Mali: mediatore dell’ECOWAS a Bamako per discutere della transizione

Pubblicato il 13 gennaio 2021 alle 17:22 in Africa Mali

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Il mediatore della Comunità Economica degli Stati dell’Africa Occidentale (ECOWAS), nonché ex capo di Stato nigeriano, Goodluck Jonathan, è stato ricevuto l’11 settembre in udienza dal primo ministro del Mali, Moctar Ouane, per discutere dei progressi del Governo di transizione.

Secondo l’Agence de Presse Malienne, la visita di Jonathan a Bamako fa parte della missione volta a portare avanti le decisioni prese durante la Conferenza dei capi di Stato e di Governo dell’ECOWAS sul Mali, tenutasi a Niamey, in Niger, il 7 settembre 2020. Qui i partecipanti hanno affermato la loro determinazione nel ripristinare l’ordine costituzionale nel Paese il prima possibile. L’incontro tra il primo ministro e il mediatore è stato seguito da una sessione di lavoro estesa anche ad altri membri della delegazione dell’ECOWAS, al personale di Ouane e ad alcuni esponenti della società civile.

I rappresentanti dell’ECOWAS hanno come obiettivo la discussione delle questioni urgenti riguardanti il Paese con le autorità della transizione. Tra queste, è possibile citare l’organizzazione delle future elezioni generali, che si dovranno tenere entro 18 mesi dalla nomina del Governo ad interim, avvenuta il 12 settembre 2020, come stabilito durante la conferenza a Niamey. Inoltre, la delegazione ha trattato di temi quali la lotta alla corruzione e le numerose riforme istituzionali e costituzionali da effettuare per ristabilire l’ordine nel Paese nell’ambito politico e sociale.

Secondo la fonte locale, Jonathan ha specificato che l’intento della missione è quello di monitorare le azioni che dovrebbero essere attuate da parte del Governo di transizione per risolvere la crisi che è arrivata a seguito del colpo di Stato. Inoltre, Jonathan ha sottolineato che lui, insieme al resto della delegazione all’ECOWAS, ha accolto e continuerà a supportare tutti gli organi del Governo ad interim, in particolare il presidente, Bah NDaw, e il Consiglio Nazionale di Transizione (CNT), guidato dal Colonnello Malick Diaw.

Jonathan ha ribadito che il Governo deve affrontare, in un tempo molto limitato, non solo le sfide quotidiane, ma anche l’organizzazione delle prossime elezioni, lavoro che definisce “non affatto facile”. Spiegando il motivo per cui ha avviato questo incontro con il primo ministro, l’ex presidente nigeriano ha affermato che la giunta incaricata di guidare le politiche di transizione ha molte responsabilità in quanto deve stabilire il “ritmo della musica da suonare”. In questo contesto, Jonathan ha assicurato al primo ministro che l’ECOWAS lavorerà duramente per sostenere il Mali nell’impresa, soprattutto sul fronte sociale.

Il primo ministro Ouane ha aggiunto che l’incontro con l’ex presidente nigeriano ha fornito al Governo ad interim l’opportunità di elaborare ed esaminare la roadmap della transizione per affrontare, oltre l’organizzazione delle elezioni, anche le riforme politiche e temi quali la sicurezza nazionale e l’inclusione sociale. Inoltre, Ouane e la delegazione dell’ECOWAS hanno trattato la questione dell’arresto delle 6 persone, tra cui l’ex primo ministro Boubou Cissé e altri funzionari del Paese, accusate di aver tentato di destabilizzare la transizione. In particolare, il primo ministro ha rassicurato Jonathan che il Governo ha un particolare occhio di riguardo sull’evoluzione dei casi giudiziari in questione, i quali, secondo Ouane, stanno seguendo un percorso perfettamente legale.

In conclusione, il primo ministro ha annunciato che nelle prossime settimane sarà convalidato il Programma d’azione del Governo e che inoltre sarà organizzata una conferenza, aperta alla società civile, per prendere in considerazione gli interessi e le proposte dei cittadini del Mali. In questo modo, il Governo ad interim potrà avviare una transizione fluida e organizzare delle elezioni libere e credibili con il supporto della popolazione.

Vale la pena ricordare che l’ECOWAS non ha supportato fin da subito il Paese dopo il colpo di Stato militare. De facto, l’organizzazione, in linea con la comunità internazionale, non intendeva appoggiare un Governo composto da membri dell’esercito. Per questo motivo, il 20 agosto, l’ECOWAS ha imposto delle dure sanzioni economiche contro il Mali, in modo tale da fare pressione sulle autorità per ripristinare rapidamente un esecutivo composto da civili. Tuttavia, il 6 ottobre 2020 è stata resa nota la revoca delle sanzioni, il giorno dopo che sono stati nominati i componenti, quasi tutti militari, del Governo di transizione. Da quel momento, l’organizzazione sub-regionale ha nominato l’ex capo di Stato nigeriano Jonathan come mediatore che ha partecipato a molteplici incontri con alti funzionari nella capitale del Mali, Bamako, in modo tale sostenere il Paese nella transizione fino alle prossime elezioni.

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Julie Dickman

di Redazione

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