Marocco: le relazioni con Washington sono sempre più forti

Pubblicato il 11 gennaio 2021 alle 11:11 in Marocco USA e Canada

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A circa un mese di distanza dall’annuncio dell’accordo di normalizzazione tra Marocco e Israele, mediato dagli USA, una delegazione statunitense si è recata nel Sahara Occidentale, presumibilmente per portare avanti il processo di creazione di un consolato di Washington nella regione.

La visita ha avuto inizio il 9 gennaio e ha visto protagonista David Schenker, il vice-segretario del Dipartimento di Stato USA per gli affari del Vicino Oriente. Il tour, definito “storico”, rappresenta il preludio dell’apertura di un consolato statunitense nel Sahara Occidentale, dopo che Washington, come parte dell’intesa tra Marocco e Israele annunciata il 10 dicembre, ha riconosciuto la sovranità di Rabat sulla regione. Quest’ultima è al centro di una disputa territoriale pluridecennale tra il governo marocchino e il Fronte Polisario, un movimento separatista, sostenuto dall’Algeria, che cerca di stabilire sul territorio uno Stato autonomo.

Nel corso della visita, Schenker ha affermato che il Marocco è un partner essenziale per garantire stabilità a livello regionale e con cui gli USA hanno già stretto partenariati in ambito militare. Al contempo, ha sottolineato il vice-segretario, l’asse Rabat- Washington continua a rafforzarsi e il riconoscimento della sovranità marocchina sul Sahara Occidentale, oltre che la ripresa delle relazioni tra Marocco e Israele, sono da annoverare tra gli sviluppi più rilevanti di due secoli di amicizia tra gli Stati Uniti e il Regno Nord-africano. Tali sviluppi, ha affermato Schenker, sono stati resi possibili grazie alla leadership del monarca marocchino, il e Mohammed VI, il quale si è fatto promotore di un programma di riforme su vasta scala, mentre ha continuato a prestare sostegno per questioni di interesse comune, prima fra tutte la pace in Medio Oriente e in Nord Africa, oltre che per la stabilità, lo sviluppo e la sicurezza della regione.

L’ambasciatore degli USA in Marocco, David Fischer, ha poi aggiunto che molti rappresentanti del governo degli Stati Uniti si sono recati precedentemente in Marocco, per valutare l’idea di una presenza diplomatica USA permanente nel Sahara occidentale, consapevoli che Rabat possa fornire “l’unica, giusta e duratura soluzione” per porre fine alla disputa con il Fronte Polisario. Da parte sua, il ministro marocchino per gli Affari Esteri e la Cooperazione Internazionale, Nasser Bourita, ha affermato che il Marocco sta collaborando con gli Stati Uniti per portare stabilità in Nord Africa e nella regione del Sahel, oltre che nella lotta al terrorismo. Inoltre, ha evidenziato Bourita, le posizioni di Rabat e Washington su questioni internazionali convergono e le relazioni tra i due Paesi stanno avanzando a un ritmo senza precedenti, anche a seguito della firma di alcuni accordi.

Già il 24 dicembre 2020, il segretario di Stato USA, Mike Pompeo, aveva affermato che Washington avrebbe dapprima stabilito una presenza “virtuale” nel Sahara Occidentale, gestita dall’ambasciata statunitense in Marocco, al fine di promuovere lo sviluppo economico e sociale. A questa avrebbe fatto poi seguito un “consolato pienamente funzionante”, ma non è stato specificato se questo verrà stabilito a Laayoune o Dakhla. Tuttavia, Schenker ha specificato che gli USA non mirano a istituire una base militare nel Sahara Occidentale.

In precedenza, anche altri Paesi del mondo arabo hanno aperto un consolato nella regione contesa. Tra gli ultimi, gli Emirati Arabi Uniti (UAE), che, il 4 novembre 2020, hanno inaugurato un proprio consolato a Laayoune. In totale, la regione del Sahara occidentale ha assistito all’apertura di 16 missioni diplomatiche dalla fine del 2019, riguardanti perlopiù Paesi africani che hanno stabilito le proprie rappresentanze a Laayoune e a Dakhla, città portuale situata più a Sud.

La disputa sul Sahara Occidentale ha avuto inizio nel 1975 quando, in seguito al ritiro del dominio spagnolo, il Marocco ha annesso una parte di tale area, situata sulla costa Nord-occidentale dell’Africa. In risposta, nel 1976, il Fronte Polisario, costituitosi come movimento il 10 maggio 1973, ha annunciato la nascita della Repubblica Democratica Araba dei Sahrawi (SADR), instaurando un governo in esilio in Algeria ed intraprendendo una guerriglia per l’indipendenza durata fino al 6 settembre 1991, anno in cui venne dichiarato un cessate il fuoco, promosso dalla Missione delle Nazioni Unite per il referendum nel Sahara Occidentale (MINURSO). Ad oggi, il governo di Rabat rivendica la propria sovranità sul Sahara Occidentale, mentre il Fronte Polisario continua a battersi affinché venga indetto un referendum per l’autodeterminazione del proprio territorio, dove risiede circa mezzo milione di individui.

  

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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