I Paesi del Golfo continuano ad aprirsi a Doha

Pubblicato il 11 gennaio 2021 alle 12:04 in Bahrein Qatar

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Dopo l’apertura dei confini terrestri tra il Qatar e l’Arabia Saudita, anche il Bahrein ha annunciato di aver aperto il proprio spazio aereo ai velivoli di Doha.

L’annuncio è giunto il 10 gennaio dall’Autorità per l’aviazione civile del Regno del Bahrein, e fa seguito al cosiddetto accordo di “solidarietà e stabilità”, firmato ad al-Ula, in Arabia Saudita,  il 5 gennaio, in occasione del 41esimo vertice del Consiglio di Cooperazione del Golfo (GCC). In particolare, durante il meeting, i Paesi partecipanti hanno accettato di ristabilire le relazioni con il Qatar, interrotte a seguito della cosiddetta “crisi del Golfo”, e gli Stati fautori dell’embargo si sono impegnati in una graduale riapertura dei confini terrestri e marittimi, oltre che dello spazio aereo, chiusi da più di tre anni.

Di conseguenza, il 9 gennaio i veicoli provenienti dal Qatar hanno potuto oltrepassare la frontiera con il Regno Saudita per la prima volta da giugno 2017, sebbene coloro che giungono al valico di Abu Samra sono costretti a sottoporsi al test volto ad accertare la propria negatività al Covid-19 e dovranno rispettare un periodo di quarantena in appositi alberghi. In tale quadro, l’11 gennaio, Riad ha accolto il primo aereo proveniente dal Qatar, mentre in serata è atteso il decollo di un aereo della Saudi Airlines in direzione Doha. Parallelamente, il Bahrein ha consentito, dalla mezzanotte tra il 10 e l’11 gennaio, agli aerei della compagnia di bandiera qatariota, la Qatar Airways, di sorvolare il proprio spazio aereo, mentre decisioni simili sono giunte anche da Riad e Abu Dhabi.

Tuttavia, è stato il ministro di Stato per gli Affari esteri degli UAE, Anwar Gargash, a precisare che, sebbene l’apertura delle frontiere e la ripresa delle relazioni commerciali avvenga in tempi brevi, ristabilire i rapporti diplomatici tra i Paesi responsabili del blocco e il Qatar richiederà più tempo, in quanto sarà dapprima necessario ristabilire la fiducia tra le parti coinvolte. Inoltre, nonostante la controversia possa essersi considerata risolta, a detta di Gargash, vi sono altre questioni che richiedono tempo, oltre che “trasparenza e maturità”.

La disputa è scoppiata il 5 giugno 2017, e ha visto protagonisti il Qatar, da un lato, ed Egitto, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Bahrain, dall’altro lato. Nello specifico, Doha è stata accusata di sostenere e finanziare gruppi terroristici come Hamas ed Hezbollah e di appoggiare l’Iran, il principale rivale di Riad nella regione. Come conseguenza, le è stato imposto un embargo diplomatico, economico e logistico. Prima dell’accordo del 5 gennaio, nelle settimane precedenti, vi erano stati diversi segnali e dichiarazioni che avevano fatto pensare a un possibile disgelo delle tensioni.

I primi passi verso la de-escalation sono stati avviati a seguito della visita in Qatar del consigliere senior e genero del presidente uscente degli USA, Jared Kushner, svoltasi il 2 dicembre. Poi, il 4 dicembre, il ministro degli Esteri del Kuwait, lo sceicco Ahmad Nasser al-Sabah, aveva dichiarato che le parti coinvolte nella questione, Riad e Doha in primis, si erano impegnate in colloqui fruttuosi, dimostrando la propria disponibilità a porre fine alla crisi. Il giorno successivo, il 5 dicembre, il ministro degli Esteri dell’Arabia Saudita, il principe Faisal bin Farhan al-Saud, aveva affermato che le possibilità di risoluzione della crisi del Golfo erano estremamente positive e che presto sarebbe stato raggiunto un accordo definitivo.

Risale al 22 luglio 2020 la notizia con cui la Qatar Airways ha lanciato un’offensiva legale contro i Paesi fautori del blocco, avviando quattro arbitrati internazionali di investimento, con l’obiettivo di ottenere una compensazione per le azioni subite, pari ad almeno 5 miliardi di dollari a titolo di risarcimento. In particolare, per la compagnia qatariota, i quattro Stati avevano imposto un blocco “illegale” contro Doha, con l’obiettivo di “rimuovere la Qatar Airways dai loro mercati”, comprometterne gli investimenti e danneggiarne la rete globale di operazioni.

La Qatar Airways è la seconda maggiore compagnia aerea in Medio Oriente dopo la Emirates con sede a Dubai. La società dispone di una flotta moderna di 250 velivoli, ma, dall’inizio dell’embargo, sono state registrate perdite per centinaia di milioni di dollari. Non da ultimo, la Qatar Airways ha risentito delle conseguenze della pandemia di coronavirus, ritrovandosi costretta a ridurre il proprio personale e a bloccare l’acquisto di alcuni velivoli, tra cui Airbus e Boeing, per il 2020 e 2021.

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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