Svolta storica in Oman: il Sultanato avrà un principe ereditario

Pubblicato il 12 gennaio 2021 alle 11:16 in Medio Oriente Oman

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Il sultano omanita, Haitham bin Tariq al-Said, ha annunciato l’introduzione di misure significative, volte a semplificare i meccanismi per il passaggio di potere. Tra queste, la nomina di un principe ereditario.

L’annuncio è giunto l’11 gennaio, a circa un anno di distanza dalla nomina di bin Tariq alla guida di Muscat, avvenuta a seguito della morte del suo predecessore, Qaboos bin Said al-Said, deceduto il 10 gennaio 2020. In particolare, per la prima volta nella storia dell’Oman, il Sultano ha emesso un decreto che prevede la nomina di un principe ereditario, il che costituisce un grande passo in avanti nei meccanismi per il passaggio di potere, fino ad ora regolati dal sistema di successione testamentaria.

Secondo quanto riportato da fonti ufficiali omanite, bin Tariq ha emesso due decreti, riguardanti la Legge fondamentale per lo Stato e la Legge del Consiglio omanita, entrambi volti a regolare i passaggi di consegne in futuro. Nello specifico, il decreto sulla Legge fondamentale del Sultanato include “l’istituzione di un meccanismo specifico e stabile per il trasferimento dei poteri, e la creazione di uno strumento per la nomina del principe ereditario”. Sono stati poi specificati gli obblighi e i poteri di quest’ultimo, pur riaffermando il principio dello Stato di diritto e l’indipendenza della magistratura. Inoltre, attraverso la Legge fondamentale, Muscat ha messo in evidenza il ruolo dello Stato nel garantire maggiori diritti e libertà per la popolazione, oltre che l’uguaglianza di genere.

Fino ad ora, è stata la Costituzione omanita a determinare i meccanismi di successione del Sultanato, basati sulla successione testamentaria. In particolare, la famiglia reale è chiamata a designare un successore entro tre giorni dalla caduta del Sultano. In caso di mancato accordo, viene nominata una persona scelta dal Sultano precedentemente in carica. Tuttavia, come sancito dall’articolo 5 della Legge fondamentale, il prescelto deve essere un “musulmano sano di mente e figlio legittimo di genitori musulmani dell’Oman”. Si tratta, in particolare, dei discendenti maschi di Sayyid Turki bin Saeed bin Sultan.

Tale meccanismo deriva dalla scuola di pensiero ibadita, che si basa su un sistema giuridico che risale al periodo precedente ai due “sceicchi”, il primo califfo, Abu Bakr al-Siddiq, e il secondo, Omar bin al-Khattab, il quale aveva raccomandato che fossero notabili qualificati ad occuparsi della nomina del successore. Inoltre, è la corrente di pensiero ibadita ad aver determinato l’obbligo di testamento, da consegnare al parente più prossimo. Questo è quanto avvenuto grossomodo alla morte di Qaboos, che, non avendo né figli né un principe ereditario, aveva espresso la sua volontà in una busta sigillata, da aprire in caso di mancato accordo tra i membri della famiglia al potere. Tuttavia, questi hanno successivamente rispettato quanto consigliato da Qaboos. Lo scopo di Bin Tariq, secondo alcuni, è determinare un meccanismo che scongiuri equivoci nel caso della caduta di sovrani privi di eredi. Inoltre, la nomina di un principe ereditario con poteri definiti spiana la strada verso la riduzione della centralizzazione del potere, la quale ha caratterizzato il regno del defunto Qaboos.

Nella Legge fondamentale, adottata dal 1996, è stata altresì introdotta una misura che prevede la formazione di un comitato, sotto l’egida del Sultano, il cui compito è monitorare e valutare le prestazioni di ministri, segretari e funzionari del governo, oltre all’istituzione di un organismo di controllo in ambito finanziario e amministrativo. Circa il secondo decreto sul Consiglio omanita, questo riguarda il Parlamento bicamerale di Muscat. Stando a quanto riferito l’11 gennaio, sono stati apportate modifiche alle condizioni di partecipazione e allo statuto del Consiglio, ma non sono stati rivelati ulteriori dettagli.

Secondo alcuni analisti, la decisione di nominare un principe ereditario è dovuta a circostanze oggettive, in cui è diventato difficile per il Sultano svolgere da solo tutti i compiti assegnatigli. Inoltre, bin Tariq desidererebbe ampliare il cerchio di partecipazione ai processi decisionali, seppur gradualmente. Al contempo, le misure annunciate l’11 gennaio mirano a rassicurare le persone all’interno e all’esterno dell’Oman sulle sorti del Sultanato, consentendo di sapere in anticipo chi erediterà la leadership del Paese. Ciò faciliterà la transizione graduale ed eviterà eventuali sorprese, oltre a consentire a Muscat di adeguarsi a meccanismi già in vigore nei vicini del Golfo. 

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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