Stati Uniti: aggiornamento sulla possibile rimozione di Trump

Pubblicato il 13 gennaio 2021 alle 16:01 in USA e Canada

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Il 13 gennaio, la Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha approvato una misura che invita il vicepresidente, Mike Pence, a invocare il 25° emendamento della Costituzione per rimuovere il presidente dall’incarico. 

La votazione arriva 8 giorni prima della scadenza del mandato di Donald Trump, prevista per il 20 gennaio. Tuttavia, è importante specificare che si tratta di un gesto simbolico, poiché Pence ha affermato in precedenza di non sostenere la risoluzione. I democratici ora si stanno muovendo rapidamente verso l’impeachment di Trump con l’accusa si “incitamento all’insurrezione”, in relazione al violento assedio del Campidoglio degli Stati Uniti da parte dei sostenitori del presidente uscente. 

In tale contesto, alcuni repubblicani hanno affermato che voteranno per mettere sotto accusa Trump. Tra questi, c’è Liz Cheney, deputata repubblicana e membro più anziano del suo partito a votare contro i tentativi di contestare i risultati del Collegio Elettorale del 6 gennaio, che hanno confermato la sconfitta elettorale di Trump. Anche Adam Kinzinger ha dichiarato che Trump ha infranto il suo giuramento, incitando i suoi sostenitori all’insurrezione e utilizzando la sua posizione per attaccare il Congresso. Alla lista si aggiunge John Katko, il primo membro del caucus repubblicano della Camera ad affermare che avrebbe votato a favore dell’impeachment. Anche Fred Upton ha fatto una simile dichiarazione, in linea con le sue affermazioni relative alla mancanza di prove relative alla presunta frode diffusa durante il processo elettorale. Da parte sua, Jaime Herrera Beutler, un moderato dello stato di Washington, ha dichiarato: “Le offese del presidente, nella mia lettura della Costituzione, sono passibili di impeachment sulla base delle prove indiscutibili che già abbiamo”. 

Sul fronte opposto, alcuni leader del Congresso repubblicano che hanno fedelmente sostenuto il presidente uscente per 4 anni si stanno muovendo con cautela. Questi si sono rifiutati di chiedere le dimissioni e stanno ancora valutando come affrontare la condotta di Trump, mettendo in luce la crescente incertezza di alcuni repubblicani sul prezzo politico da pagare, in termini di supporto elettorale, per un eventuale abbandono del presidente. Una volta che la maggioranza dei deputati della Camera, controllata dai Democratici, voterà per mettere sotto accusa il presidente, i voti dei Repubblicani saranno decisivi al Senato. Il senatore Chuck Schumer di New York, leader dei Democratici al Senato, ha invitato McConnell, la sua controparte repubblicana, a usare poteri di emergenza per richiamare i senatori, per avviare il processo non appena gli articoli saranno stati adottati. Se ciò non dovesse accadere, la votazione per l’impeachment al Senato inizierebbe non prima del 19 gennaio, quando è previsto il rientro dei Senatori. Il giorno successivo, insieme all’inaugurazione della nuova amministrazione guidata da Joe Biden, i Democratici assumeranno il controllo operativo del Senato.

Intanto, la sindaca di Washington DC ha chiesto alle autorità di prepararsi immediatamente per ulteriori possibili violenze in vista del giuramento di Biden, il 20 gennaio. In tale data, gruppi di estrema destra stanno organizzando la “Million Militia March” e stanno discutendo della possibilità di effettuare un assalto simile a quello contro il Campidoglio. Dal 6 al 10 gennaio, quasi 400 persone si sono unite a un gruppo privato online dedicato a quella che viene pubblicizzata come la “Million Militia March”, una marcia programmata a Washington il 20 gennaio. Su Parler, un sito di social media popolare tra i militanti di estrema destra, alcuni utenti si sono confrontati su quali strumenti avrebbero dovuto portare alla marcia, menzionando di tutto: dalle mazze da baseball, alle armature, ai fucili d’assalto. “Abbiamo preso l’edificio una volta”, ha scritto uno degli utenti. “Possiamo prenderlo di nuovo”,  ha aggiunto. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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