Afghanistan: 3 morti a Kabul, un raid aereo potrebbe aver ucciso civili

Pubblicato il 10 gennaio 2021 alle 18:30 in Afghanistan Asia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

L’esplosione di un ordigno improvvisato posto a lato di una strada della capitale afghana Kabul ha ucciso 3 persone, compreso un funzionario del governo afghano, che viaggiavano a bordo di un’automobile, il 10 gennaio. Nella stessa giornata, il governo di Kabul ha poi lanciato un’indagine su un raid aereo condotto dalle proprie forze aeree nella provincia di Nimroz che avrebbe causato la morte di 14 civili, le cui salme sono state portate dalle famiglie nella capitale provinciale, Zaranj, in segno di protesta per provare che non si trattasse di talebani.

Tra le vittime dell’attentato di Kabul vi è stato Zia Wadan, un ex-giornalista e poi portavoce della National Public Protection Force (NPPF), un organo governativo di sicurezza legato al Ministero dell’Interno e che fornisce guardie alle organizzazioni internazionali in Afghanistan. Al momento, l’attacco non è stato ancora rivendicato da alcun gruppo e, secondo quanto riferito dal portavoce del Ministero dell’Interno del governo di Kabul, Tariq Arian, oltre alla morte di Wadan e di due suoi colleghi, una quarta persona sarebbe stata ferita.

L’omicidio di Wadan, il quale ha lavorato per più media afghani, è stato l’ultimo di una serie di attacchi mirati condotti in Afghanistan, in particolare nella capitale, contro figure di spicco della società afghana come politici, giornalisti e attivisti per i diritti umani.  Nel caso specifico degli operatori dei media, l’associazione Giornalisti Senza Frontiere ha decritto l’Afghanistan come uno tra i Paesi più mortali al mondo per la propria categoria. L’ultimo episodio di tale genere risale allo scorso primo gennaio, quando un giornalista radiofonico e attivista per i diritti umani afghano, Besmullah Adel Aimaq, è stato ucciso in un attentato, ancora non rivendicato, nella provincia occidentale di Ghor. In tal caso, si era trattato di un’imboscata tesa sempre al veicolo sul quale viaggiava la vittima ma condotta con armi da fuoco.

Per quanto riguarda, invece, la vicenda avvenuta nella provincia di Nimroz, funzionari del governo afghano hanno confermato che, nella notte tra il 9 e il 10 gennaio, l’Aviazione ha condotto un attacco notturno nel distretto di Khashrod. Tuttavia, secondo le prime informazioni del governo, i morti causati dall’operazione sarebbero stati militanti talebani impegnati in combattimenti contro le forze afghane. Il Ministro della Difesa di Kabul ha poi confermato tali informazioni aggiungendo che le forze governative hanno inflitto gravi perdite all’organizzazione nemica e che sono in corso indagini sulla “presunta uccisione di civili”.

Secondo quanto riferito da fonti interne al governo di Kabul rimaste anonime a Reuters, tra gli obiettivi dell’operazione aerea vi sarebbe stata un’abitazione in cui erano presenti “sospetti talebani” e le 14 vittime causate apparterrebbero tutte alla stessa famiglia. Il portavoce dei talebani, Qari Muhammad Yousuf Ahmadi, ha poi negato che i morti appartenessero alla propria organizzazione. 

Parallelamente all’aumento delle violenze nel Paese, sono in corso negoziati di pace intra-afghani, iniziati a Doha, in Qatar, lo scorso 12 settembre, tra una delegazione del governo di Kabul e una dei talebani, per porre fine ai 19 anni di conflitto interno che hanno finora afflitto l’Afghanistan. Dopo un periodo d’impasse, nel quale non erano stati raggiunti progressi significativi, il 2 dicembre scorso, i rappresentanti delle due parti avevano ufficialmente raggiunto un accordo sulle regole procedurali per avviare i veri e propri negoziati di pace e avevano stabilito un periodo di pausa che sarebbe durato fino al 5 gennaio scorso, quando sono ripresi.

L’apertura di un dialogo intra-afghano era stata a sua volta resa possibile da un accordo di pace siglato tra gli Stati Uniti e i talebani lo scorso 29 febbraio, sempre a Doha, in base al quale, Washington si è impegnata a ridurre le proprie truppe in Afghanistan. Alla luce di ciò, lo scorso 17 novembre gli USA hanno annunciato la riduzione del numero dei propri soldati da 4.500 a 2.500 prima della fine del mandato del presidente uscente statunitense, Donald Trump, attesa per metà gennaio 2021. Il processo dovrebbe poi concludersi entro la fine del mese di maggio 2021.

Dalla firma degli accordi di pace con gli Stati Uniti, i talebani avrebbero ridotto drasticamente i grandi attacchi condotti contro le zone urbane del Paese ma, nelle aree rurali, gli scontri con le forze governative sarebbero aumentati e le parti si sono ripetutamente accusate di stare cercando di ampliare il territorio sotto il proprio controllo. Parallelamente, l’ISIS ha, invece, intensificato gli attacchi contro la capitale afghana Kabul.

Leggi Sicurezza Internazionale, il quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Camilla Canestri

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.