Mali: opinioni contrastanti sul raid aereo nel villaggio di Bounti

Pubblicato il 8 gennaio 2021 alle 18:02 in Africa Mali

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Mentre la Commissione Nazionale dei Diritti dell’Uomo (CNDH) ha condannato il raid aereo del 3 gennaio effettuato su un villaggio nel Mali centrale, il ministero della Difesa e dei Veterani ha voluto ribadire l’importanza del lavoro compiuto dalle Forze Armate Maliane (FAM) e dai suoi alleati nella lotta contro il terrorismo nella regione.

Secondo l’Agence Malienne de Presse, la CNDH ha denunciato “con fermezza le violazioni e gli abusi dei diritti umani perpetrati” durante gli attacchi aerei sul villaggio di Bounti che hanno causato decine di vittime. In una dichiarazione, l’organizzazione per i diritti umani ha raccomandato l’avvio di indagini credibili, imparziali ed indipendenti con il fine di identificare i responsabili e i complici delle violazioni e degli abusi ai danni delle vittime del raid. Inoltre, la CNDH ha chiesto che i risultati delle indagini vengano resi pubblici, ribadendo il suo appello urgente al Governo di transizione affinché si assuma le sue responsabilità di proteggere la popolazione e i suoi beni su tutto il territorio nazionale.

Secondo quanto riferito dalla fonte locale, l’organizzazione ha incoraggiato le Forze Armate Maliane a combattere il terrorismo nel rigoroso rispetto del diritto umanitario internazionale e lo Stato a contrastare in maniera efficace l’impunità in tutte le sue forme. In conclusione, la Commissione ha espresso la sua seria preoccupazione per questo genere di abusi e violazioni dei diritti che si basano su strumenti giuridici nazionali e internazionali, tra cui la Costituzione del Mali, la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e la Carta Africana dei diritti dell’uomo e dei popoli, anche nota come Carta di Banjul.

Anche il Ministero della Difesa e dei Veterani ha pubblicato un comunicato ufficiale. Dal canto suo, il Governo ha voluto fare chiarezza su quanto è accaduto il 3 gennaio nel villaggio di Bounti, insistendo, in linea con le dichiarazioni dei portavoce dell’esercito francese, che le vittime dell’attacco non erano civili, come invece hanno riportato diverse fonti, tra cui l’associazione giovanile locale Tabital Pulaaku. Le FAM e l’esercito francese, entrambe forze che operano contro il terrorismo nella regione del Sahel, hanno affermato che il raid aereo ha neutralizzato decine di terroristi jihadisti, i quali sono stati identificati precedentemente attraverso una missione di intelligence.

Il comunicato ufficiale del Ministero della Difesa ha denunciato la rapida diffusione di informazioni sui social network a seguito dell’attacco aereo, considerandole non veritiere. Secondo la dichiarazione, le notizie false, diventate virali, sono uno strumento di propaganda e hanno l’obiettivo di minare il lavoro effettuato dalle FAM e dei suoi alleati per ripristinare integrità e sicurezza nel Paese. Il Ministero della Difesa e dei Veterani ha riaffermato la volontà di impegnarsi a rispettare diritto umanitario internazionale, sottolineando che in nessun caso, durante le operazioni, metterà in pericolo i civili nell’intento di contrastare i gruppi armati.

Il Nord del Mali, confinante con l’Algeria, il Niger e la Mauritania e parte della regione del Sahel, è caratterizzato da una forte e perpetua insicurezza, che spesso si manifestata tramite diverse attività criminali, quali rapine a mano armata, rapimenti e scontri tra gruppi etnici e religiosi. Tutto ciò avviene in un contesto di povertà assoluta, di continui conflitti a bassa intensità in un territorio estremamente vasto e mal gestito dal Governo centrale.

Negli ultimi anni sono emerse nuove minacce alla sicurezza del Paese, come il traffico di droga e la penetrazione nel territorio di gruppi terroristici, in particolare di al-Qaeda nel Maghreb islamico (AQIM). Tutto questo ha reso il Mali un’altra frontiera nella lotta globale contro il terrorismo e un destinatario di assistenza esterna per combattere i gruppi armati. Nonostante la presenza dell’AQIM in Mali abbia creato notevoli preoccupazioni per la sicurezza locale, le forme di insicurezza già citate e caratteristiche delle comunità rimangono tra le minacce principali per la popolazione. La combinazione di questi due fenomeni ha alimentato una crescente domanda e proliferazione di armi leggere sull’intero territorio nazionale.

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Julie Dickman

di Redazione

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