Emergenza a Washington: si dimette il capo del Dipartimento per la Sicurezza Interna

Pubblicato il 12 gennaio 2021 alle 10:58 in USA e Canada

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Il capo ad interim del Dipartimento per la Sicurezza Interna (DHS) degli Stati Uniti si è dimesso inaspettatamente, l’11 gennaio. Intanto, Donald Trump ha approvato lo stato di emergenza a Washington DC, in vista di nuovi possibili disordini fomentati dall’estremismo di destra. 

L’annuncio del segretario ad interim del DHS, Chad Wolf, è arrivato meno di una settimana dopo che si era impegnato a rimanere in carica, a seguito dei disordini del 6 gennaio al Campidoglio. Inoltre, le dimissioni sono state rassegnate solo 10 giorni prima della fine del mandato della presente amministrazione e dell’insediamento del presidente eletto, Joe Biden. Wolf ha citato un’opposizione legale alla sua leadership come motivo alla base delle sue dimissioni. Il segretario prestava servizio dal 13 novembre 2019, ma non è mai stato confermato dal Senato. L’uomo ha affermato di essere stato costretto a dimettersi a causa di “eventi recenti”, comprese una serie di sentenze, che però risalgono a novembre del 2020, in cui la magistratura ha confermato che la sua posizione non era legittima.  

“Per mesi sapevamo che Chad Wolf ha prestato servizio illegittimamente nella sua posizione, quindi la tempistica delle sue dimissioni dal Dipartimento oggi è discutibile”, ha dichiarato il deputato Bennie Thompson, presidente del Comitato per la Sicurezza Interna della Camera. “Ha scelto di dimettersi durante un periodo di crisi nazionale, mentre i terroristi interni potrebbero pianificare ulteriori attacchi contro il nostro governo”, ha aggiunto. Le dimissioni arrivano un giorno prima che Trump si rechi a visitare il muro di confine tra Stati Uniti e Messico, il progetto politico firmato da Trump e supervisionato dal DHS.

Wolf non è il primo rappresentante dell’amministrazione a lasciare l’incarico bruscamente, dopo i fatti del 6 gennaio. L’ex capo del DHS ha condannato il violento attacco al Campidoglio da parte dei sostenitori di Trump, definendolo “tragico e disgustoso”. Ha anche aggiunto che sarebbe rimasto al Dipartimento fino alla fine dell’amministrazione per garantire una transizione graduale e per aiutare il dipartimento a rimanere concentrato sulle minacce che la nazione deve affrontare. In tale contesto, non è chiaro cosa lo abbia spinto a cambiare idea, in momento difficile per il Paese, che si prepara a nuovi disordini, in vista dell’inaugurazione del 20 gennaio. L’FBI ha evidenziato i rischi relativi a piani relativi a proteste armate in tutte le 50 capitali degli Stati e, in particolare, a Washington, DC.

 

Intanto, lo stesso 11 gennaio, il presidente uscente, Donald Trump, ha approvato lo stato di emergenza nella capitale degli Stati Uniti, a seguito degli avvertimenti della autorità sulle possibili minacce nei giorni precedenti all’insediamento del presidente eletto, Joe Biden. L’ordine autorizza l’estensione dell’assistenza federale fino al 24 gennaio per sostenere gli sforzi a Washington, DC, per rispondere alla situazione di emergenza. Nello specifico, la misura consente alla Federal Emergency Management Agency di “identificare, mobilitare e fornire a sua discrezione, le attrezzature e le risorse necessarie per sostenere gli sforzi relativi all’emergenza”. 

Intanto, anche la sindaca di Washington DC ha chiesto alle autorità di prepararsi immediatamente per ulteriori possibili violenze. Per il 20 gennaio, gruppi di estrema destra stanno organizzando la “Million Militia March” e stanno discutendo della possibilità di effettuare un assalto simile a quello contro il Campidoglio. Dal 6 al 10 gennaio, quasi 400 persone si sono unite a un gruppo privato online dedicato a quella che viene pubblicizzata come la “Million Militia March”, una marcia programmata a Washington il 20 gennaio. Su Parler, un sito di social media popolare tra i militanti di estrema destra, alcuni utenti si sono confrontati su quali strumenti avrebbero dovuto portare alla marcia, menzionando di tutto: dalle mazze da baseball, alle armature, ai fucili d’assalto. “Abbiamo preso l’edificio una volta”, ha scritto uno degli utenti. “Possiamo prenderlo di nuovo”,  ha aggiunto. 

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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