Laboratorio brasiliano riceve via libera per produrre vaccino Sputnik V

Pubblicato il 8 gennaio 2021 alle 6:22 in Brasile Russia

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Il laboratorio brasiliano União Química ha dichiarato di aver ricevuto una banca di cellule per produrre il vaccino russo Sputnik V contro il COVID-19 nel paese sudamericano.

“Bthek, la banca cellulare e terreno di coltura per la produzione del vaccino russo Sputnik V in Brasile, è appena arrivata a Brasilia presso l’unità di biotecnologia di União Química. Passaggio fondamentale nel processo di produzione, queste forniture fanno parte dell’accordo di trasferimento tecnologico tra il Fondo russo per gli investimenti diretti (RDIF) e União Química per la produzione in loco del vaccino contro il COVID-19 sviluppato dall’Istituto Gamaleya”, ha affermato la società di biotecnologie brasiliana in un comunicato.

L’azienda farmaceutica brasiliana aveva richiesto a fine dicembre l’autorizzazione dell’Azienda Sanitaria Locale Anvisa (Agência Nacional de Vigilância Sanitária) per effettuare sperimentazioni cliniche con volontari nel Paese.

La produzione locale del vaccino russo, il primo al mondo ad essere registrato, inizierà questo mese nelle unità del laboratorio di Brasilia (DF) e Guarulhos (San Paolo).

Fino al 6 gennaio, il Brasile ha registrato 7.873.830 infezioni dall’inizio della pandemia e 198.974 decessi a causa del coronavirus.

Il Brasile non ha ancora una data prevista per l’inizio della campagna di immunizzazione, anche se secondo il Ministero della Salute potrebbe partire già da questo mese se l’Agenzia nazionale di sorveglianza sanitaria (Anvisa) approverà uno dei vaccini disponibili già utilizzati con successo in altri paesi.

L’11 agosto la Federazione Russa ha registrato lo Sputnik V che è divenuto, di fatto, il primo vaccino contro il COVID-19 al mondo. Il preparato, che si trova attualmente nella terza fase della sperimentazione clinica che dovrebbe concludersi a maggio, è stato sviluppato dal Centro Gamaleya in collaborazione con il Fondo russo per gli investimenti diretti.

E’ costituito da due componenti: il primo è basato sull’adenovirus umano di tipo 26, il secondo sull’adenovirus umano ricombinante di tipo 5. Il farmaco viene somministrato due volte a un intervallo di 21 giorni. Complessivamente 40mila volontari hanno preso parte allo studio, di cui 10mila hanno ricevuto un placebo, necessario per testare l’efficacia del vaccino.

Secondo lo sviluppatore del vaccino, lo Sputnik V è in grado di rafforzare l’immunità per più di due anni e ha dimostrato di essere più del 90% efficace nel prevenire il COVID-19.

 

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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