Brexit: Regno Unito allenta sanzioni contro Crimea

Pubblicato il 8 gennaio 2021 alle 8:00 in Russia UK

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Il Regno Unito, per via del fatto che ha lasciato l’Unione Europea lo scorso 1° gennaio, ha allentato le sanzioni contro la Crimea. Lo afferma una licenza pubblicata mercoledì sul sito web del governo britannico.

Come spiegato nel documento ufficiale di Downing Street, ora i porti commerciali britannici hanno il permesso di trasferire i pagamenti alla Impresa Monopolista di Stato “Porti Marittimi della Crimea” per i servizi portualiSi tratta dei servizi forniti dai porti di Kerch, Yalta e Yevpatoria, nonché dall’Agenzia Idrografica Russa e dalle filiali portuali dei porti marittimi della Crimea. Allo stesso tempo, i capitani delle navi britanniche devono notificare al regolatore britannico che controlla il rispetto del regime di sanzioni prima del pagamento.

Si presume che le navi straniere possano fare scalo nei porti della Crimea in caso di emergenza, quindi dovrebbero essere in grado di pagare per tali servizi. Questi sono casi eccezionali, sottolinea il documento. 

La licenza è entrata in vigore il 1° gennaio 2021. Le autorità portuali e le navi battenti bandiera dei Paesi membri dell’Unione Europea non hanno tale licenza per via delle sanzioni varate contro la Russia nel marzo 2014.

Le relazioni tra Russia e Unione Europea si sono deteriorate nel marzo del 2014 a seguito di un referendum in cui il 96,77% degli elettori della Repubblica di Crimea e il 95,6% degli abitanti di Sebastopoli votò per l’annessione alla Russia. Il referendum si è tenuto un mese dopo le proteste di filooccidentali di Euromajdan, che portarono al rovesciamento del presidente ucraino Janukovich, proteste che Mosca considera un colpo di stato e che hanno innescato la separazione della Crimea da Kiev e un conflitto armato interno nel sud-est del Paese. Mosca ha ripetutamente affermato che gli abitanti della penisola hanno votato nel pieno rispetto del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite e hanno fatto “una scelta consapevole a favore della Russia”.

Alla fine di ottobre 2018, nel corso delle celebrazioni dedicate al 25° anniversario del sistema elettorale russo, il presidente Vladimir Putin ha dichiarato che non dimenticherà mai il giorno del referendum della riunificazione della Crimea con la Russia. La penisola, infatti, apparteneva alla Russia che nel 1958, quando erano entrambe repubbliche sovietiche, la “regalò” all’Ucraina, per volontà dell’allora Segretario Generale del Partito Comunista dell’Unione Sovietica Nikita Chruschev.

Il ministro della Difesa russa Sergej Shoygu ha più volte dichiarato che Mosca ha rafforzato la presenza militare in Crimea per difendere la penisola e gli interessi nazionali nel Mar Nero. “Dobbiamo rafforzare la composizione delle truppe in Crimea per garantire la difesa del territorio della penisola e gli interessi della Russia nel Mar Nero”, ha affermato il ministro in una riunione allargata della commissione per la Difesa della Duma.

Inoltre in diverse occasioni le autorità russe hanno affermato che la Crimea è territorio russo e che questo è un tema che non sarà discusso con Paesi stranieri. 

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Italo Cosentino, interprete di russo

 

di Redazione

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