Azerbaigian, Aliyev: “Basta visite ufficiali dell’Armenia in Karabakh”

Pubblicato il 9 gennaio 2021 alle 6:31 in Armenia Azerbaigian

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Il conflitto congelato tra Azerbaigian e Armenia per la regione contesa del Nagorno-Karabakh è esploso in una guerra aperta tra settembre e novembre 2020. L’Azerbaigian ha ripreso il controllo dei territori persi nella guerra del 1992-1994. I combattimenti sono terminati con la firma di un cessate il fuoco mediato dalla Russia.

Il presidente Ilham Aliyev ha espresso irritazione per le visite dei funzionari armeni in Nagorno-Karabakh, avvertendo Yerevan che rischia una risposta militare se le visite continueranno.

“Sono stato informato che il ministro degli Esteri armeno si è recato in visita a Khankendi (Stepanakert). Che sta facendo lì? L’Armenia non dovrebbe dimenticare la guerra. Ricordate che il pugno di ferro rimane al suo posto. Queste visite devono finire. Avvisiamo Yerevan che se le provocazioni continueranno, l’Armenia se ne pentirà amaramente”, ha dichiarato Aliyev, parlando in una riunione focalizzata sui principali eventi del 2020.

Secondo il presidente azero, tutte le future visite in Nagorno-Karabakh di qualsiasi cittadino straniero dovranno essere approvate da Baku.

“Il mondo intero riconosce questo territorio come parte integrante dell’Azerbaigian. Nessun cittadino straniero può entrare in questa zona senza il nostro consenso. Nessuna organizzazione internazionale può viaggiare lì ad eccezione della Croce Rossa. Sono stati avvertiti in anticipo attraverso il Ministero degli esteri. Se continuano a ignorarci, la prossima volta l’avvertimento arriverà in un altro modo”, ha concluso Aliyev, lasciando poco spazio all’immaginazione.

Dopo sei settimane di guerra, lo scorso 9 novembre Russia, Azerbaigian e Armenia hanno siglato un accordo per cui entro il 1° dicembre l’Armenia si impegna a restituire all’Azerbaigian i sette distretti limitrofi al Nagorno-Karabakh conquistati nella guerra del 1991-94. I due eserciti rimarranno nelle posizioni attualmente occupate e lungo la linea del cessate il fuoco sarà attiva una forza di pace della Federazione russa, che controllerà il Karabakh per i prossimi 5 anni, rinnovabili. L’Armenia si impegna a garantire i trasporti tra il Nakichevan e le regioni orientali dell’Azerbaigian, mentre l’Azerbaigian si impegna a garantire le comunicazioni lungo il corridoio di Lachin che collega il Karabakh all’Armenia. Entrambi i corridoi saranno pattugliati da guardie dell’FSB della Federazione russa.

L’annuncio della fine della guerra ha scatenato le proteste a Erevan, i cui partecipanti hanno chiesto le dimissioni del primo ministro Nikol Pashinyan. Lo stesso Pashinyan ha spiegato la firma dell’accordo di pace con la richiesta dei militari. A sua volta, il presidente Sargsyan ha affermato di aver appreso dell’accordo dalla stampa, poiché nessuno si era consultato con lui sull’argomento, chiedendo anch’egli le dimissioni del governo del primo ministro Nikol Pashinyan e lo svolgimento di elezioni parlamentari anticipate.

Il conflitto tra i due Paesi tuttavia non è qualcosa di nuovo. L’Armenia e l’Azerbaigian si contendono infatti il Nagorno-Karabakh dal febbraio 1988, quando la regione, a maggioranza armena, ha annunciato la sua secessione dalla Repubblica socialista sovietica dell’Azerbaigian. Durante il conflitto armato del 1991-94, l’Azerbaigian ha perso il controllo del Nagorno-Karabakh e di sette regioni adiacenti. Dal 1992 sono in corso negoziati per una soluzione pacifica del conflitto nel quadro del Gruppo OSCE di Minsk, guidato da tre copresidenti, Russia, Stati Uniti e Francia. Le tensioni tra i due paesi si sono intensificate nuovamente la mattina di domenica 27 settembre quando l’esercito azero ha lanciato un massiccio attacco di artiglieria in Nagorno-Karabakh lungo la linea del cessate il fuoco del 1994, colpendo insediamenti civili, compresa la capitale Stepanakert.

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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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