Colombia: assedio diplomatico a Maduro continuerà

Pubblicato il 8 gennaio 2021 alle 7:51 in Colombia Venezuela

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L’assedio diplomatico contro il Venezuela “resta in pieno vigore” e l’insediamento del nuovo parlamento in quel Paese, con ampio controllo da parte del Partito socialista unito del Venezuela al governo, è servito solo a rafforzare l’azione internazionale contro l’amministrazione di Nicolás Maduro. È quanto ha assicurato il ministro degli Esteri dalla Colombia, Claudia Blum.

“L’assedio diplomatico internazionale resta in vigore per ottenere il ritorno della democrazia in Venezuela e la fine del regime illegittimo, arbitrario e criminale di Maduro”, ha affermato Blum in un video pubblicato dall’ufficio stampa del suo ministero.

Il capo della diplomazia colombiana ha assicurato che “la pressione diplomatica internazionale è irreversibile e la pretesa di Maduro di controllare il potere legislativo ha ulteriormente rafforzato la voce e l’azione della comunità internazionale contro la dittatura”.

Le dichiarazioni arrivano il giorno dopo che il governo della Colombia ha condannato l’insediamento del nuovo parlamento venezuelano, affermando che i suoi membri sono stati eletti in modo fraudolento, per cui ha ribadito il suo sostegno all’Assemblea nazionale eletta nel dicembre 2015 e presieduta da Juan Guaidó.

Il 5 gennaio, 256 esponenti del Partito socialista unito del Venezuela (PSUV) e delle formazioni sue alleate hanno giurato come deputati durante l’insediamento dell’Assemblea nazionale unicamerale, che dal 2015 era nelle mani dell’opposizione. In totale il Parlamento venezuelano conta su 277 deputati.

Il partito al governo ha ripreso il controllo del parlamento alle elezioni del 6 dicembre scorso, classificate come fraudolente dall’opposizione guidata da Juan Guaidó, che nel gennaio 2019 si è proclamato presidente ad interim del Venezuela con il riconoscimento di 50 paesi, tra cui Colombia e Stati Uniti, che considerano Maduro un “dittatore” e non riconoscono la sua rielezione alle elezioni del 20 maggio 2018.

Il ministro Blum ha assicurato che i paesi democratici coincidono nel denunciare la mancanza di legittimità e legalità di un’Assemblea insediata sulla base di “risultati fraudolenti”, e ha ricordato che “con tredici paesi del gruppo di Lima”, la Colombia ha concordato “in un riconoscimento alla Commissione Delegata presieduta da Juan Guaidó istituita dalla Legittima Assemblea eletta nel 2015 “, alla quale manterranno il loro appoggio” per il ritorno della democrazia “in Venezuela.

L’esponente del governo di Iván Duque ha spiegato che l’assedio diplomatico è ciò che ha permesso al mondo di denunciare quelli che lei ha definito “abusi della dittatura”, e che ha portato le organizzazioni internazionali a concentrare il loro sguardo su presunte violazioni dei diritti umani e su presunti crimini contro l’umanità di cui sono accusati importanti esponenti dell’amministrazione Maduro e lo stesso capo dello stato venezuelano.

Infine, Blu, ha sottolineato che la Colombia continuerà a “rafforzare la pressione internazionale” per ottenere un cambio di governo in Venezuela.

Bogotà è direttamente coinvolta nella crisi politica, economica e sociale in corso nel Paese vicino. Dall’inizio della crisi, nel 2014, la Colombia dà asilo a 1,7 milioni di immigrati venezuelani. Maduro accusa il governo colombiano di avere cercato di rovesciarlo e assassinarlo in diverse occasioni.

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Italo Cosentino, interprete di russo e spagnolo

di Redazione

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