Il Perù in piazza contro l’impunità della polizia

Pubblicato il 11 gennaio 2021 alle 13:14 in America Latina Perù

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Centinaia di peruviani hanno marciato contro l’impunità della polizia nel centro di Lima per protestare contro le 166 morti senza risposta avvenute durante le proteste dei cittadini negli ultimi 17 anni. I parenti dei manifestanti morti o feriti nella repressione poliziesca delle manifestazioni che hanno fatto cadere l’allora presidente, Manuel Merino, lo scorso novembre hanno costituito un’associazione per chiedere giustizia di fronte al rischio dell’impunità. Entrambe le indagini della Procura e del Ministero dell’Interno, promosse dal presidente di transizione Francisco Sagasti quando è entrato in carica, sono in fase di stallo.

Il numero di 166 cittadini uccisi in azioni di polizia durante le proteste sociali dal governo di Alejandro Toledo (2001-2006) ad oggi è il risultato di un conteggio di un’organizzazione della società civile, la Coordinazione nazionale dei diritti umani. Il 90% delle vittime è stato ucciso da proiettili di armi da fuoco o per problemi respiratori causati dai gas lacrimogeni. Tuttavia, nessuna autorità politica o membro delle forze di sicurezza è stata identificata come responsabile o punita in questi 17 anni. Sette presidenti hanno governato in questo lasso di tempo.

A metà novembre, Sagasti ha convocato i genitori di Inti Sotelo e Bryan Pintado, uccisi durante la seconda grande marcia nazionale contro il governo ad interim di Merino, alla sua cerimonia di insediamento come presidente. Alla solenne sessione del Congresso, si è scusato con loro. “Non possiamo riportare in vita questi giovani, ma possiamo impedire che accada di nuovo e sostenere con decisione i feriti”, aveva detto. 

Tuttavia, i giovani sopravvissuti alla sparatoria e rimasti feriti o portatori di handicap si stanno riprendendo con l’aiuto delle raccolte delle loro famiglie e dei cittadini, poiché il sistema sanitario non copre tutte le loro necessità né hanno ricevuto riparazioni economiche. “Non abbiamo ricevuto alcun sostegno dal governo, in nessun aspetto, in nessun senso”, ha commentato giovedì Oscar Pintado, il padre di Bryan, a una tavola rotonda sull’impunità della polizia.

Una settimana dopo la brutale violenza contro la manifestazione pacifica di decine di migliaia di giovani a Lima all’inizio di novembre, il presidente Sagasti ha annunciato un’indagine dell’Ufficio per l’integrità istituzionale del Ministero dell’Interno, in aggiunta a quelle svolte dall’Ispettorato della Polizia nazionale e dalla Procura, ma questo non ha ancora portato a risultati tangibili.

La Procura ha svolto le prime indagini nell’area in cui la polizia ha sparato sui manifestanti sei giorni dopo i fatti e ha ordinato un rapporto di perito balistico che ha stabilito che i proiettili estratti dal corpo di Sotelo erano stati sparati da un’arma da fuoco non in dotazione alle forze dell’ordine. Il mezzo digitale IDL-Reporteros ha rivelato che il proiettile di piombo da 8 millimetri è chiamato palo e viene utilizzato per cacciare animali di grandi dimensioni, come i cervi.

Tuttavia, nei mesi di dicembre e gennaio, la Procura non ha proseguito il procedimento del caso. “I testimoni che abbiamo presentato non sono stati convocati né programmati per visionare i video che abbiamo ottenuto con la collaborazione dei manifestanti”, spiega Pacha Sotelo, presidente dell’Associazione Vittime #14N, che ha organizzato la marcia contro l’impunità polizia. 

La notte del 9 novembre sono iniziate marce di protesta contro l’insediamento del presidente Merino entrato in carica dopo la rimozione di Martín Vizcarra, accusato di corruzione. Vizcarra è stato deposto per “incapacità morale permanente”, poiché era indagato dalla procura per il presunto ricevimento di tangenti nel 2014, quando era governatore regionale di Moquegua. Merino ha promosso l’uscita di Vizcarra sin da settembre, insieme a gruppi parlamentari i cui leader sono indagati per corruzione e riciclaggio di denaro. Marino ha rassegnato le dimissioni cinque giorni dopo l’insediamento e dopo la violenta repressione delle proteste, che ha provocato la condanna internazionale e una spirale di violenza interna. Francisco Sagasti, stimato veterano politico, ha assunto la presidenza e governerà il Perù fino alle elezioni previste per aprile di quest’anno.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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