Uganda: Facebook sospende account di funzionari vicini al governo

Pubblicato il 11 gennaio 2021 alle 20:24 in Africa Uganda

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Facebook ha bloccato una rete di account e pagine in Uganda, collegata al Ministero dell’Informazione, in seguito ad attività sospette e all’utilizzo di profili falsi con lo scopo di manipolare il dibattito pubblico in vista delle elezioni, previste per giovedì 14 gennaio.

I cittadini della nazione dell’Africa orientale esprimeranno il loro voto giovedì per eleggere il nuovo presidente e il nuovo parlamento nel mezzo di una campagna elettorale tesa e macchiata da scontri mortali. L’attuale leader in carica, Yoweri Museveni, 76 anni, sfiderà, tra gli altri, il famoso cantante ugandese, impegnatosi nella politica, Bobi Wine.

“Date le imminenti elezioni in Uganda, ci siamo mossi rapidamente per indagare e abbattere questa rete”, ha affermato Facebook in una dichiarazione, lunedì 11 gennaio, specificando che la suddetta rete sarebbe collegata al Ministero della Tecnologia, dell’Informazione e della Comunicazione del Paese africano. “Hanno utilizzato account falsi per gestire le pagine, commentare i contenuti di altre persone, impersonare utenti e ricondividere i post nei gruppi in modo da farli apparire più popolari di quanto non fossero”, ha aggiunto.

Judith Nabakooba, ministro dell’Informazione dell’Uganda, ha risposto alle richieste di commento dell’agenzia di stampa Reuters dicendo di avere bisogno di più tempo per studiare la situazione prima di rilasciare dichiarazioni. L’addetto stampa senior di Museveni, Don Wanyama, che si è visto chiudere i suoi account Facebook e Instagram, ha accusato l’azienda di cercare di influenzare le elezioni. “Peccato per le forze straniere che pensano di poter aiutare a impiantare una leadership fantoccio in Uganda disabilitando gli account online dei sostenitori del National Resistance Mouvement (NMR)”, ha scritto Wanyama su Twitter. “Non rimuoverete Kaguta Museveni”, ha aggiunto, utilizzando il secondo nome dell’attuale presidente. Anche il ministro delle Politiche di genere, del Lavoro e dello Sviluppo sociale, Frank Tumwebaze, ha criticato la piattaforma social accusandola di prendere di mira gli account ugandesi e l’ha invitata a sbloccare gli utenti.

L’account online di Museveni è ancora attivo, ma molti funzionari governativi e membri del partito al governo hanno visto le loro pagine rimosse, tra cui un noto blogger e sostenitore del presidente, un medico di spicco e un alto funzionario del Ministero dell’informazione. La chiusura degli account arriva nel mezzo delle crescenti tensioni tra i due principali candidati che si contendono la presidenza. Museveni, al potere dal 1986, ha a lungo accusato le organizzazioni internazionali e gli elementi stranieri di sostenere il rivale Wine nel tentativo di rimuovere il suo governo.

Il principale candidato dell’opposizione, il cui vero nome è Robert Kyagulanyi Ssentamu, ha acceso le speranze di molti giovani nel Paese africano. Decine di manifestanti antigovernativi sono stati uccisi durante gli scontri avvenuti in piena campagna elettorale e segnati dalla dura repressione delle forze dell’ordine. A novembre, almeno 54 persone hanno perso la vita nella capitale, Kampala, e in altre parti del Paese mentre le forze di sicurezza reprimevano le rivolte provocate dall’arresto di Wine per presunta violazione dei regolamenti della campagna e delle restrizioni volte a prevenire la diffusione del coronavirus.

I legislatori del Movimento di resistenza nazionale hanno votato, nel 2017, per cambiare la Costituzione, rimuovendo il limite di età di 75 anni per i presidenti. Tale mossa ha consentito a Museveni di ricandidarsi alle prossime elezioni e la sua nomina è stata già autorizzata dalla Commissione. Se dovesse vincere, il leader ugandese affronterà il suo sesto mandato presidenziale consecutivo.

Dopo anni di instabilità in Uganda, Museveni fu inizialmente accolto dall’Occidente come parte di una nuova generazione di statisti africani, elogiato per le sue riforme economiche ed educative. Nel corso degli anni, tuttavia, il presidente è stato più volte criticato per il rifiuto di lasciare il potere nonostante le accuse di corruzione e una leadership autocratica. Nelle elezioni passate, il partito al potere ha sempre garantito la candidatura per Museveni, squalificando alcuni potenziali rivali. 

I gruppi per la difesa dei diritti umani lo accusano da tempo di schierare le forze di sicurezza per intimidire gli oppositori, una critica che non è mancata nemmeno durante il periodo delle misure anti-coronavirus. 

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Chiara Gentili

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.