La Cina adotta misure di contrasto alle sanzioni statunitensi

Pubblicato il 9 gennaio 2021 alle 12:38 in Cina USA e Canada

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Il Ministero del Commercio della Cina ha rilasciato nuove misure per impedire alle aziende di attenersi a leggi straniere che vietano transazioni con compagnie o individui cinesi che entreranno in vigore con effetto immediato, il 9 gennaio. Per la Cina, tali misure servirebbero a difendere l’interesse nazionale, evitare o mitigare danni ad aziende cinesi e mantenere l’ordine economico-commerciale globale.

Secondo quanto da esse previsto, le nuove misure impongono ad istituzioni o individui cinesi di informare entro 30 giorni il Ministero del Commercio di Pechino nel caso in cui le loro attività dovessero essere colpite da leggi di conformità straniere. A quel punto le autorità cinesi valuteranno se la stessa conformità richiesta violi la legge internazionale e le norme fondamentali delle relazioni internazionali, così come il possibile impatto sulla sovranità nazionale, la sicurezza e lo sviluppo degli interessi della Cina. Nel caso in cui dovesse emergere una tra le violazioni elencate, il Ministero del Commercio inoltrerà un’ingiunzione contro il riconoscimento, l’applicazione e il rispetto delle leggi e misure straniere. Oltre a questo, nel caso in cui alcune aziende dovessero attenersi alle sanzioni potrebbero essere citate per risarcimento in Cina.

Le cosiddette “regole per contrattaccare l’applicazione ingiustificata ed extra-territoriale di leggi straniere e altre misure” si applicano a circostanze in cui ad individui, aziende e istituzioni cinesi è “impropriamente” proibita o limitata la possibilità di condurre attività economiche e commerciali con altre parti in Paesi terzi. Per Pechino, le misure forniranno una base legale per consentire di rifiutare il riconoscimento, l’implementazione e il rispetto di tali leggi e misure straniere.

Secondo analisti citati da South China Morning Post, le nuove misure del Ministero del Commercio cinese metterebbero in difficoltà soprattutto le aziende multinazionali che si troverebbero a dover rispettare regolamenti contrastanti e potrebbero quindi essere indotte a dover scegliere tra le parti. Oltre ad aziende cinesi, le nuove regole di Pechino potrebbero coinvolgere anche quelle statunitensi

L’ultima decisione del Ministero del Commercio della Cina è volta a limitare l’impatto delle sanzioni commerciali imposte dagli USA che, nell’ultimo anno in particolare, hanno colpito vari soggetti cinesi in più ambiti. Una delle motivazioni per le quali Washington ha adottato sanzioni contro la Cina è la questione di Hong Kong, tant’è vero che tra i destinatari delle misure statunitensi vi è stata la stessa governatrice dell’isola, Carrie Lam, e altri politici cinesi, ritenuti colpevoli di aver limitato l’autonomia e le libertà di Hong Kong con la legge sulla sicurezza nazionale del 30 giugno scorso. In seguito all’arresto di 53 persone sull’isola, lo scorso 6 gennaio, Washington si è detta poi pronta ad incrementare le misure economiche di ritorsione.

Tra le mosse in arrivo di Washington contro la Cina, vi sarebbe l’esclusione dal mercato azionario di New York delle quote commerciate negli USA di tre aziende cinesi, ovvero la China Telecom, la China Mobile e la China Unicom, in quanto sospettate di avere legami diretti con l’Esercito cinese. In particolare, lo scorso 18 dicembre, quando il presidente statunitense ha firmato il cosiddetto “Holding Foreign Companies Accountable Act”, in base al quale, le aziende che non si atterranno alle norme di sorveglianza e audit degli USA saranno rimosse dal mercato azionario statunitense entro tre anni. II successivo 22 dicembre, il Dipartimento del Commercio statunitense aveva inserito 58 entità cinesi nella lista di utenti con finalità militari, i cosiddetti “military end user” (MEU), insieme a 45 aziende russe.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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