Corea del Nord: congresso del partito concluso, riprendono gli attacchi contro il Sud

Pubblicato il 13 gennaio 2021 alle 10:27 in Corea del Nord Corea del Sud

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L’ottavo congresso del Partito dei Lavoratori di Corea (WPK), si è concluso il 12 gennaio con l’annuncio di alcuni cambiamenti per la Corea del Nord e l’ascesa del leader Kim Jong Un al ruolo di segretario generale del WPK. Il giorno dopo, la sorella del leader, Kim Yo-jong, ha speso dure parole contro la Corea del Sud, accusata di spionaggio e di mantenere un approccio ostile al Nord.

A conclusione dell’ottavo congresso del WPK, iniziato il 5 gennaio, Kim ha promesso di rafforzare l’arsenale nucleare del proprio Paese così come le sue capacità di deterrenza. Tra gli eventi più significativi  avvenuti durante l’incontro del WPK, Kim ha definito gli USA “il più grande nemico” del proprio Paese, e ha promesso di ampliare l’arsenale nucleare e le capacità militari della Corea del Nord, sostenendo che la politica ostile di Washington contro Pyongyang non cambierà con la presidenza di Joe Biden. Durante l’evento, Kim ha anche dichiarato che gli obiettivi economici delineati dal piano quinquennale del 2016 non sono stati raggiunti e, per questo, è stata delineata una nuova strategia economica che sarà adottata dall’Assemblea suprema del Popolo il prossimo 17 gennaio. Rispetto, invece, agli equilibri interni, la nomina di Kim a segretario generale del WPK avrebbe avuto un valore soprattutto simbolico visto che di fatto era già a capo del partito e che tale ruolo è stato rivestito dal padre e dal nonno, Kim Jong Il e Kim Il Sung, entrambi leader della Corea del Nord. La sorella Kim Yo-jong sarebbe, invece, stata esclusa dai membri supplenti dell’Ufficio politico della Commissione centrale del WPK ma sembrerebbe essere sempre un membro centrale nella diplomazia Nord-coreana, come dimostrato da dichiarazioni rilasciate a suo nome nei confronti di Seoul.

Secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa Sud-coreana KCNA, citata dal South China Morning Post, il 13 gennaio, Kim Yo-jong ha criticato la Corea del Sud per “l’approccio ostile adottato contro i cittadini del Nord spiando le attività di Pyongyang”. La sorella del leader Nord-coreano ha fatto riferimento a notizie rilasciate dall’Esercito della Corea del Sud rispetto all’organizzazione di una parata militare a conclusione del congresso del WPK a Pyongyang, a piazza Kim Il-sung. Riferendosi a Seoul, Kim Yo-jong ha affermato: “Sono degli idioti e sono in cima alla lista dei peggiori comportamenti al mondo in quanto si concentrano su questioni che fanno ridere […] Stiamo organizzando solamente una parata militare nella capitale, non esercitazioni militari contro qualcuno o lanci di qualsiasi cosa[…] Perché allungano il collo per guardare quel che sta accadendo nel Nord?”.

Dall’inizio del 2020, le relazioni tra le due Coree hanno assistito ad un progressivo peggioramento, nell’ambito del quale la Corea del Nord aveva dapprima interrotto la linea diretta di comunicazione tra i rispettivi eserciti e poi aveva fatto esplodere l’edificio in cui era situato l’ufficio di collegamento infra-coreano, nella città Nord-coreana di Kaesong, al confine con la Corea del Sud, il 16 giugno. Tale struttura fungeva da ambasciata de facto tra i governi di Seoul e Pyongyang ed era stata istituita il 14 settembre 2018, in un momento di distensione nei rapporti bilaterali.

Proprio nel 2018, il presidente Sud-coreano, Moon Jae-in, aveva mediato i dialoghi avvenuti tra Washington e Pyongyang per la denuclearizzazione della seconda in cambio del ritiro delle sanzioni a suo carico, oggi giunti ad un punto di stallo ed interruzione, da quando, il 21 gennaio 2020, la Corea del Nord ha annunciato di non sentirsi più vincolata agli accordi presi con Washington vista la sua inadempienza. Pyongyang aveva altresì dichiarato di non essere interessata a dialogare con Seoul. Al contrario, nel suo discorso di fine anno, il presidente Sud-coreano ha annunciato la determinazione del proprio Paese ad incontrare la Corea del Nord in qualsiasi momento e luogo.

Le due Coree si trovano ancora oggi in uno stato di tregua e non di pace. Dopo aver combattuto sulla penisola la guerra di Corea dal 1950 al 1953, il 27 luglio 1953, i rispettivi alleati firmarono l’armistizio di Panmunjeom, che pose fine al conflitto armato. Tuttavia, da allora, Seoul e Pyongyang non hanno mai stipulato un trattato di pace e, ad oggi, quello tra i due Paesi è ancora il confine maggiormente militarizzato al mondo.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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