Sputnik V: il Messico potrebbe acquistare fino a 24 milioni di dosi

Pubblicato il 13 gennaio 2021 alle 6:22 in Messico Russia

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Continua a crescere il numero di Paesi che sono in trattativa con la Russia e il Fondo russo per gli investimenti diretti al fine di garantirsi una fornitura del vaccino Sputnik V.

Il governo messicano, in seguito ad una visita in Argentina, Paese dove si sta organizzando la produzione del vaccino russo anti-Covid Sputnik V, ha riferito di aver raggiunto degli accordi preliminari per l’acquisto di 24 milioni di dosi del preparato.

A renderlo noto è il viceministro della Salute messicano Hugo López-Gatell, secondo il quale tale intesa potrebbe portare alla produzione del vaccino in Messico grazie al brevetto fornito dall’Istituto Gamaleya.

“Avremo bisogno di circa 24 milioni di dosi del vaccino per una popolazione di 12 milioni di abitanti, dal momento che lo schema di vaccinazione dello Sputnik V prevede l’uso di due iniezioni”, ha riferito López-Gatell ai giornalisti.

Il funzionario ha quindi precisato che nel corso della sua visita in Argentina il Messico si è potuto effettivamente rendere conto dell’efficacia del vaccino.

La produzione del vaccino russo Sputnik V dovrebbe essere lanciata in Argentina a partire dal secondo quadrimestre del 2021.

Kirill Dmitriev, direttore del Fondo russo per gli investimenti diretti (RDIF), ha sottolineato come l’Argentina possieda un gran numero di ottime aziende farmaceutiche che potrebbero dedicarsi alla produzione del vaccino.

L’11 agosto la Federazione Russa ha registrato lo Sputnik V che è divenuto, di fatto, il primo vaccino contro il COVID-19 al mondo. Il preparato, che si trova attualmente nella terza fase della sperimentazione clinica che dovrebbe concludersi a maggio, è stato sviluppato dal Centro Gamaleya in collaborazione con il Fondo russo per gli investimenti diretti.

È costituito da due componenti: il primo è basato sull’adenovirus umano di tipo 26, il secondo sull’adenovirus umano ricombinante di tipo 5. Il farmaco viene somministrato due volte a un intervallo di 21 giorni. Complessivamente 40mila volontari hanno preso parte allo studio, di cui 10mila hanno ricevuto un placebo, necessario per testare l’efficacia del vaccino. La sicurezza, l’efficacia e la mancanza di effetti avversi a lungo termine dei vaccini ad adenovirus sono state provate da più di 250 studi clinici nell’arco di due decenni.

Secondo lo sviluppatore del vaccino, lo Sputnik V è in grado di rafforzare l’immunità per più di due anni e ha dimostrato di essere più del 90% efficace nel prevenire il COVID-19.

Ad oggi, più di 1,5 milioni di persone sono già state vaccinate con Sputnik V, dimostrando che il vaccino non provoca gravi allergie.

Un altro punto a favore del preparato russo è la temperatura di conservazione (+2 – +8 gradi Celsius), che consente di conservarlo in un normale frigorifero senza la necessità di infrastrutture aggiuntive per la catena del freddo.

Inoltre il suo costo, circa 10 dollari per dose, lo rende disponibile in tutto il mondo.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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