Giordania: condannato a morte l’assalitore di Jerash, era un simpatizzante dell’ISIS

Pubblicato il 12 gennaio 2021 alle 17:02 in Giordania Medio Oriente

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La Corte di Sicurezza del Regno hashemita della Giordania ha condannato a morte un uomo che, il 6 novembre 2019, aveva accoltellato turisti stranieri nel sito archeologico di Jerash, a circa 50 chilometri a Nord della capitale Amman.

La sentenza è stata emessa martedì 12 gennaio, a più di un anno di distanza dall’episodio che aveva provocato il ferimento di 3 turisti messicani e uno svizzero, oltre a 4 cittadini di provenienza giordana, i quali sono tutti sopravvissuti. Il bilancio dei feriti includeva altresì un addetto alla sicurezza, una guida turistica e un autista di autobus, i quali avevano provato ad intervenire per frenare l’assalitore. Il colpevole, arrestato sin da subito, è Mustafa Abu Ruwais, un cittadino giordano di 24 anni, di origini palestinesi, il quale è stato ritenuto il principale responsabile dell’accoltellamento, definito dal tribunale un atto terroristico. Il giorno dell’accaduto, Ruwais risiedeva nell’accampamento di Souf, a Jerash, il quale ospita circa 20.000 rifugiati palestinesi.

Una volta portato in prigione, l’uomo è stato accusato di reati di terrorismo, il 26 gennaio 2020. Poi, il 12 gennaio 2021, è giunta la sentenza che vedrà Mustafa condannato all’impiccagione. Secondo i documenti trapelati dalla Corte di Sicurezza, anche altri due uomini, aventi legami con Ruwais, sono stati condannati a pene detentive. I tre erano tutti divenuti sostenitori dello Stato Islamico nel 2019, ma, stando a quanto riportato dai documenti, non erano riusciti a divenire membri dell’organizzazione terroristica. Così, avevano cominciato a promuovere l’ideologia dell’ISIS distribuendo 350 volantini presso Jerash. Ruwais, inoltre, era anche in contatto con un militante dello Stato Islamico in Siria, il quale gli avrebbe consigliato di prendere di mira gli stranieri in qualsiasi regione del mondo. Motivo per cui, Mustafa aveva deciso di agire nel sito di Jerash, al fine di dare prova del proprio sostegno e vendicare l’uccisione dell’ex leader dell’ISIS, Abu Bakr al-Baghdadi, morto pochi giorni prima, il 27 ottobre 2019.

Prima dello scoppio dell’epidemia di Covid-19, il governatorato di Jerash, che comprende rovine romane risalenti all’era precristiana, attirava ogni anno centinaia di migliaia di turisti. Il sito rappresenta una delle antiche città romane preservate al meglio, il che giustifica l’alto numero di turisti recatisi nella città archeologica, che nel solo 2019 ammontava a 330.000 visitatori. Tuttavia, non vi erano stati negli ultimi anni attentati o episodi di violenza. In generale, l’attentato più grave rivendicato dall’ISIS in Giordania si è verificato il 18 dicembre 2016 nella città turistica di Karak, dove 14 persone, tra cui civili, sono morte negli scontri tra alcuni uomini armati e le forze della sicurezza.

Sebbene a partire dal 2017 sia stata registrata una diminuzione dell’attività terroristica rispetto all’anno precedente, la sicurezza del Paese mediorientale continua ad essere minacciata da diversi gruppi terroristici, attivi sia a livello nazionale sia lungo i suoi confini. Il Global Terrorism Index 2020 dell’Institute for Economics and Peace ha inserito la Giordania al 57esimo posto tra i 163 Paesi analizzati per l’impatto del terrorismo, con un indice pari a 3,149 su 10, in aumento rispetto all’anno precedente. I principali gruppi terroristici che operano in Giordania sono gli stessi attivi in Siria, tra cui l’ISIS e il Fronte al-Nusra.

Amman, oltre alle minacce esterne, subisce minacce interne costituite dai foreign fighter di ritorno, precedentemente partiti per unirsi allo Stato Islamico in Siria e in Iraq o legati ad al-Qaeda. Per quanto riguarda l’impegno del Regno hashemita nella lotta al terrorismo, la Giordania ha preso anche parte alla coalizione internazionale contro l’ISIS, rappresentando un importante leader regionale, mentre il 5 marzo 2019, la NATO e l’Onu hanno lanciato una partnership per rafforzare le capacità di Amman nella gestione della minaccia terroristica, firmando un memorandum di intesa. Non da ultimo, il Paese ha svolto un ruolo rilevante nella sconfitta militare dei seguaci di al-Baghdadi in Siria e in Iraq, ma ciò ha reso il territorio giordano, vicino alle terre dove sono attivi i terroristi, bersaglio dei gruppi estremisti. 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

 

di Redazione

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