Gli Emirati Arabi Uniti firmano un accordo militare con Cipro

Pubblicato il 14 gennaio 2021 alle 20:01 in Cipro Emirati Arabi Uniti

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Cipro e gli Emirati Arabi Uniti hanno firmato un accordo di cooperazione in materia di difesa, segnando l’inizio di una nuova partnership militare avviata dal Paese del Golfo dopo quella con la Grecia. Martedì 12 gennaio, il ministro della Difesa emiratino, Mohammed bin Ahmed Al Bowardi, ha siglato il patto durante una videoconferenza con l’omologo cipriota, Charalambos Petrides. L’accordo include proposte di future esercitazioni congiunte nell’ambito della formazione e della cooperazione operativa.

Petrides ha lodato l’intesa, descrivendola come l’inaugurazione di un’intensa relazione strategica tra le forze armate dei due Paesi. L’accordo di martedì, secondo il quotidiano al-Monitor, è un nuovo segnale del fatto che gli Emirati Arabi Uniti stanno capitalizzando la loro causa comune con le nazioni del Mediterraneo contrarie alle politiche della Turchia nella regione. Cipro, che attualmente possiede stretti legami militari con Israele, Giordania ed Egitto, condivide l’opposizione alle mosse di Ankara.

Nel mezzo delle recenti tensioni in corso nel Mediterraneo orientale, gli Emirati Arabi Uniti avevano partecipato, per la prima volta, tra il 30 novembre e il 6 dicembre, alle esercitazioni congiunte tra Grecia, Egitto, Francia e Cipro, conosciute con il nome di Medusa-10. La presenza emiratina nelle operazioni, condotte al largo della città egiziana di Alessandria, era avvenuta meno di due settimane dopo la firma di un accordo di partenariato strategico con la Grecia, il 18 novembre. “È la prima volta nell’era del secondo dopoguerra che Atene conclude un accordo bilaterale di questa portata. Ciò che ha unito i due Paesi in modo così urgente è l’opposizione alla Turchia e il revisionismo esagerato di Ankara. È un accordo che mira a contenere Ankara e a rendere più credibili le strategie deterrenti sia della Grecia che degli Emirati Arabi Uniti”, aveva commentato il professore di Relazioni Internazionali dell’Università Panteion di Atene, Kostas Ifantis, intervistato da al-Monitor.

Gli Emirati Arabi Uniti, che sono bloccati in una situazione di rivalità con la Turchia dal 2013, in seguito a quello che Abu Dhabi considera il sostegno destabilizzante di Ankara nei confronti della Fratellanza Musulmana, si sono avvicinati alla Grecia negli ultimi anni, da quando il Paese ellenico ha ingaggiato un confronto con il governo turco su una serie di controversie marittime nella regione del Mediterraneo orientale. “Condividiamo con la Grecia la stessa opinione nei confronti della Turchia riguardo alle sue politiche nel Mediterraneo”, aveva detto ad al-Monitor Ebtesam al-Ketbi, presidente dell’Emirates Policy Center di Abu Dhabi, dopo la notizia dell’accordo greco-emiratino. “Stiamo cercando di cooperare per affrontare l’Islam politico che la Turchia sta usando come copertura per la sua espansione e per le sue politiche regionali”, aveva aggiunto. Fino ad ora, uno degli esempi più visibili di questo supporto c’è stato ad agosto, quando le navi da guerra greche e turche si sono scontrate nel Mediterraneo orientale e la nazione del Golfo ha inviato alcuni caccia F-16 sull’isola di Creta. Grecia ed Emirati Arabi Uniti, in base all’accordo, dovrebbero scambiarsi in futuro conoscenze tecniche e di manutenzione per i loro F-16. Entrambi i governi hanno poi chiesto di acquistare l’avanzato F-35 Joint Strike Fighter degli Stati Uniti, una possibilità che la Turchia ha perso decidendo di acquistare il sistema di difesa aerea S-400 dalla Russia. 

Da Abu Dhabi, al Cairo, a Tel Aviv e Atene, i Paesi del Mediterraneo orientale e gli Emirati Arabi Uniti stanno collaborando a vari livelli strategici, come per l’EastMed Gas Forum e gli accordi di Abraham. Sotiris Roussos, ex esperto di Medio Oriente presso il Ministero degli Esteri greco e attualmente direttore del Centro per gli Studi del Mediterraneo, del Medio Oriente e dell’Islam, ha affermato: “La Turchia non è alla ricerca di gas o petrolio, è alla ricerca dell’egemonia regionale. Ankara ritiene che qualsiasi progetto, economico o politico, dovrebbe avere il suo consenso prima di essere realizzato”. Nel frattempo, Atene sta lavorando con Israele per sviluppare un centro di addestramento al volo internazionale a Kalamata, in Grecia. Secondo Roussos, la Repubblica ellenica potrà presto servire “come un canale per le esercitazioni militari congiunte israelo-emiratine”, soprattutto considerando che Atene e Abu Dhabi hanno già gettato le basi per consentire ai tecnici degli Emirati di ricevere l’addestramento sulla manutenzione dei caccia F-16 presso l’Armor Training Center di Avlona, in Grecia.

Cipro è da anni motivo di forte tensione tra Grecia e Turchia. Il territorio dell’isola risulta diviso dalla cosiddetta “linea verde” che separa l’area amministrata dalla Repubblica di Cipro e abitata prevalentemente dalla comunità greco-cipriota, dall’area amministrata dalla Repubblica Turca di Cipro del Nord e abitata prevalentemente dalla comunità turco-cipriota. Tale divisione risale al 1974, quando, in seguito al tentativo di colpo di Stato da parte dei nazionalisti greco-ciprioti, che favorivano l’annessione dell’isola alla Grecia, il 20 luglio, Ankara inviò le sue truppe “a protezione della minoranza turco-cipriota” nella parte settentrionale dell’isola, sulla quale la Turchia ha poi stabilito il controllo.

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Chiara Gentili

di Redazione

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