Generale USA assicura continuo sostegno all’esercito afghano

Pubblicato il 13 gennaio 2021 alle 17:52 in Afghanistan Asia

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Il generale Scott Miller, comandante delle forze statunitensi in Afghanistan e della Missione NATO Resolute Support, ha assicurato un continuo sostegno all’esercito afghano, alla luce delle violenze dei talebani. 

Secondo la stampa locale afghana, il generale Miller ha rilasciato tali dichiarazioni in occasione di una visita nella provincia meridionale di Kandahar, il 12 gennaio, dove è stato accompagnato dal capo dell’esercito afghano, il generale Yasin Zia. Il comandante statunitense ha aggiunto che, in ogni caso, il sostegno delle forze straniere alle forze di sicurezza afghane continuerà. “L’impegno rimane solido e forte”, ha affermato. “C’è un percorso verso la pace, c’è un’opportunità di pace, ma la violenza dei talebani rende questo percorso molto difficile da completare, questo è qualcosa di assolutamente importante per il popolo afghano”, ha aggiunto Miller.

Nel frattempo, il capo dell’esercito afghano, generale Yasin Zia, ha affermato che le Forze di Sicurezza e Difesa Nazionali Afghane (ANDSF) sono assolutamente preparate per la guerra con i talebani. Zia ha aggiunto che l’ANDSF ha recentemente inferto gravi colpi ai talebani nelle province meridionali di Kandahar e Helmand, che confinano con il Pakistan. Negli ultimi 3 mesi, i militanti islamisti hanno lanciato diversi attacchi in tale area, ma l’esercito afghano afferma di aver risposto prontamente. “I nemici hanno subito enormi perdite, abbiamo liberato il distretto di Arghandab, il nemico è stato costretto a ritirarsi”, ha dichiarato Shafiqullah Rasoulzai, il comandante del 205 Atal Army Corps. “Le istituzioni militari e civili hanno un buon coordinamento, vogliamo assicurare alla gente che quei problemi che esistevano in passato sono stati risolti”, ha aggiunto Rohullah Khanzada, il governatore di Kandahar.

Le province di Helmand e Kandahar si trovano al poroso confine tra Pakistan e Afghanistan, una zona particolarmente instabile, che segue la cosiddetta “Linea Durand”, che si estende per 2640 km. Tale delimitazione prende nome da Sir Mortimer Durand, Segretario degli Esteri della provincia del Raj ai tempi dell’impero britannico, che nel 1893 insieme all’Emiro afghano, Abdur Rahman Khan, negoziò i confini che poi il Pakistan erediterà. La Linea Durand viene a volte chiamata anche Linea Zero. Il confine ha tagliato in due le realtà tribali e ignorava, in particolare, le rivendicazioni dei pashtun, un gruppo etnico-linguistico indoeuropeo che abita storicamente la regione. Anche per questo motivo il confine ha continuato ad essere una fonte di tensione tra Afghanistan e Pakistan, oltre per le accuse rivolte dal governo di Kabul a quello di Islamabad riguardo alla protezione dei talebani. 

Infine, è necessario specificare che le parole del generale Miller si inseriscono in un contesto complesso relativo alla posizione degli Stati Uniti in Afghanistan. Risale all’11 gennaio la notizia che l’esercito degli USA non ha fermato il ritiro delle proprie truppe dal Paese, nonostante l’approvazione della legge per il bilancio della Difesa, che vieta ulteriori riduzioni senza che il Pentagono invii al Congresso una valutazione dei rischi. Il ritiro potrebbe mettere a repentaglio il già “fragile” processo di pace in Afghanistan, poiché l’accordo del 29 febbraio 2020 tra Stati Uniti e talebani richiede un ritiro completo delle truppe statunitensi entro maggio 2021. Per soddisfare tale richiesta, a novembre, il Pentagono ha riferito che avrebbe ridotto il numero delle forze statunitensi in Afghanistan da 4.500 a 2.500 entro metà gennaio.

A seguito degli sviluppi diplomatici rappresentati dall’accordo USA-talebani a Doha, il 12 settembre 2020 sono iniziati i negoziati preliminari ai colloqui di pace intra-afghani a Doha, in Qatar. Questi sono stati ideati per porre fine ai 19 anni di conflitto che hanno afflitto il Paese. Dopo un periodo d’impasse, nel quale non erano stati raggiunti progressi significativi, il 2 dicembre 2020, i rappresentanti dei talebani e quelli del governo di Kabul hanno ufficialmente raggiunto un accordo sulle regole procedurali da applicare ai veri e propri negoziati di pace. Tuttavia, i colloqui sono tornati nuovamente in stallo a gennaio 2021, ancora nella loro fase preliminare, in cui devono essere definiti i temi da trattare nei colloqui. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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