Stati Uniti: il bilancio dopo l’assalto al Campidoglio

Pubblicato il 7 gennaio 2021 alle 10:48 in USA e Canada

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Nonostante i sostenitori di Trump abbiano preso d’assalto il Campidoglio degli Stati Uniti, il 6 gennaio, il Congresso ha certificato la vittoria elettorale di Joe Biden. Il bilancio a seguito degli scontri è di 4 decessi e 13 feriti. 

Dopo una giornata caotica di proteste e violenze, il Congresso ha certificato che Joe Biden sarà il prossimo presidente e Kamala Harris la nuova vicepresidente degli USA. A seguito di un riconteggio, imposto dalla Costituzione statunitense, Biden ha vinto con 306 grandi elettori contro i 232 di Trump.

A seguito dell’irruzione al Campidoglio dei manifestanti del 6 gennaio, la discussione è ripresa in tarda serata. In ogni caso, i parlamentari pro-Trump che si opponevano alla certificazione di Biden come presidente non sono stati in grado di presentare prove di frodi sostanziali per ribaltare il voto in nessun Stato. I tribunali avevano già respinto decine di cause legali di Trump, ma una fazione di senatori e deputati repubblicani aveva intenzione di opporsi al conteggio degli elettori in alcuni Stati chiave che avevano garantito la vittoria a Biden: Arizona, Georgia, Pennsylvania, Michigan e Wisconsin. Lo sforzo è stato in gran parte simbolico ed era destinato a fallire poiché era chiaro che la maggioranza dei rappresentanti in entrambe le Camere avrebbe respinto le affermazioni di frode e avrebbe votato per certificare Biden, anche grazie al supporto di alcuni repubblicani.

Nonostante il caos generato dalle proteste, la decisione presa dal Congresso finalizza il processo elettorale statunitense del 2020 e chiarisce che Biden inizierà il suo mandato come presidente il 20 gennaio, nonostante il rifiuto del presidente Donald Trump di concedergli la vittoria. Tuttavia, gli eventi del 6 gennaio hanno generato profonda preoccupazione negli Stati Uniti e in tutto il mondo. “Il Senato degli Stati Uniti non sarà intimidito”, ha affermato il leader repubblicano del Senato, Mitch McConnell, che è stato molto critico nei confronti delle affermazioni di Trump dopo le elezioni “Non ci piegheremo all’illegalità o all’intimidazione. Siamo tornati ai nostri posti. Adempiremo al nostro dovere ai sensi della Costituzione”, ha aggiunto McConnell quando il Senato si è riunito di nuovo dopo che i manifestanti sono stati rimossi dal Campidoglio.

Nella prima dichiarazione in cui riconosce la sconfitta, il presidente uscente Donald Trump ha affermato che la decisione del Congresso “rappresenta la fine del più grande primo mandato nella storia presidenziale” e ha assicurato che il passaggio di potere tra le due amministrazioni avverrà senza incidenti. “Anche se sono totalmente in disaccordo con il risultato delle elezioni, e i fatti mi danno ragione, ci sarà una transizione ordinata il 20 gennaio”, ha riferito Trump in una nota. Il presidente uscente ha poi sottolineato che si è impegnato in una battaglia per garantire elezioni giuste e ha aggiunto quindi che era la “fine del più grande primo mandato nella storia presidenziale”, ma era solo l’inizio della “nostra lotta per rendere l’America di nuovo grande”. Intanto, l’insurrezione nel cuore della democrazia statunitense, avvenuta a seguito di un discorso di Trump alla folla, ha rappresentato uno straordinario spettacolo di forza per i movimenti estremisti e i loro sostenitori.

A seguito della giornata del 6 gennaio, il bilancio delle vittime conta 4 morti e 13 feriti. Una donna è stata uccisa da colpi d’arma da fuoco sparati da un agente del Campidoglio e altre 3 persone sono decedute per complicazioni mediche dovute agli scontri. La notizia della donna ferita è cominciata a circolare la sera del 6 gennaio, ma solo alcune ore dopo la polizia ha confermato che sono stati colpi di arma da fuoco sparati dalla polizia a uccidere Ashli Babbit, durante le proteste. Lo ha riferito il capo della polizia di Washington, sottolineando che un’inchiesta è stata aperta sull’evento. La donna è stata colpita da un agente in uniforme della polizia del Campidoglio con la sua arma di servizio. Infine, almeno 52 persone sono state arrestate, molte per violazione del coprifuoco. Il vice consigliere per la sicurezza nazionale, Matt Pottinger, si è dimesso in seguito all’assalto del Campidoglio, che era noto per essere uno dei luoghi più sicuri al mondo. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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