Il Sudan accusa l’Etiopia di aver attraversato il suo spazio aereo

Pubblicato il 13 gennaio 2021 alle 21:10 in Etiopia Sudan

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il Sudan ha affermato che un velivolo militare etiope è entrato nel suo spazio aereo nel mezzo di “una pericolosa escalation di tensioni”. Le relazioni tra Khartoum e Addis Abeba sono diventate critiche dopo lo scoppio di scontri mortali lungo un’area di confine contesa tra i due Paesi. “Con un’azione pericolosa e ingiustificata, un aereo militare etiope è penetrato all’interno del confine tra Etiopia e Sudan”, ha dichiarato, mercoledì 13 gennaio, il Ministero degli Esteri sudanese in una nota, specificando che la mossa “potrebbe avere pericolose ripercussioni e causare maggiori tensioni nella regione”. Il Ministero ha poi messo in guardia il governo di Addis Abeba dal ripetere “tali ostilità”.

Un portavoce militare etiope, il generale Mohamed Tessema, ha riferito all’agenzia di stampa Agence France Presse di non avere a disposizione nessuna “informazione tangibile” sulle accuse avanzate dal Sudan e ha sottolineato che la situazione al confine si presentava “normale” mercoledì.

Separatamente, un elicottero militare sudanese, carico di armi e munizioni, si sarebbe schiantato, nel corso della stessa giornata, poco dopo essere decollato da un aeroporto situato in una provincia orientale al confine con l’Etiopia, secondo quanto reso noto dalla Sudan News Agency (SUNA), gestita dallo Stato. “Un elicottero militare si è schiantato presso l’aeroporto di Wad Zayed, nello Stato di Gedarif, quando l’equipaggio stava cercando di far atterrare il velivolo poco dopo il decollo”, ha riferito l’agenzia SUNA, specificando che l’aereo avrebbe preso fuoco dopo aver toccato il suolo e che “tutti e tre i membri dell’equipaggio sono sopravvissuti”.

Per settimane le forze etiopi e quelle sudanesi si sono scontrate nella fertile pianura di al-Fashqa, un territorio che il Sudan considera sotto la propria giurisdizione ma dove gli agricoltori della regione etiope di Amhara rivendicano i propri diritti. Le tensioni si sono acuite dopo lo scoppio del conflitto nello Stato settentrionale del Tigray, in Etiopia, il 4 novembre, quando le forze del governo locale sono insorte contro quelle del governo federale, guidato dal primo ministro Abiy Ahmed. Dopo che le truppe etiopi hanno lasciato la regione di confine per combattere nel Tigray, sia le forze sudanesi che le milizie di etnia Amhara si sono mobilitate ad Al-Fashqa riprendendo i combattimenti che erano rimasti in sospeso da diversi mesi. Lo Stato di Amhara rivendica parti della regione che Khartoum ritiene si trovi all’interno dei propri confini in virtù di trattati di epoca coloniale risalenti al 1902. Il Sudan ha storicamente consentito agli agricoltori dell’Amhara di vivere e lavorare nella zona in cambio del pagamento di tasse al governo di Khartoum.

Il 22 dicembre, i due Paesi hanno avviato colloqui per discutere della questione relativa alla demarcazione del proprio confine condiviso. L’incontro si è tenuto una settimana dopo lo scoppio di uno scontro a fuoco nell’area lungo la frontiera. I colloqui sulla divisione del territorio di Al-Fashqa, tuttavia, non si sono ancora conclusi. Secondo il ministro degli Esteri sudanese, Omar Qamar al-Din, nelle ultime due settimane Khartoum avrebbe ripreso il controllo di gran parte delle zone contese. 

Prima dell’inizio dei negoziati del 22 dicembre, il ministro degli Esteri dell’Etiopia, Demeke Mekonnen, aveva affermato che l’esercito sudanese aveva iniziato a condurre attacchi lungo il confine dal 9 novembre scorso. In base alle sue dichiarazioni, diversi civili sarebbero stati uccisi o feriti, i prodotti agricoli degli etiopi sarebbero stati distrutti e le loro proprietà sarebbero state vandalizzate. Al contempo, il Sudan aveva, invece, denunciato l’uccisione di 4 soldati e il ferimento di altre 20 persone in quello che era stato definito “un agguato” delle forze etiopi e delle loro milizie “all’interno dei confini sudanesi”.

I due Paesi condividono un confine di circa 1.600 chilometri. Nel 1902, fu stipulato tra la Gran Bretagna, l’allora potenza coloniale del Sudan, e l’Etiopia, un accordo per tracciare la frontiera ma nel documento mancava l’individuazione di chiare linee di demarcazione. Gli ultimi colloqui sul confine tra Sudan ed Etiopia si sono tenuti, il 29 maggio 2020, ad Addis Abeba. In precedenza, tra il 2002 e il 2006, si sono svolte regolari riunioni tra i due Paesi per affrontare la questione della demarcazione delle frontiere.

“L’area di conflitto in Etiopia è una zona di confine, ed è vicina al Sudan, all’Eritrea e al Sud Sudan. Per questo potrebbe avere un impatto sull’intero Corno d’Africa e sulla regione del Mar Rosso”, ha affermato Mervat Hamadelnil, capo di un’organizzazione della società civile sudanese che ha spinto il Sudan a prendere una posizione attiva sulla guerra del Tigray. Alcuni si preoccupano anche delle tensioni che gli arrivi di rifugiati rischiano di diffondere nel Paese, il quale sta cercando di riprendersi da decenni di conflitti interni e da una lunga crisi economica. Si stima che circa 50.000 abitanti etiopi abbiano cercato rifugio in Sudan.

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Chiara Gentili

 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.