Washington designa Cuba “Stato sponsor del terrorismo”

Pubblicato il 12 gennaio 2021 alle 9:56 in Cuba USA e Canada

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Gli Stati Uniti hanno designato Cuba come “Stato sponsor del terrorismo”, secondo quanto ha annunciato lunedì 11 gennaio il Dipartimento di Stato in una dichiarazione. La decisione arriva nove giorni prima che Donald Trump lasci la Casa Bianca ed è dovuta, secondo il segretario di Stato Mike Pompeo, al fatto che L’Avana “fornisce ripetutamente sostegno ad atti di terrorismo internazionale garantendo un porto sicuro per i terroristi”.

“Con questa azione, riterremo nuovamente responsabile il governo di Cuba e invieremo un messaggio chiaro: il regime di Castro deve porre fine al suo sostegno al terrorismo internazionale e al sovvertimento della giustizia statunitense”, ha aggiunto Pompeo.

La decisione, si legge nel comunicato, porterà all’imposizione di “sanzioni a persone e Paesi che svolgono determinate attività commerciali con Cuba”. Il ritorno del Paese nella lista degli stati sponsor del terrorismo, da cui era uscito nel 2015 e che comprende anche Siria, Iran e Corea del Nord, rappresenta il capovolgimento degli sforzi dell’Amministrazione democratica di Barack Obama per ricostruire il legami con l’isola, storica nemica dai tempi della Guerra Fredda. Inoltre, complica il campo di manovra per un possibile approccio alla diplomazia dell’amministrazione di Joe Biden, già vicepresidente di Obama, che entrerà in carica il 20 gennaio prossimo.

Tra le altre giustificazioni storiche del provvedimento, Pompeo cita “l’infiltrazione dell’apparato di intelligence e sicurezza cubano” nelle “forze militari e di sicurezza del Venezuela”, “aiutando Nicolás Maduro a mantenere il dominio sul suo popolo e consentendo di operare ad organizzazioni terroristiche”. La dichiarazione allude anche al fatto che Cuba ha fornito rifugio a un americano, Assata Shakur, condannato per l’omicidio di un agente di polizia del New Jersey nel 1973.

Già nel maggio dello scorso anno, gli Stati Uniti includevano Cuba nella lista dei paesi che “non hanno cooperato pienamente” con gli sforzi dell’amministrazione statunitense contro il terrorismo, rifiutandosi di estradare un gruppo di guerriglieri colombiani dal cosiddetto Esercito di liberazione nazionale (ELN). Quella classificazione era un primo passo verso una possibile inclusione dell’Avana nella lista nera degli sponsor del terrorismo. Cuba era entrata nella lista nera nel 1982, ma nel maggio 2015 l’amministrazione Obama ha rimosso il paese da tale elenco, in una decisione con pochi vantaggi pratici per L’Avana, le cui relazioni diplomatiche con Washington sono state interrotte dal 1961, ma che è stata interpretata come un gesto chiave nella normalizzazione delle relazioni, avviata da Obama e Raúl Castro, e frustrata dall’avvento al potere di Donald Trump.

L’inclusione di Cuba di nuovo nella lista è l’ultima di una serie di misure adottate dal Dipartimento di Stato nel periodo finale del mandato del presidente Trump, volte a difendere alcune delle sue priorità di politica estera prima del cambio della guardia alla Casa Bianca. L’amministrazione Trump, nei suoi ultimi giorni, ha designato gli houthi nello Yemen come gruppo terroristico, ha allentato le restrizioni alle relazioni diplomatiche con le autorità di Taiwan e ha riconosciuto la sovranità marocchina sul Sahara occidentale, in cambio della piena instaurazione di relazioni diplomatiche del Marocco con Israele. Inoltre, il 5 gennaio, il Dipartimento di Stato ha confermato che gli Stati Uniti continuano a riconoscere Juan Guaidó come legittimo presidente del Venezuela. La squadra di transizione di Joe Biden non ha commentato queste misure dell’ultimo minuto, ma uno dei suoi membri, citato in forma anonima dal Wall Street Journal, ha assicurato che la squadra del presidente eletto le esaminerà e “offrirà un verdetto basato su esclusivamente sul criterio dell’interesse nazionale”.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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