Sputnik V: Serbia attende 500.000 dosi per iniziare campagna di vaccinazione

Pubblicato il 12 gennaio 2021 alle 6:11 in Russia Serbia

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La Serbia riceverà 500mila dosi del vaccino russo Sputnik V per avviare nel Paese la vaccinazione di massa, ha affermato il primo ministro Ana Brnabic.

Secondo quanto dichiarato dal capo del governo, entro la fine di gennaio la Serbia avrà circa 2 milioni di dosi di vaccini da diversi produttori, compresi i volumi ricevuti a fine dicembre, mentre a febbraio è atteso l’arrivo di circa un milione e mezzo di vaccini.

“Sono convinta che riusciremo a completare l’immunizzazione di massa in Serbia entro la prima metà dell’anno, e questo è il nostro obiettivo. Abbiamo accordi per 8 milioni di dosi di vaccini per 4 milioni di persone”, ha dichiarato ai giornalisti il primo ministro.

“Domani riceveremo una quantità aggiuntiva di vaccino Pfizer, 18.525 dosi. Una notizia importante per i cittadini della Serbia è che le autorità cinesi hanno emesso l’autorizzazione per esportare il vaccino Sinopharm in Serbia. Inoltre, attendiamo circa 500.000 dosi del vaccino Sputnik V, quindi ci sono tutte le premesse per l’avvio della vaccinazione di massa”, ha sottolineato Brnabic.

Djerlek ha dichiarato che le autorità serbe intendono completare la prima fase di vaccinazione contro COVID-19 per circa 720mila cittadini con i preparati della produzione americano-tedesca Pfizer/BioNTech ed il russo Sputnik V.

Lo stesso segretario di Stato, il ministro degli Interni Aleksandar Vulin e la presidente del parlamento Ivica Dacic sono stati vaccinati con il vaccino russo lo scorso mercoledì. Il governo serbo lo stesso giorno ha confermato la consegna di un grande lotto dello Sputnik V nel prossimo mese.

Sul profilo Twitter degli sviluppatori del vaccino è stato annunciato che il Fondo russo per gli investimenti diretti (RDIF) e il governo serbo hanno stretto un accordo sulla fornitura di 2 milioni di dosi del vaccino al paese. Il primo lotto di 2,4 mila dosi del vaccino è stato consegnato a Belgrado lo scorso 30 dicembre.

La campagna di vaccinazione in Serbia è stata avviata lo scorso 24 dicembre con il preparato prodotto da Pfizer e BioNTech, le cui prime 4.875 dosi sono state inviate all’Istituto di ricerca Torlak.

In precedenza, il presidente Aleksandar Vucic aveva promesso che lui, il primo ministro Ana Brnabic e il ministro del Lavoro e della Protezione sociale Darija Kisic Tepavcevic avrebbero ricevuto vaccini dai diversi produttori al fine di “incrementare la fiducia dei cittadini nei vaccini”.

L’11 agosto la Federazione Russa ha registrato lo Sputnik V che è divenuto, di fatto, il primo vaccino contro il COVID-19 al mondo. Il preparato, che si trova attualmente nella terza fase della sperimentazione clinica che dovrebbe concludersi a maggio, è stato sviluppato dal Centro Gamaleya in collaborazione con il Fondo russo per gli investimenti diretti.

E’ costituito da due componenti: il primo è basato sull’adenovirus umano di tipo 26, il secondo sull’adenovirus umano ricombinante di tipo 5. Il farmaco viene somministrato due volte a un intervallo di 21 giorni. Complessivamente 40mila volontari hanno preso parte allo studio, di cui 10mila hanno ricevuto un placebo, necessario per testare l’efficacia del vaccino.

Secondo lo sviluppatore del vaccino, lo Sputnik V è in grado di rafforzare l’immunità per più di due anni e ha dimostrato di essere più del 90% efficace nel prevenire il COVID-19.

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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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