alle urne. Un candidato deve ottenere più del 50% dei voti per evitare il ballottaggio. Lo spoglio delle schede è iniziato alle 16:00, ora locale, e i risultati sono previsti entro 48 ore. Insieme a quelle presidenziali, si stanno tenendo anche le elezioni parlamentari.

Mentre gli ugandesi votavano, la polizia e i soldati pattugliavano le strade della capitale. Lunghe file di elettori sono uscite dai seggi elettorali di Kampala, una roccaforte dell’opposizione galvanizzata da Wine, nonostante una campagna segnata da violente repressioni. In due stazioni di Kampala, tra le 75 e le 100 persone erano ancora in coda dopo le 16:00, mentre in altre tre il personale si stava preparando a contare i voti. Il governo del Paese dell’Africa orientale, abitato da quasi 46 milioni di persone, ha ordinato il blocco di Internet fino a nuovo avviso. Bobi Wine, 38 anni, sta cercando di rappresentare la rabbia di molti giovani ugandesi che ritengono Museveni un dittatore fuori dal mondo, incapace di risolvere i problemi della disoccupazione, della corruzione e l’aumento del debito pubblico. L’attuale presidente, al contrario, definisce Wine un nuovo arrivato, sostenuto da governi stranieri che vogliono influenzare la politica nazionale, e afferma che la sua amministrazione continuerà a garantire stabilità e progresso, compresa la costruzione di dighe e impianti idroelettriche tanto necessari.

Quando l’auto di Wine è arrivata al seggio, fiancheggiata dalla polizia in uniforme nera, giubbotti antiproiettile e caschi, i suoi sostenitori hanno ballato e applaudito. “Abbiamo fatto ogni sforzo per osservare e assistere a queste elezioni e conosceremo la risposta”, ha affermato il candidato dell’opposizione. Alcuni di quelli in attesa di votare hanno riferito ai corrispondenti dell’agenzia di stampa Reuters di essere spaventati dalle forze di sicurezza ma determinati a votare per Wine. “Sono stanco di Museveni perché non ha nuove idee”, ha detto Joseph Kinobe, 40 anni, un muratore in attesa di esprimere il suo voto. Quasi l’80% degli ugandesi ha meno di 30 anni, il che significa che non ha mai conosciuto un presidente diverso da Museveni. Quest’ultimo, tuttavia, sottolinea che è la sua esperienza a renderlo un buon leader. Un tassista di 31 anni, Muhamad Barugahare, parlando sempre con i giornalisti di Reuters, ha affermato che Museveni è l’unico in grado di garantire la pace. “Non vogliamo giocare d’azzardo con questo giovane”, ha detto parlando di Wine. La polizia militare ha dichiarato di aver schierato agenti e ufficiali sui tetti di Kampala. Le strade normalmente trafficate sono apparse tranquille. “Ogni parte dell’apparato di sicurezza è nelle strade”, ha riferito un alto diplomatico dell’UE. “Teoricamente questo porta calma, ma penso che sappiamo che porta soprattutto punti di infiammabilità”, ha aggiunto.

Dopo un periodo di perdurante instabilità in Uganda, Museveni fu accolto dall’Occidente, nel 1986, come parte di una nuova generazione di statisti africani, elogiato per le sue riforme economiche ed educative. Nel corso degli anni, tuttavia, il presidente è stato più volte criticato per il rifiuto di lasciare il potere nonostante le accuse di corruzione e una leadership autocratica. Nelle elezioni passate, il partito al potere ha sempre garantito la candidatura per Museveni, squalificando alcuni potenziali rivali. 

I gruppi per la difesa dei diritti umani lo accusano da tempo di schierare le forze di sicurezza per intimidire gli oppositori, una critica che non è mancata nemmeno durante il periodo delle misure anti-coronavirus. 

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Chiara Gentili

di Redazione

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