Mosca: “pronti a cooperare con nuova Assemblea Nazionale del Venezuela”

Pubblicato il 7 gennaio 2021 alle 12:37 in Russia Venezuela

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Il nuovo parlamento del Venezuela si è insediato martedì, a seguito delle elezioni di dicembre vinte dall’alleanza dei partiti socialisti e boicottate dal blocco del leader dell’opposizione Juan Guaidó, sostenuto dagli Stati Uniti.

La Russia ribadisce il suo impegno alla cooperazione e al rafforzamento delle relazioni con la neoeletta Assemblea Nazionale in Venezuela. A dichiararlo nella giornata di mercoledì è stata la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova.

“Confermiamo la nostra disponibilità a cooperare strettamente con i nostri amici venezuelani e con le autorità legittime. Continueremo a rafforzare la nostra partnership strategica che si è sviluppata in una varietà di campi di reciproco interesse”, afferma Zakharova.

La portavoce ha inoltre aggiunto che Mosca ritiene importante rafforzare la cooperazione tra il Consiglio della Federazione Russa e la neoeletta Assemblea Nazionale del Venezuela.

Ciò avviene dopo l’insediamento del nuovo parlamento venezuelano avvenuto martedì, in seguito alle elezioni del 6 dicembre vinte dalla Grande coalizione patriottica Simón Bolívar, che si è assicurata 253 seggi, il 91,34% del totale. L’alleanza dei partiti socialisti venezuelani è guidata dal Partito Socialista Unito del Presidente Nicolás Maduro.

Le elezioni sono state boicottate dal blocco del leader dell’opposizione Juan Guaidó, che gode del sostegno di Washington. L’Unione Europea ha affermato che le elezioni non sono state né libere né eque e anche gli Stati Uniti e il Canada si sono rifiutati di riconoscerne i risultati.

Nel frattempo, la costituzione della nuova Assemblea nazionale del Venezuela questo martedì 5 gennaio ha messo l’UE in una posizione scomoda. Bruxelles vorrebbe mantenere le distanze con il regime di Nicolás Maduro, ma ha esaurito le basi istituzionali per sostenere Juan Guaidó come presidente ad interim del paese. D’ora in poi riconosce la leadership di Guaidó, ma solo come membro di spicco dell’opposizione. Lo ha comunicato l’Alto rappresentante per la politica estera, Josep Borrell, in una breve dichiarazione pubblicata mercoledì 6 gannaio in cui ha evitato di nominare Guaidó “presidente ad interim” o “presidente dell’Assemblea nazionale”, il trattamento abituale fino ad oggi dalla stragrande maggioranza degli Stati dell’UE, ma la cui legittimità derivava dalla sua posizione di presidente della precedente Assemblea, l’organo legislativo del paese, formato dopo le elezioni del 2015 e sostituito dall’emiciclo appena costituito dopo le elezioni parlamentari del 6 dicembre.

La dichiarazione è un complesso equilibrio di diplomazia in cui Bruxelles riflette la posizione dei Ventisette. Bruxelles “si rammarica profondamente” della costituzione della nuova Assemblea nazionale venezuelana, emersa da elezioni che descrive come “antidemocratiche”, e assicura che l’UE “manterrà il suo impegno nei confronti di tutti gli attori politici e della società civile che si stanno adoperando per ripristinare la democrazia in Venezuela, compresi, in particolare, Juan Guaidó e altri rappresentanti dell’Assemblea nazionale uscente eletta nel 2015, che è stata l’ultima libera espressione dei venezuelani in un processo elettorale.

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Italo Cosentino, interprete di russo e spagnolo

di Redazione

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