L’Indonesia arma navi civili che pattugliano la ZEE nel Mar Cinese Meridionale

Pubblicato il 11 gennaio 2021 alle 13:06 in Cina Indonesia

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Jakarta ha deciso di armare la Indonesian Maritime Security Agency (BAKAMLA), un’agenzia di controllo e salvataggio del governo indonesiano, per scopi di difesa in circostanze quali incursioni nelle proprie acque territoriali da parte di terzi.

Il portavoce della BAKAMLA, Wisnu Pramandita, citato da South China Morning Post il 10 gennaio, ha rivelato che il Ministero della Difesa dell’Indonesia aveva già autorizzato la propria agenzia a fornirsi di armi e di equipaggiare le imbarcazioni a sua disposizione con sistemi di armamento navale comandati da remoto, nel mese di giugno 2020. Il permesso ad apportare cambiamenti sarebbe arrivato alla luce del fatto che, essendo la BAKAMLA un corpo che si occupa dell’attuazione della legge, potrebbe capitare che essa si imbatta in trasgressori che potrebbero essere, con molte probabilità, armati. Wisnu ha specificato che la BAKAMLA non fermerà imbarcazioni o utilizzerà la forza a meno che ciò si renda necessario.

Secondo alcuni osservatori, la scelta di Jakarta sarebbe avvenuta nel contesto di crescenti incursioni nelle proprie acque territoriali da parte di imbarcazioni del Vietnam e della Cina, soprattutto nei pressi delle isole Natuna, situate nel Mar Cinese Meridionale tra la penisola di Malacca e il Borneo. Armare la BAKAMLA potrebbe essere una mossa di bilanciamento soprattutto per prevenire le incursioni cinesi, in quanto Jakarta potrebbe voler evitare la nascita di movimenti di opposizione interna contro Pechino, causata da potenziali incidenti, visti i crescenti legami commerciali con la Cina.

Sebbene l’Indonesia non si consideri uno tra i Paesi coinvolti nelle dispute di sovranità sul Mar Cinese Meridionale, la Cina vi rivendica un’area che si sovrappone alla ZEE indonesiana proprio intorno alle isole Natuna. Al contempo, però, negli ultimi dieci anni, la Cina è diventata il primo partner commerciale indonesiano e il volume degli scambi commerciali bilaterali nel 2019 ha raggiunto 79,4 miliardi di dollari, aumentando di dici volte rispetto al 2000. Nel contesto della pandemia di coronavirus, poi, Jakarta ha ricevuto, lo scorso 6 dicembre, 1,2 milioni di dosi del vaccino cinese Sinovac.

La Cina rivendica la propria sovranità sulla quasi totalità del Mar Cinese Meridionale, secondo presupposti storici e, in particolare, in base ad una mappa pubblicata il primo dicembre 1947 dall’allora Repubblica di Cina e rivista nel 1953, in cui con nove tratti si delimitava la sovranità cinese sulle acque, includendole quasi per intero. Oltre alla Cina, anche Taiwan rivendica pressoché in toto la sovranità sul Mar Cinese Meridionale che è conteso anche da Vietnam, Filippine, Malesia e Brunei, sebbene solo parzialmente. In tali acque passano ricche rotte commerciali e nel loro sottosuolo sono presenti ricche risorse energetiche.

In tale quadro, l’ultimo episodio in cui navi cinesi sono entrate in acque indonesiane risale allo scorso 12 settembre, quando due imbarcazioni della Guardia costiera cinese erano state individuate nella ZEE indonesiana dal 12 al 14 settembre ed erano state poi cacciate da navi della BAKMALA. L’incidente era avvenuto al largo delle isole Natuna, dove, di frequente, si verificano episodi simili in cui la Guardia costiera o pescherecci cinesi sconfinano in acque indonesiane, ritenendo che si tratti di una zona di pertinenza cinese.

Il 7 gennaio 2020, un momento di tensione tra Cina e Indonesia si era verificato quando l’Aviazione indonesiana aveva schierato aerei da combattimento e navi della Marina proprio nei pressi di tale arcipelago, dopo che un peschereccio e altre navi della Guardia costiera cinese erano entrate nella ZEE indonesiana. Prima di impiegare mezzi militari, Jakarta il 30 dicembre 2019, aveva anche rivolto una protesta diplomatica contro Pechino che però aveva ancora una volta dichiarato che la zona rientrasse in un’area di sua pertinenza. Il successivo 8 gennaio 2020, le navi cinesi avevano però lasciato tali acque ed entrambe le parti avevano confermato la continuazione dei rapporti d’amicizia sino-indonesiani.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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