Lo Yemen rischia di assistere alla peggiore carestia degli ultimi 40 anni

Pubblicato il 14 gennaio 2021 alle 10:09 in Medio Oriente Yemen

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L’Onu potrebbe esortare gli Stati Uniti ad annullare la decisione di includere gli Houthi nella lista nera delle organizzazioni terroristiche, in quanto si teme che ciò possa provocare una nuova ondata di carestia, peggiore delle precedenti.

In particolare, il sottosegretario generale delle Nazioni Unite per gli Affari umanitari, Mark Lowcock, ha affermato che la mossa statunitense rischia di esacerbare ulteriormente il quadro umanitario yemenita, trascinando il Paese verso la peggiore carestia degli ultimi 40 anni. È stato il segretario di Stato USA, Mike Pompeo, ad affermare, il 10 gennaio, che gli Stati Uniti classificheranno le milizie di ribelli sciiti Houthi una organizzazione terroristica, rendendo il gruppo responsabile per gli attentati commessi, tra cui sono da includere gli attacchi transfrontalieri, in particolare al confine con l’Arabia Saudita, e quelle operazioni che minano la vita della popolazione civile, le infrastrutture e le rotte marittime del commercio internazionale.

Sebbene la decisione di Washington sia stata vista da alcuni come la spinta che incoraggerà gli Houthi a sedersi al tavolo dei negoziati di pace e ad accettare un compromesso, si prevede che Lowcock metterà in risalto gli aspetti negativi, nel corso di una seduta del Consiglio di Sicurezza dell’Onu prevista per il 14 gennaio. A detta del funzionario onusiano, concedere licenze e permessi alle agenzie umanitarie non servirà a evitare un’ondata di carestia in Yemen, un Paese che fa affidamento quasi esclusivamente sulle importazioni e in cui si prevede che 16 milioni di persone soffriranno la fame nel 2021. In realtà, come evidenziato in una bozza del discorso trapelata prima del meeting, sono già circa 50.000 gli yemeniti che “stanno essenzialmente morendo di fame” mentre “altri 5 milioni sono solo a un passo dietro di loro”.

La preoccupazione di Lowcock deriva dal fatto che designare gli Houthi terroristi significa congelare tutti i loro beni legati agli Stati Uniti, vietando agli statunitensi di fare affari con il gruppo sciita, mentre fornire supporto o risorse verrà considerato un crimine. Motivo per cui, stando a quanto riferito dal sottosegretario, fornitori, banche, spedizionieri e assicuratori stanno già chiamando i partner yemeniti, riferendo che intendono lasciare lo Yemen, in quanto temono i rischi legati all’azione di Washington.

Le Nazioni Unite e i gruppi umanitari forniscono assistenza a circa un terzo della popolazione, pari a quasi 28 milioni di abitanti. Tuttavia, Lowcock sottolineerà che le importazioni commerciali sono fondamentali per garantire l’accesso alle risorse alimentari. “Lo Yemen importa il 90% del suo cibo”, si legge nella bozza del discorso, in cui il sottosegretario ha evidenziato che tali risorse vengono inviate nel Paese attraverso canali commerciali e che le agenzie umanitarie forniscono alla popolazione semplicemente denaro o buoni per acquistare i prodotti importati, ma non sono esse le responsabili delle attività di importazione.

Come riportato da al-Jazeera, anche il World Food Programme, il 13 gennaio, ha messo in guardia dai rischi e dalle conseguenze “disastrose” che potrebbero derivare dalla decisione degli USA, la quale potrebbe altresì rappresentare un ostacolo alle operazioni di assistenza e soccorso. Tuttavia, l’agenzia ha riferito che continuerà a fornire aiuti alimentari alla popolazione yemenita. Parallelamente, il Consiglio politico del movimento sciita ha respinto la mossa statunitense, la quale, per gli Houthi, rappresenta un fallimento per l’amministrazione statunitense di Donald Trump. “Ansar Allah è una delle principali componenti nazionali yemenite, attorno alla quale tutto il popolo libero dello Yemen si sta mobilitando nella battaglia per la sovranità e l’indipendenza contro gli aggressori”, ha affermato il gruppo ribelle, affermando che la decisione avrà conseguenze non solo a livello umanitario, ma anche politico.

Le milizie sciite, sostenute dall’Iran, hanno preso il controllo della capitale Sana’a il 21 settembre 2014, e, successivamente, hanno ampliato le proprie aree di influenza soprattutto a Nord e a Nord-Ovest dello Yemen. Alla luce di ciò, per facilitare l’arrivo degli aiuti in tali regioni, le organizzazioni internazionali trattano gli Houthi come “un’autorità di fatto”, mentre la classificazione degli Stati Uniti li renderà un “gruppo terroristico” e vieterà di avere contatti con loro. Si prevede che la classificazione influenzerà negativamente anche il flusso di rimesse degli yemeniti che lavorano all’estero, il che provocherà un ulteriore deterioramento della situazione umanitaria. A meno che la mossa non venga respinta dal Congresso, gli Houthi verranno inseriti nella lista nera il 19 gennaio, il giorno precedente all’insediamento del presidente neoeletto, Joe Biden.

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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