La Russia fornirà 25 milioni di dosi di Sputnik V al Nepal

Pubblicato il 13 gennaio 2021 alle 6:11 in Nepal Russia

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Il vaccino russo Sputnik V, sviluppato dall’Istituto Gamaleya in collaborazione con il Fondo Russo per gli Investimenti Diretti (RDIF) è stato registrato dal Ministero della Salute russo lo scorso 11 agosto.

Mosca consegnerà al Nepal fino a 25 milioni di dosi del vaccino russo Sputnik V contro COVID-19 e sono in corso negoziati per possibili forniture anche al Pakistan.

“Voglio sottolineare che altri paesi della regione, come il Nepal, stanno mostrando grande interesse per le forniture del vaccino russo. Una società farmaceutica nepalese ha firmato un memorandum con il Fondo russo per gli investimenti diretti, in base al quale fino a 25 milioni di dosi di Sputnik V potranno essere consegnate alla repubblica himalayana”, ha dichiarato Zamir Kabulov, il secondo direttore del dipartimento asiatico del ministero degli Esteri russo.

Alla fine di settembre 2020, il RDIF aveva annunciato che il Nepal avrebbe ricevuto 25 milioni di dosi del vaccino Sputnik V russo contro COVID-19, consentendo al 90% della popolazione del paese dell’Asia meridionale di avere accesso al vaccino.

Mosca sarebbe in contatto inoltre con Islamabad per potenziali forniture al Pakistan e spera nell’acquisto di un lotto del vaccino russo, riferisce Kabulov.

“Manteniamo regolari contatti con partner pakistani che hanno espresso il loro interesse per lo Sputnik V russo e altri vaccini stranieri. Ci auguriamo che Islamabad alla fine opterà per l’acquisto di un lotto di questo vaccino in particolare”, prosegue il funzionario.

La dichiarazione di Kabulov conferma quando annunciato dall’assistente del primo ministro pakistano, Faisal Sultan, che lo scorso 8 dicembre aveva riferito che il suo Paese sarebbe in trattative con Cina e Russia per le forniture dei vaccini contro il nuovo coronavirus.

L’11 agosto la Federazione Russa ha registrato lo Sputnik V che è divenuto, di fatto, il primo vaccino contro il COVID-19 al mondo. Il preparato, che si trova attualmente nella terza fase della sperimentazione clinica che dovrebbe concludersi a maggio, è stato sviluppato dal Centro Gamaleya in collaborazione con il Fondo russo per gli investimenti diretti.

È costituito da due componenti: il primo è basato sull’adenovirus umano di tipo 26, il secondo sull’adenovirus umano ricombinante di tipo 5. Il farmaco viene somministrato due volte a un intervallo di 21 giorni. Complessivamente 40mila volontari hanno preso parte allo studio, di cui 10mila hanno ricevuto un placebo, necessario per testare l’efficacia del vaccino. La sicurezza, l’efficacia e la mancanza di effetti avversi a lungo termine dei vaccini ad adenovirus sono state provate da più di 250 studi clinici nell’arco di due decenni.

Secondo lo sviluppatore del vaccino, lo Sputnik V è in grado di rafforzare l’immunità per più di due anni e ha dimostrato di essere più del 90% efficace nel prevenire il COVID-19.

Ad oggi, più di 1,5 milioni di persone sono già state vaccinate con Sputnik V, dimostrando che il vaccino non provoca gravi allergie.

Un altro punto a favore del preparato russo è la temperatura di conservazione (+2 – +8 gradi Celsius), che consente di conservarlo in un normale frigorifero senza la necessità di infrastrutture aggiuntive per la catena del freddo.

Inoltre il suo costo, circa 10 dollari per dose, lo rende disponibile in tutto il mondo.

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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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