Oman: ecco chi sarà il principe ereditario

Pubblicato il 13 gennaio 2021 alle 11:49 in Medio Oriente Oman

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Il sultano omanita, Haitam bin Tariq, ha rivelato che la posizione di principe ereditario verrà ricoperta dal primogenito, Dhi Yazan bin Haitham, ad oggi ministro dello Sport, della Cultura e della Gioventù.

La notizia è giunta il 12 gennaio, il giorno successivo all’emanazione di un decreto definito storico, in quanto, per la prima volta nella storia del Sultanato, è stato stabilito un meccanismo per la nomina di un principe ereditario, una figura fino ad allora assente nell’assetto politico omanita. Ora, ai sensi dell’articolo 5 della nuova Legge fondamentale dello Stato, alla caduta del Sultano, lo scettro passerà al maggiore tra i suoi figli, poi al primogenito di quest’ultimo e così via. Se, invece, non vi sono eredi, al trono salirà il fratello maggiore del Sultano e successivamente i figli maggiori dei fratelli maggiori. In assenza anche di tale condizione, saranno gli zii del Sultano caduto a governare. Inoltre, nel caso in cui il nuovo governatore abbia meno di 21 anni, sarà il Consiglio di tutela ad avere pieni poteri, i cui membri verranno nominati dal sultano stesso o dalla famiglia reale.

Le modifiche alla Legge fondamentale hanno altresì stabilito che, per nominare un principe ereditario, è necessario emanare un decreto reale, che specifichi i suoi poteri e i suoi compiti. Il principe designato è poi chiamato a prestare giuramento di fronte al Sultano in carica e, in caso in cui quest’ultimo non possa esercitare i propri doveri, anche temporaneamente, sarà il principe ereditario a sostituirlo.

In precedenza, era il Consiglio della famiglia reale ad essere incaricata di nominare un successore entro tre giorni dalla caduta del Sultano. Questo è quanto avvenuto alla morte del precedente governatore, Qaboos bin Said al-Said, deceduto il 10 gennaio 2020. Qaboos, non avendo né figli né un principe ereditario già designato, aveva espresso la sua volontà in una busta sigillata, da aprire in caso di mancato accordo tra i membri della famiglia al potere, così come stabilito dalla Costituzione. Tuttavia, la famiglia reale ha rispettato quanto consigliato da Qaboos, il quale aveva indicato il cugino, Haitam bin Tariq, come possibile successore.

Con le modifiche annunciate l’11 gennaio si pone fine ad una politica segnata da segretezza, la quale aveva caratterizzato i 49 anni di Regno del sultano Qaboos. Come evidenziato da più parti, un approccio simile aveva suscitato preoccupazioni sulla stabilità del Sultanato. Motivo per cui, secondo alcuni, lo scopo di Bin Tariq è determinare un meccanismo che scongiuri equivoci nel caso della caduta di sovrani privi di eredi. Inoltre, la nomina di un principe ereditario con poteri definiti spiana la strada verso la riduzione della centralizzazione del potere.

L’11 gennaio è stato altresì emanato un decreto riguardante il Consiglio omanita, il Parlamento bicamerale di Muscat. Oltre a determinare i meccanismi di nomina e le condizioni di partecipazione, sono stati definiti i diritti e i doveri dei membri, oltre alle questioni di cui si occuperà il Consiglio. In particolare, questo sarà chiamato ad approvare o modificare leggi riguardanti il governo, proporre progetti di legge, discutere dei piani di sviluppo e del bilancio dello Stato, oltre agli strumenti di follow up legati al Consiglio della Shura.

La mossa di Haitam bin Tariq, avvenuta a un anno dalla sua ascesa al trono, si inserisce in un quadro più ampio, che vede il sultano impegnato a portare avanti la Oman Vision 2040. Nel primo anno del suo mandato, sono stati diversi i cambiamenti promossi dal governatore, anche a livello economico e amministrativo. In tale quadro, il 4 giugno 2020 è stata istituita una nuova autorità statale, l’Autorità per gli investimenti, creata in sostituzione dei fondi sovrani del Sultanato. In particolare, tale ente ha il compito di gestire e possedere la maggioranza dei beni pubblici e dei fondi sovrani del Paese, oltre a supervisionare le attività del ministero delle Finanze, ad eccezione della compagnia petrolifera Oman Petroleum Development e delle azioni del governo nelle istituzioni internazionali. Secondo un analista, in condizioni di anonimato, il sultano ha rivolto la propria attenzione verso quelle compagnie che per anni hanno costituito una “emorragia” dei bilanci operativo e di sviluppo del Sultanato. Ciò significa altresì aver attuato una “rivoluzione amministrativa”.

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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