Albania: salvati 50 rifugiati siriani diretti in Italia

Pubblicato il 10 gennaio 2021 alle 11:00 in Albania Immigrazione

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Navi della polizia e dell’Esercito dell’Albania hanno riferito, il 9 gennaio, di aver tratto in salvo 55 rifugiati siriani rimasti intrappolati in acque albanesi mentre cercavano di raggiungere l’Italia a bordo di un’imbarcazione a causa del maltempo. Al momento, non risultano dispersi e il gruppo è stato riportato sulla terra ferma albanese, 16 persone, compresi 3 bambini, sarebbero però finite in ospedale.

La polizia albanese ha rilasciato una dichiarazione in cui ha reso noto che le proprie forze, insieme alla Guardia di finanza italiana, nella sera dell’8 gennaio, hanno individuato un gommone con a bordo i 55 rifugiati nel delta del fiume Voiussa, collocato circa 100 km a Sud della capitale Tirana. L’imbarcazione era rimasta ferma in tali acque per circa tre ore a causa di onde molto alte nel Mar Adriatico e il gruppo, composto anche da donne e bambini, è stato individuato dopo che uno di loro ha chiamato la polizia per chiedere aiuto, visti sia il maltempo che li aveva bloccati, sia un guasto al motore dell’imbarcazione. La polizia albanese ha poi dichiarato che le operazioni di salvataggio sono avvenute in condizioni estreme a causa di  una tempesta e onde alte in mare. Al momento, 16 tra i rifugiati siriani si trovano in ospedale mentre gli altri saranno portati in un centro per migranti.

La polizia albanese non ha individuato i trafficanti che avevano organizzato il viaggio ma ha reso noto che, secondo quanto dichiarato dai rifugiati stessi, il viaggio dall’Albania all’Italia sarebbe costato circa 2.000 euro a ciascuna persona a bordo. La rotta scelta dai rifugiati l’8 gennaio, vent’anni fa, era utilizzata pressoché regolarmente dai trafficanti locali che organizzavano il trasporto di migranti dall’Albania all’Italia.

L’Albania è un Paese membro della NATO dal 2009 e sta cercando di avviare negoziati per entrare nell’Unione Europea (UE). Al momento, Tirana sta collaborando con l’agenzia per le frontiere europea Frontex per controllare i propri confini meridionali con la Grecia, punto d’arrivo di gran parte dei  flussi migratori. Sebbene il Paese non sia una delle maggiori rotte di transito delle migrazioni verso l’Europa, gruppi sempre più frequenti di persone provenienti da Asia, Africa e Medioriente hanno cercato di sfruttarla per raggiungere l’Europa occidentale. Nonostante la pandemia di coronavirus, il numero di persone intercettate mentre attraversavano l’Albania nel 2020 sarebbe triplicato, secondo quanto riferito dalle autorità albanesi.

Per quanto riguarda il continente europeo in generale, invece, in base ai dati rilasciati dalla UN Refugee Agency (UNHCR), nel 2020, sarebbero arrivati un totale di 94.000 migranti, di cui 5.626 nel solo mese di dicembre. Tra i Paesi europei, la Spagna è stata la Nazione che ha accolto il maggior numero di persone, registrando 41.000 arrivi, seguita poi dall’Italia con oltre di 31.100 persone, dalla Grecia con 15.500, da Malta con 3.000 e da Cipro con quasi 1.000 arrivi. Sempre nel 2020, invece, il numero di persone morte in mare ammonterebbe a 1.152, secondo i dati dell’Organizzazione Internazionale per la Migrazione (IOM), che hanno altresì rivelato come il maggior tasso di mortalità sia stato registrato nel Mediterraneo centrale.

I dati registrati nel 2020 hanno evidenziato una diminuzione sia negli arrivi, sia nei decessi, rispetto al 2019, anno in cui il totale di migranti giunti in Europa ammontava a 126.663 persone e il numero di decessi nel Mediterraneo a 1.885. Secondo dati preliminari di Frontex, nel 2020  vi sarebbe stato un calo del 23% degli attraversamenti illegali delle frontiere dell’UE, determinato soprattutto dall’impatto del coronavirus e dalle conseguenti misure restrittive adottate dai governi europei.

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Camilla Canestri

di Redazione

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