Karabakh: Russia, Armenia e Azerbaigian creano gruppo di lavoro per gestire economia e trasporti

Pubblicato il 12 gennaio 2021 alle 9:46 in Armenia Azerbaigian Russia

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I colloqui tra i leader di Russia, Azerbaigian e Armenia al Cremlino sul tema del Nagorno-Karabakh sono durati circa quattro ore e si sono rivelati, secondo la definizione del Cremlino, “fruttuosi”. È stato deciso di istituire un gruppo di lavoro a livello di vice primi ministri dei tre paesi, che si concentrerà sulla creazione di legami economici e di trasporto nella regione.

Il presidente azero Ilham Aliyev e il primo ministro armeno Nikol Pashinyan sono volati a Mosca lunedì 11 gennaio. Vladimir Putin li ha incontrati nell’ufficio di rappresentanza del primo edificio del Cremlino. Il presidente della Federazione russa ha salutato calorosamente i suoi colleghi, scambiandosi strette di mano e abbracci sia con Aliyev che con Pashinyan. I leader di Azerbaigian e Armenia, seduti al tavolo dei negoziati di fronte a Putin, si sono salutati a distanza.

I negoziati, ad eccezione delle osservazioni di apertura di Putin, si sono svolti a porte chiuse.

Il leader russo, aprendo l’incontro, ha espresso gratitudine ad Aliyev e Pashinyan per la loro visita a Mosca e per la percezione positiva degli sforzi di mediazione intrapresi dalla parte russa per cessare il fuoco in Nagorno-Karabakh. Ha osservato che la Russia ha sempre cercato di seguire i principali sviluppi raggiunti nel Gruppo OSCE di Minsk e continua a verificare regolarmente le sue azioni con altri paesi che copresiedono questo formato (Stati Uniti e Francia).

Il capo dello stato russo ha affermato che gli accordi sul Nagorno-Karabakh raggiunti il 9 novembre “vengono applicati in modo coerente”. Secondo Putin, ciò “crea i prerequisiti necessari per una soluzione a lungo termine e su vasta scala del conflitto su basi giuste, nell’interesse sia del popolo armeno sia di quello azero”. Il presidente russo ha menzionato lo spiegamento del contingente russo di mantenimento della pace nel Nagorno-Karabakh e la creazione di un sistema efficace per garantire il rispetto del regime di cessate il fuoco.

La situazione nella regione è ora calma”, ha sottolineato il leader del Cremlino, che ha anche osservato che dal 14 novembre ad oggi oltre 48mila persone sono tornate in Karabakh e, con la mediazione della Russia, è stato effettuato uno scambio di prigionieri e la restituzione dei corpi dei caduti. Putin ha definito “un successo” il lavoro del centro internazionale per la risposta umanitaria, che è impegnato a stabilire una vita normale negli insediamenti, ricostruire le infrastrutture distrutte, proteggere i monumenti storici, religiosi e culturali e ripristinare l’approvvigionamento energetico e termico. Il presidente della Federazione russa ha affermato che più di 800 tonnellate di materiali da costruzione sono già state consegnate dalla Russia alla zona del conflitto e in totale più di 1,5 milioni di tonnellate di carico umanitario, mentre oltre 479 ettari di terra sono stati ripuliti dalle mine.

Putin ha sottolineato che il compito di aprire le frontiere e sbloccare i collegamenti economici, commerciali e di trasporto nella regione merita un’attenzione particolare.

In un discorso ai media dopo i colloqui, il presidente russo ha definito l’incontro “estremamente importante e utile”. Secondo Putin, verrà creato un gruppo di lavoro guidato dai vice primi ministri di Azerbaigian, Armenia e Russia per sviluppare progetti infrastrutturali e organizzare passi concreti per stabilire legami economici nella regione.

Questa decisione si riflette in una dichiarazione scritta congiunta dei tre leader. Come indicato nel documento, il gruppo di lavoro terrà la sua prima riunione entro il 30 gennaio 2021, sulla base dei cui risultati si formerà un elenco delle principali aree di lavoro per sbloccare i collegamenti economici e di trasporto nella regione, “ponendo come priorità le comunicazioni ferroviarie e stradali”, e determinerà anche altre aree di interazione. Verranno inoltre creati sottogruppi di esperti per preparare un elenco di progetti rilevanti.

Questo elenco deve essere presentato entro il 1° marzo per l’approvazione al massimo livello.

Come ha osservato il Presidente della Federazione russa, l’attuazione di piani specifici per lo sviluppo delle infrastrutture di trasporto e dell’economia della regione “andrà a beneficio sia del popolo armeno che di quello azero e, senza alcun dubbio, andrà a beneficio dell’intera regione, e quindi degli interessi della Federazione russa”.

Aliyev ha affermato al termine del vertice di vedere anche grandi prospettive per l’attuazione di questo accordo. Ha osservato che dopo più di 30 anni, l’Azerbaigian avrà un collegamento di trasporto attraverso il territorio dell’Armenia con la sua Repubblica Autonoma di Nakhichevan, e l’Armenia attraverso il territorio dell’Azerbaigian riceverà un collegamento ferroviario con Russia e Iran. “Avremo anche accesso al mercato turco attraverso la Repubblica Autonoma di Nakhichevan, le ferrovie turche e russe saranno collegate”, ha detto Aliyev. Secondo lui, questo può dare un grande impulso allo sviluppo della regione e rafforzare la sua sicurezza.

Pashinyan ha anche sottolineato l’importanza della dichiarazione firmata. “Non nasconderò il fatto che la sua attuazione potrebbe semplicemente cambiare l’immagine economica e l’aspetto della nostra regione”, ha detto. Il Primo Ministro dell’Armenia ha espresso la speranza che le riforme economiche diventino un altro “garante affidabile della sicurezza” e aumentino l’attrattiva degli investimenti nella regione.

Sia Aliyev che Pashinyan hanno ringraziato il Presidente della Federazione russa per l’iniziativa di organizzare l’incontro trilaterale, nonché, in generale, per gli sforzi per risolvere il conflitto in Nagorno-Karabakh e ripristinare stabilità e sicurezza nella regione. Secondo il presidente dell’Azerbaigian, il fatto stesso dei negoziati suggerisce che le parti in conflitto sono “impostate per un risultato”, per “tracciare una linea” sotto gli eventi di settembre-novembre 2020.

Secondo Aliyev, la dichiarazione congiunta sul cessate il fuoco viene eseguita con successo, “la missione russa di mantenimento della pace sta facendo il suo lavoro in modo efficace, e in due mesi, ad eccezione di incidenti minori, non ci sono stati seri motivi di preoccupazione”. Tutto questo, secondo il presidente dell’Azerbaigian, infonde fiducia che “il conflitto del Nagorno-Karabakh è parte del passato” e si deve pensare al futuro, “a come vivere insieme da buoni vicini”.

Da parte sua, Pashinyan ritiene che “questo conflitto non è stato ancora risolto”. “Siamo riusciti a garantire il cessate il fuoco, ma ci sono ancora molte questioni che devono essere risolte”, ha detto, citando lo status del Nagorno-Karabakh come uno di questi argomenti ancora da risolvere. Tra i più dolorosi, Pashinyan ha anche fatto riferimento alle questioni umanitarie e al problema dello scambio di prigionieri di guerra, rilevando che questo punto della dichiarazione congiunta dei leader di novembre “non è pienamente attuato”. Il premier armeno, invece, ha espresso l’auspicio che le parti “possano giungere a una decisione concreta nel più breve tempo possibile”.

Dopo il completamento dei colloqui trilaterali, il leader russo ha tenuto incontri separati con Aliyev e Pashinyan.

Durante la conversazione con il presidente azero, Putin, rilevando l’estrema importanza della dichiarazione congiunta firmata sul Karabakh, ha richiamato l’attenzione su una serie di questioni all’ordine del giorno bilaterale. Secondo il presidente, le relazioni tra Mosca e Baku si stanno sviluppando con grande successo, principalmente nella sfera economica. “Spero vivamente che il lavoro in generale per risolvere la situazione nel Caucaso meridionale possa trarne vantaggio e che le nostre relazioni bilaterali ci consentano di costruire rapporti ancora più stretti, su una base ancora più sistematica, non solo nell’economia, ma anche in ambito umanitario”, ha detto Putin.

Aliyev ha definito Mosca e Baku partner strategici di lunga data nella sfera politica e ha notato la buona dinamica dello sviluppo delle relazioni. Ha osservato che anche nel 2020, nonostante le difficoltà della pandemia, il calo degli scambi tra i due paesi non è stato molto significativo ed ha espresso la fiducia che nel 2021 tutte le perdite saranno compensate.

Nell’incontro con Pashinyan, il Presidente della Federazione russa ha espresso l’auspicio che sia possibile concordare tutti i problemi rimanenti della soluzione del Nagorno-Karabakh, comprese le questioni umanitarie. Putin ha anche sottolineato che le relazioni tra Russia e Armenia “erano, rimangono e saranno alleate” in tutte le direzioni. “Siamo stretti partner in molte organizzazioni internazionali”, ha affermato. Il leader russo ha richiamato l’attenzione sul fatto che, nonostante il difficile anno scorso, il commercio tra Russia e Armenia nel periodo gennaio-ottobre 2020 è aumentato di quasi il 4%. Pashinyan ha osservato al termine del vertice bilaterale che “la Russia era e rimane il principale alleato strategico dell’Armenia”.

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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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