Regno Unito, coronavirus: a Londra dichiarato il “major incident”

Pubblicato il 8 gennaio 2021 alle 20:03 in Europa UK

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Il sindaco di Londra, Sadiq Khan, ha dichiarato uno stato particolare di emergenza, il cosiddetto “major incident”, a causa della gravità della situazione coronavirus nella capitale. Gli ospedali stanno lottando per far fronte al crescente numero di pazienti e l’aumento dei contagi è stato aggravato dalla cosiddetta “variante inglese” del virus. Le persone risultate positive al Covid-19 a Londra superano le 1.000 ogni 100.000 abitanti (circa 1 londinese su 30).  

Khan ha dichiarato lo stato di “major incident”, nel suo doppio ruolo di sindaco e presidente del London Resilience Forum, dopo aver discusso con il sistema sanitario nazionale (NHS), le autorità locali e i servizi di emergenza nella capitale. Questo strumento viene utilizzato solo nelle situazioni particolarmente urgenti o complesse, come nel caso degli attentati terroristici. In precedenza, il “major incident” a Londra è stato dichiarato solo in occasione dell’incendio della Grenfell Tower, nel giugno 2017, e degli attacchi terroristici al Westminster Bridge e al London Bridge. Questo tipo di allerta prevede un coordinamento speciale tra i vari sistemi di emergenza cittadini.

La dichiarazione non conferisce formalmente nuovi poteri alle autorità di Londra, ma dà loro la possibilità di chiedere un maggiore aiuto al governo centrale. È poi considerato un importante passo simbolico, che dà l’idea ai londinesi della gravità della situazione e l’importanza del rispetto delle regole di allontanamento sociale.

La definizione formale di “major incident” contempla tutto ciò che “può comportare gravi danni, problemi, interruzioni o rischi per la vita umana o il benessere, i servizi essenziali, l’ambiente o la sicurezza nazionale”. Khan ha esortato i londinesi a rimanere a casa. In un comunicato, il sindaco ha dichiarato di aver annunciato il “major incident” perché la minaccia rappresentata dal virus per la città “è critica”. “Se non agiamo immediatamente, il nostro NHS potrebbe essere sopraffatto e più persone moriranno”, ha affermato il sindaco, aggiungendo: “I nostri eroici dottori, infermieri e personale del servizio sanitario nazionale stanno facendo un lavoro straordinario, ma con i casi in aumento così rapidamente, i nostri ospedali rischiano di essere sopraffatti. La dura realtà è che finiremo i letti per i pazienti nelle prossime due settimane, a meno che la diffusione del virus non rallenti drasticamente”.

Khan ha scritto al primo ministro, Boris Johnson, per richiedere misure extra, come la chiusura dei luoghi di culto e l’obbligo di mascherine nei luoghi affollati all’aperto, come le code al supermercato. Il sindaco ha chiesto anche un maggiore sostegno finanziario per le persone che non sono in grado di lavorare perché costrette all’isolamento e un supporto nel potenziare le vaccinazioni.

Anche il direttore della sanità pubblica di Londra, il professor Kevin Fenton, ha fatto appello affinché le persone mantengano le dovute distanze: “Questa è la più grande minaccia che la nostra città abbia dovuto affrontare in questa pandemia fino ad oggi”. “Per alleggerire il carico dei nostri ospedali, dobbiamo prima fermare la diffusione. Ciò significa che dobbiamo restare a casa. Tagliare i contatti, ridurre i movimenti, fare il meno possibile”, ha aggiunto.

Londra è stata finora la zona più colpita del Regno Unito nel picco invernale dei casi di Covid-19. Le statistiche ospedaliere mostrano che, tra il 30 dicembre e il 6 gennaio, il numero di pazienti ricoverati per coronavirus nella capitale è aumentato del 27%, con il numero di persone attaccate ai ventilatori in aumento del 42%. L’attuale numero di ricoverati per coronavirus in ospedale è di 7.034 persone, superiore del 35% rispetto al picco di aprile. Il servizio di ambulanza di Londra riceve fino a 8.000 chiamate di emergenza al giorno, rispetto alle 5.500 di una normale giornata intensa.

La Gran Bretagna è al quinto posto al mondo per vittime da coronavirus. Da circa tre giorni, il Paese ha registrato più di 1.000 morti giornaliere dovute all’infezione da Covid-19. Primo ad approvare i due vaccini prodotti da Pfizer/BioNTech e AstraZeneca, il Regno Unito ha autorizzato, venerdì 8 gennaio, anche quello di Moderna, con la speranza di iniziare a somministrarlo questa primavera. Il governo di Londra ha poi stabilito di acquistare altre 10 milioni di dosi. Tuttavia, il ministro dei trasporti, Grant Shapps, ha affermato che ci sono timori sul fatto che alcuni vaccini possano non funzionare correttamente contro una variante, altamente contagiosa, del virus emersa in Sudafrica. “Questa è una grande preoccupazione per gli scienziati”, ha detto Shapps venerdì.

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Chiara Gentili

di Redazione

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