USA: Twitter espelle Trump

Pubblicato il 9 gennaio 2021 alle 11:03 in USA e Canada

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Twitter ha reso noto, l’8 gennaio, di aver escluso definitivamente il presidente uscente degli USA, Donald Trump, dai propri servizi “a causa del rischio di ulteriore incitamento alla violenza”. Parallelamente sono cresciute le richieste per le dimissioni di Trump e la presidente della Camera, Nancy Pelosi, ha affermato di aver istruito il Comitato delle Regole della Camera di procedere con la mozione di impeachment se il presidente non dovesse ritirarsi dal proprio incarico.

Twitter ha annunciato di aver bloccato, con effetto immediato, l’account personale di Trump, @realDonaldTrump, seguito da oltre 88 milioni di utenti. Secondo la piattaforma, due Tweet pubblicati dal presidente uscente lo stesso 8 gennaio avrebbero violato le regole “contro la glorificazione della violenza”. In particolare, Trump ha pubblicato un primo post nel quale ha definito i propri sostenitori “patrioti” e un secondo nel quale ha annunciato che, il 20 gennaio prossimo, non presenzierà all’inaugurazione del mandato presidenziale del suo rivale alle ultime elezioni, Joe Biden. Oltre a questo, sarebbe stato registrato un numero crescente di post rispetto all’organizzazione di ulteriori proteste armate, compreso un secondo attacco contro il Campidoglio il prossimo 17 gennaio.

Per Twitter, vi era una grande possibilità che le dichiarazioni fatte da Trump sulla piattaforma potessero “incoraggiare e ispirare” le persone a ripetere “i crimini” avvenuti al Campidoglio degli Stati Uniti il 6 gennaio scorso. Parallelamente all’account di Trump, Twitter ha altresì chiuso i profili di sostenitori del presidente, quali l’avvocato Sidney Powell e l’ex-consigliere di Trump per la sicurezza nazionale Michael T. Flynn, che avrebbero usato la piattaforma per divulgare teorie della cospirazione.

In risposta alla mossa di Twitter, Trump ha quindi utilizzato l’account ufficiale del presidente degli USA, @POTUS, e altri profili per scagliarsi contro la piattaforma che ha, però, rimosso prontamente anche tali contenuti, in ottemperanza al divieto posto ai suoi utenti di raggirare la sospensione del proprio account utilizzando profili secondari. In una dichiarazione rilasciata nella sera dell’8 gennaio, Trump ha affermato che Twitter sta cercando di imporgli il silenzio e ha accusato l’azienda di promuovere una piattaforma della “sinistra radicale”, dove ad alcune tra le peggiori persone al mondo sarebbe concesso di parlare liberamente. Alla luce di tutto ciò, Trump ha rivelato di essere in contatto con alti siti internet e ha promesso che presto ci saranno “grandi annunci”, aggiungendo che sta cercando di costruire una propria piattaforma. Il figlio di Trump, Donald Trump Jr., ha criticato Twitter dichiarando :” Stiamo vivendo nel 1984 di Orwell. La libertà di parola non esiste più in America”.

Il presidente uscente degli USA ha utilizzato sistematicamente Twitter per comunicare, con decine di post al giorno nei quali esprimeva la propria posizione, si rivolgeva ai suoi sostenitori e attaccava i propri opponenti, tant’è vero che nel 2017 aveva dichiarato: “Senza i Tweet non sarei qui”. In seguito alle vicende del 6 gennaio, però, Twitter aveva già sospeso l’account personale di Trump, poi ripristinato il giorno seguente, in quanto aveva pubblicato un video in cui si era rivolto ai suoi sostenitori che hanno preso d’assalto il Campidoglio, affermando “vi vogliamo bene” e “siete molto speciali”. Parallelamente, anche Facebook, il 7 gennaio, ha deciso di sospendere Trump fino alla fine del proprio mandato, mentre piattaforme quali Snapchat, YouTube, Twitch e Reddit hanno limitato l’accesso del presidente uscente ai propri servizi.

Secondo il Washington Post, le azioni di Twitter, Facebook e delle altre piattaforme avrebbero dimostrato il potere delle compagnie che gestiscono i social media e la loro possibilità di agire unilateralmente laddove lo ritengano opportuno. Per anni, queste si sono proposte come “difensori della libertà di parola”, sostenendo che i post dei leader mondiali, quali Trump, dovessero essere ammessi in quanto notizie e rifiutandosi quindi di intervenire anche in caso di rilascio di informazioni non attendibili o falsità. A questo punto, sempre secondo Washington Post, dopo aver rimosso i contenuti di Trump, sarebbe lecito chiedersi se Twitter si sia addentrata in un percorso che costringerà la piattaforma a chiudere, in futuro, anche altri account di politici e leader mondiali che hanno spesso pubblicato contenuti “provocatori”.

Nella sera del 6 dicembre, in seguito ad un raduno dei sostenitori di Trump di fronte al Campidoglio, durante il quale lo stesso presidente uscente ha tenuto un discorso rifiutandosi di ammettere la sconfitta elettorale e definendo le elezioni “rubate” e “manipolate”, i partecipanti all’evento hanno fatto irruzione nei palazzi del governo di Washington, mentre il Congresso stava certificando l’elezione a presidente degli USA di Joe Biden. I manifestanti hanno quindi interrotto i lavori dell’istituzione, costringendone i membri all’evacuazione. Il 7 gennaio, poi, i lavori del Congresso sono ripresi e l’elezione di Biden è stata certificata ufficialmente. A conclusione dei disordini al Campidoglio, sono state in totale 5 le persone che hanno perso la vita, compreso un poliziotto.

Alla luce di tali vicende, i Democratici stanno facendo pressioni per l’impeachment, affermando che un voto a riguardo potrebbe arrivare già dalla prossima settimana, nella speranza di aumentare la pressione sul vice presidente, Mike Pence, e sul governo ad invocare il 25esimo emendamento, che prevede la rimozione del presidente nel caso in cui quest’ultimo fosse incapace di adempiere ai suoi compiti ufficiali. Il portavoce della Casa Bianca, Judd Deere, ha risposto alle dichiarazioni dei Democratici affermando che una procedura di impeachment a 12 giorni dalla fine del mandato non farebbe altro che dividere ulteriormente il Paese. Tuttavia, anche alcuni senatori repubblicani hanno chiesto le dimissioni di Trump e molti membri dell’esecutivo si sono dimessi.

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Camilla Canestri

di Redazione

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