Italia-Tunisia: democrazia e opportunità economiche

Pubblicato il 14 gennaio 2021 alle 19:06 in Italia Tunisia

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Il 14 gennaio, il ministro degli Affari Esteri italiano, Luigi Di Maio, ha ribadito l’importanza della partnership tra Roma e Tunisi, in occasione del decimo anniversario del governo democratico del Paese.

Il sito web ufficiale della Farnesina ha pubblicato il discorso, in cui il ministro afferma che il popolo tunisino può essere orgoglioso di aver raggiunto importanti risultati in questo decennio “in termini di libertà politiche e diritti individuali”, sottolineando oche lo svolgimento di elezioni libere e trasparenti, la successione pacifica ai vertici della Democrazia di Stato è un processo lungo e complesso per tutti. Inoltre, secondo Di Maio, le istituzioni tunisine potranno continuare a contare su un forte sostegno italiano per consolidare lo Stato di diritto, favorire la piena attuazione dei valori democratici condivisi e attuare quelle riforme utili a infondere nuova fiducia nell’economia . “L’Italia intende sostenere la Tunisia nella sua irreversibile scelta democratica”, ha affermato il ministro.

In questo contesto, la Tunisia ha sempre presentato caratteristiche ideali per gli investitori italiani, grazie alla vicinanza geografica, alle leggi locali per incentivare gli investimenti e al costo molto competitivo dei fattori di produzione. La Tunisia rappresenta un ponte per l’Italia sul Mediterraneo, una piattaforma produttiva naturale per le aziende italiane impegnate a diversificare le proprie attività e a penetrare in nuovi mercati nel Maghreb, nell’Africa sub-sahariana e anche nel Golfo. I vantaggi della Tunisia per le aziende italiane sono rappresentati dalla vicinanza geografica con importanti mercati in Europa e Africa, la manodopera specializzata, e la presenza di filiere produttive competitive ad alto valore aggiunto, in particolare per tessile, aeronautica, automobilistica, energie rinnovabili, e telecomunicazioni.

Nel 2019, l’Italia è stata il secondo partner commerciale di Tunisi con scambi bilaterali per 5,6 miliardi di euro e un saldo positivo. Roma è il secondo cliente e fornitore della Tunisia, con una quota di mercato del 14% a ottobre 2020. La presenza economica italiana in Tunisia è solida e dinamica, con circa 800 aziende (la maggior parte delle quali interamente esportatrici). Le imprese italiane installate in Tunisia (miste, a partecipazione italiana o esclusivamente a capitale italiano) impiegano oltre 68.000 persone e rappresentano quasi un terzo di tutte le imprese a partecipazione estera. La maggior parte delle aziende italiane è concentrata nella Grande Tunisi e nella regione costiera. C’è un alto grado di integrazione tra le aziende italiane presenti in Tunisia. 

Le aziende italiane, nonostante il difficile contesto degli ultimi anni, hanno mantenuto la loro posizione nel mercato tunisino. L’Italia è molto presente nei settori manifatturiero, soprattutto del tessile e dell’abbigliamento, in quello energetico, edile e delle grandi opere, della componentistica per autoveicoli, nel settore bancario, dei trasporti, in quello meccanico, elettrico, farmaceutico, turistico e agroalimentare. La Tunisia continua a rappresentare una priorità costante per l’Italia, un fatto ribadito durante le ricorrenti visite politiche. Allo stesso modo, le autorità tunisine devono rassicurare gli imprenditori stranieri sul miglioramento del clima imprenditoriale nella nuova Tunisia e, per quanto riguarda le imprese italiane, sulle opportunità di investimento e di partnership che verranno offerte al nostro sistema Paese. Restano però ancora alcune criticità che interessano le aziende italiane, come le lunghe procedure burocratiche e gli inconvenienti doganali riconducibili a meccanismi amministrativi eccessivamente macchinosi e alla mancanza di infrastrutture.

Il mantenimento di adeguate condizioni di sicurezza e il miglioramento del clima imprenditoriale sono i presupposti necessari per rassicurare gli imprenditori stranieri e per garantire la continuità e il consolidamento di una significativa presenza economica estera, nonché l’ingresso di potenziali nuovi investitori nel Paese. La crisi innescata dalla pandemia richiede riforme coraggiose da parte tunisina, che sono ancora in fase di studio. Un aiuto importante in questa situazione è sicuramente rappresentato dal Programma di Sostegno al Settore Privato e Inclusione Finanziaria nei settori dell’Agricoltura e della Pesca e dell’Economia Sociale e Solidale (PRASOC) della Cooperazione Italiana, per un valore di 57 milioni di euro, e il Programma di Sostegno allo Sviluppo Sostenibile nei settori dell’Agricoltura e della Pesca in Tunisia (ADAPT) finanziato dall’Unione Europea, per un valore di 44,4 milioni di euro, e gestito anche dalla Cooperazione Italiana.

Tuttavia, anche la Tunisia ha aperto il 2021 con una crisi di governo. In un clima segnato da una perdurante instabilità politica, il premier tunisino, Hichem Mechichi, è stato chiamato ad apportare cambiamenti alla squadra governativa, i quali si prevede verranno annunciati nelle prossime ore. Nel frattempo, non mancano tensioni in Parlamento. La lista dei nuovi ministri era attesa già per l’11 gennaio, ma l’annuncio è stato successivamente rinviato. Stando a quanto rivelato da fonti politiche tunisine, i cambiamenti riguardano, tra gli altri, i Ministeri dell’Interno, della Giustizia, della Cultura, oltre che di Ambiente, Sanità, e Industria. Tuttavia, le discussioni degli ultimi giorni hanno messo in luce divergenze tra le parti coinvolte nella nomina dei nuovi ministri, e Mechichi, fino all’11 gennaio, non è riuscito a raggiungere un pieno consenso.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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