Tangenti dall’Azerbaigian: condannato l’ex deputato Udc Luca Volontè

Pubblicato il 13 gennaio 2021 alle 9:48 in Azerbaigian Italia

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Secondo i giudici del tribunale di Milano Luca Giuseppe Volontè, ex deputato dell’Udc e membro dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa (APCE), ha accettato tangenti dall’Azerbaigian per far bocciare un rapporto sul trattamento riservato da Baku ai prigionieri politici. Con questa accusa la corte ha condannato a quattro anni di carcere l’ex parlamentare, dopo un processo durato oltre quattro anni. 

La stampa indipendente azera riporta la notizia tra le principali e l’agenzia di stampa indipendente Turan definisce “famigerato” l’ex deputato nel titolo della sua edizione in russo. La Turan è la principale agenzia di stampa non controllata dal governo di Baku.

La notizia ha avuto ampia eco anche sulla stampa armena. Erevan da anni accusa Baku di corrompere politici e giornalisti occidentali per ottenere una migliore immagine all’estero. 

A Volontè è stato contestato il reato di corruzione. Secondo i magistrati, avrebbe abusato della propria funzione, accettando una tangente da mezzo milione di euro da due politici azeri per ottenere la bocciatura di un rapporto sui prigionieri politici nella repubblica transcaucasica, a vantaggio dell’immagine internazionale del governo azero. Ai due politici azeri è stata comminata la stessa pena. La tangente contestata dalla pubblica accusa era di circa 2,4 milioni di euro, ma il collegio giudicante ha assolto Volontè per una somma pari a oltre 1,8 milioni.

“Sono certo della mia innocenza. Ora con gli avvocati leggeremo le motivazioni della sentenza. In ogni caso continuo a confidare nella giustizia e, come è emerso in questi due anni di dibattimento, sono convinto che le mie ragioni possano trovare piena soddisfazione in appello”, ha affermato l’esponente dell’Udc.

Il 17 dicembre 2016, il sito web dell’European Stability Initiative (ESI) ha  pubblicato un’indagine denominata “Caviar diplomacy – 2” sulla pratica della corruzione dei deputati dell’APCE da parte dei politici azeri al fine di prendere decisioni vantaggiose per  il governo di Baku. Secondo questo rapporto, il capo della fazione del Partito popolare europeo nell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, Luca Volonte, ha nominato molti politici europei che hanno fatto pressioni per gli interessi delle autorità azerbaigiane. Durante gli interrogatori, ha confermato che i suoi conti ricevevano denaro dall’Azerbaigian, che, secondo l’ESI, è servito a corrompere i parlamentari italiani e di altri paesi europei. Questi parlamentari hanno votato contro le risoluzioni e le relazioni dell’APCE che condannano le violazioni dei diritti umani in Azerbaigian, ha spiegato l’ESI.

Le indagini in Italia erano state avviate partendo da una segnalazione di operazione sospetta da parte di una banca del nostro Paese riguardanti alcuni bonifici ricevuti da Volontè, rappresentante del Parlamento italiano all’APCE dal 2008 al 2013, provenienti da società britanniche attraverso la filiale estone della Danske Bank e la Baltikums Bank di Riga, in Lettonia. Dagli accertamenti disposti dalla Procura di Milano, tramite rogatoria internazionale, scoppiò poi lo scandalo sul presunto riciclaggio di 200 miliardi di euro provenienti dall’Azerbaigian, prima attraverso la Russia e poi attraverso la filiale estone del principale istituto di credito danese. I pagamenti sarebbero avvenuti tra il 2007 e il 2015.

Una quota della tangente, pari a poco meno di 2,4 milioni di euro, secondo i pubblici ministeri Scudieri e Ramondini, sarebbe stata fatta arrivare a Volontè dall’esponente del Parlamento azero Elkhan Siraj Suleymanov e dal suo collaboratore Muslum Mammadov,  in cambio “dell’asservimento della sua funzione pubblica a interessi privati e del Governo dell’Azerbaigian”, tra cui un’attività nei confronti di altri deputati dell’APCE per “orientare le votazioni in senso contrario all’approvazione del rapporto Straesser, in merito alle condizioni dei prigionieri politici” nel Paese transcaucasico. Syleymanov e Maammadov sono stati condannati a 4 anni assieme a Volontè.

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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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