Ministro della Difesa mette in guardia i “nemici” dell’Iran

Pubblicato il 12 gennaio 2021 alle 16:27 in Iran Israele USA e Canada

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Il 12 gennaio, il ministro della Difesa iraniano, il generale Amir Hatami, ha dichiarato che qualsiasi “errore da parte di un nemico” riceverà una dura e immediata risposta da parte dell’esercito iraniano.

Secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa iraniana, IRNA, il generale Hatami ha pronunciato questo discorso durante in una cerimonia per commemorare Mohsen Fakhrizadeh, uno dei principali scienziati nucleari iraniani, che è stato assassinato vicino a Teheran il 27 novembre 2020. Il ministro ha dichiarato che l’Iran è pronto a difendere la propria sicurezza e quella della regione, che dipendono l’una dall’altra. Inoltre, Teheran è intenzionata a resistere a qualsiasi minaccia con determinazione.

Hatami ha poi continuato affermando che i nemici dell’Iran dovrebbero essere consapevoli di questa prontezza e dovrebbero stare attenti a non commettere errori, perché qualsiasi passo falso contro il Paese riceverà una “risposta schiacciante”. Il generale ha poi dichiarato che la magistratura iraniana sta perseguendo legalmente la questione dell’assassinio di Fakhrizadeh, aggiungendo che i comandanti e gli agenti responsabili di questo crimine saranno assicurati alla giustizia e puniti. Sebbene non sia stato fatto un riferimento specifico a nessun Paese, al momento la tensione tra l’Iran, gli Stati Uniti e Israele è estremamente alta. 

L’Iran ha accusato Israele e, in particolare il Mossad, di aver pianificato e condotto l’operazione del 27 novembre 2020, probabilmente in collaborazione con l’organizzazione Mojahedin-e Khalq (MKO), altresì nota come Esercito di Liberazione Nazionale dell’Iran. Si tratta di un partito politico iraniano, tra i più attivi nell’opposizione al regime teocratico che ha preso il potere in Iran successivamente alla rivoluzione del 1979, e classificato come terroristico ed illegittimo da Teheran. A ragione di ciò, secondo l’ufficio anti-terrorismo di Israele, i cittadini israeliani in tutto devono stare in allerta, per il rischio di ritorsioni da parte di Teheran.

Lo scienziato iraniano è stato ucciso tramite l’utilizzo intelligenza artificiale che permette di attaccare a distanza, secondo quanto riferito da un comandante militare iraniano. La notizia è stata resa nota dall’agenzia di stampa iraniana Tasnim, che ha riportato le parole del vice comandante del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC), contrammiraglio Ali Fadavi, durante un evento culturale all’Università di Teheran, il 6 dicembre 2020. 

Un totale di 13 colpi sono stati sparati durante l’offensiva. I proiettili hanno colpito anche le guardie del corpo dello scienziato, secondo Fadavi. Tuttavia, il sistema intelligente che controlla la mitragliatrice si era concentrato su Fakhrizadeh. Inoltre, il pick-up carico di esplosivo è stato fatto saltare in aria dopo la sparatoria, al fine di uccidere gli 11 militari dell’IRGC che accompagnavano lo scienziato. Il capo della squadra di sicurezza è stato colpito nel tentativo di proteggere Fakhrizadeh, aggiungendo che l’uomo è morto a causa di una ferita da arma da fuoco alla schiena. 

Durante l’incontro all’Università di Teheran, Ali Fadavi ha anche risposto ad una domanda su quale sarà la risposta dell’Iran a queste morti, facendo riferimento anche all’uccisione del generale Qassem Soleimani, avvenuta il 3 gennaio 2020 a Baghdad, a seguito di un attacco ordinato dalla Casa Bianca. Alla domanda, il vice capo dell’IRGC ha risposto: “Sceglieremo come vendicarci”. L’IRGC ha acquisito un potere così grande che il nemico cerca di fermarlo, ha aggiunto. A seguito della morte dello scienziato, il segretario del Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale iraniano, Ali Shamkhani, aveva dichiarato che Fakhrizadeh era stato assassinato in un’operazione complessa che aveva coinvolto l’utilizzo di apparecchiature elettroniche a distanza.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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