Covid: Uruguay chiude le frontiere fino al 31 gennaio

Pubblicato il 11 gennaio 2021 alle 5:57 in America Latina Uruguay

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L’Uruguay manterrà i suoi confini chiusi per altri 20 giorni, fino al 31 gennaio, per cercare di fermare l’aumento dei casi di covid-19, cresciuto in modo esponenziale nelle ultime settimane, ha riferito mercoledì il presidente del paese sudamericano, Luis Lacalle Pou.

“Purtroppo, e con nostro grande rammarico, continueremo con le frontiere chiuse per altri 20 giorni”, ha dichiarato il presidente, riferendosi al provvedimento preso il 16 dicembre, che includeva uruguaiani e residenti nel paese nella chiusura delle frontiere già esistente.

Lacalle Pou è apparso in una conferenza stampa presso la Torre Esecutiva di Montevideo insieme ai Ministri della Salute Pubblica, Daniel Salinas, e del Turismo, Germán Cardoso, dopo il Consiglio dei Ministri che ha analizzato le misure prese a fine anno.

Il presidente ha annunciato la proroga di due ore nei bar e ristoranti, che fino al 10 gennaio era mezzanotte, e la ha giustificata spiegando che “quasi tutti i contagi sono intrafamiliari” e che bisogna dare “qualche stimolo” ad un settore che è stato molto colpito economicamente.

“Ciò che verrà richiesto è che ogni dipartimento (provincia) decida se è pertinente o meno estendere tale orario”, ha chiarito.

È stata inoltre segnalata la riapertura di spettacoli pubblici “con capienza minima”, anche sportivi, anche se senza pubblico, anch’essi vietati fino al 10 gennaio.

Lacalle Pou ha utilizzato le previsioni matematiche degli esperti che consigliano il governo sulla crisi sanitaria per indicare che, nonostante l’aumento dei casi nelle ultime settimane, l’Uruguay è ancora lontano dai 1.500 positivi e 150 ricoveri in terapia intensiva al giorno che significherebbero crisi di sistema.

“Non possiamo parlare di fallimento, ma nemmeno di successo. Se c’è una persona morta, persone che hanno perso il lavoro, non si può parlare di successo. Ma notoriamente non è un fallimento”, ha detto il Presidente.

Riguardo al silenzio del governo su quale laboratorio intende acquistare i vaccini e quando sarà annunciato, il capo dello stato ha detto che non influenzerà i negoziati, poiché ci sono capi di stato da tutto il mondo che premono per più dosi e l’Uruguay deve “intrufolarsi”.

“C’è una forte concorrenza. Cosa sta cercando di fare l’Uruguay? Intrufolarsi tra i grandi, e il modo migliore per intrufolarsi e avere il vaccino il prima possibile è fare trattative che non alterino questi processi”, ha sottolineato.

L’Uruguay ha raggiunto quasi 1.000 casi giornalieri di covid-19 questo mercoledì per la prima volta da quando l’emergenza sanitaria è stata dichiarata nel paese sudamericano e ha raggiunto una positività del 14,47%.

Secondo il rapporto quotidiano del Sistema Nazionale di Emergenza (Sinae), sono state registrate 946 nuove infezioni in 6.543 analisi, il dato più alto sia nei casi giornalieri che come percentuale di positivi nei test, e quattro persone sono morte, quindi è salito a 221 il numero di morti.

Tra le misure attive, viene mantenuta la disciplina per legge del diritto di riunione – in vigore da due mesi – negli agglomerati con pericolo sanitario, nonché la raccomandazione del telelavoro.

Lunedì il presidente dell’Ordine dei Medici dell’Uruguay, Blauco Rodríguez, ha avvertito che le unità di terapia intensiva nel Paese “si satureranno” se il numero di casi di coronavirus continuerà ad aumentare e ha raccomandato di tenere chiuse le frontiere.

“Se il numero di casi continua ad aumentare, i CTI (Centri di trattamento intensivo) si satureranno, questo è quello che è successo nel mondo, nelle potenze mondiali con sistemi sanitari forti e robusti”, ha detto Rodríguez. “Se ciò accadesse, le conseguenze non solo sulla salute ma in tutti i settori saranno molto più gravi”, ha aggiunto il medico.

Rodríguez ha detto che la gestione della gestione della pandemia da parte del governo del presidente Luis Lacalle Pou è stata “estremamente riuscita” perché “ha preso buone misure” e lo ha fatto “in tempo”.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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