I leader italiani e la rivolta negli Stati Uniti

Pubblicato il 7 gennaio 2021 alle 12:09 in Italia USA e Canada

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I disordini e l’assalto al Congresso degli Stati Uniti, durante la seduta per la certificazione della vittoria elettorale di Joe Biden, mercoledì 6 dicembre, hanno scatenato reazioni da tutto il mondo. Ecco come si sono espressi i maggiori leader italiani.

Il primo ministro, Giuseppe Conte, poco dopo le 22:30, ha pubblicato su Twitter un post con le sue osservazioni: “Seguo con grande preoccupazione quanto sta accadendo a Washington. La violenza è incompatibile con l’esercizio dei diritti politici e delle libertà democratiche. Confido nella solidità e nella forza delle istituzioni degli Stati Uniti”.

Il presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, in una lettera alla speaker della Camera statunitense, Nancy Pelosi, ha scritto: “Sono profondamente turbato. Spero che l’ordine possa essere ripristinato rapidamente e che possa avvenire un pacifico trasferimento di potere, in linea con i desideri del popolo americano. Hai il mio pieno sostegno e solidarietà”.

Il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, commentando le immagini dei disordini a Capitol Hill, ha scritto in tweet: “Quanto sta accadendo a Washington in queste ore è gravissimo. Un vero e proprio sfregio alla democrazia, un attacco alle libertà del popolo statunitense. Condanniamo con forza ogni forma di violenza, nell’auspicio che ci sia quanto prima un passaggio di poteri ordinato e pacifico”.

Dal resto della squadra di governo, le voci che si sono fatte sentire sono le seguenti. Quella del ministro dell’economia, Roberto Gualtieri, il quale ha dichiarato: “Il voto e le istituzioni democratiche vanno rispettate, ciò che sta accadendo a Washington è un’aggressione intollerabile ai nostri comuni valori. Ha ragione Joe Biden: questa non è la vera America, l’assedio a Capitol Hill deve finire”. Quella del ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, che, dopo aver ripubblicato il tweet del premier Conte, ha a sua volta commentato: “Ciò che sta avvenendo a Washington DC è davvero gravissimo. Un attacco all’esito democratico del voto popolare”. Si è espressa con una condanna nei confronti delle agitazioni scatenate dai sostenitori di Trump anche la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, che ha scritto su Twitter: “Quello che sta succedendo in queste ore a Washington desta sgomento e preoccupazione. Odio e violenza vanno condannati sempre, a maggior ragione quando in gioco ci sono la tutela delle Istituzioni democratiche e la sicurezza dei cittadini“. Il ministro per gli Affari Europei Enzo Amendola, citando una frase di John Fitzgerald Kennedy in un tweet in cui posta la foto di un manifestante pro-Trump entrato con la forza nel Congresso, ha scritto: “Nel passato chi ha cercato stupidamente di ottenere il potere cavalcando la tigre ha finito per esserne divorato”. La ministra delle Politiche Agricole, Teresa Bellanova, allacciandosi alle denunce lanciate da Matteo Renzi e dal suo partito, Italia Viva, ha così commentato i fatti di Washington: “L’attacco al Congresso USA fomentato dolorosamente dal Presidente uscente Donald Trump è gravissimo. Tornerà la calma a Washington, ma le divisioni profondissime resteranno. Ci vorrà tempo e pazienza anche per ricucire le profonde ferite alla democrazia”. Nessun commento è per ora comparso sugli account social degli altri ministri del governo Conte, compresa la ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, il ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, il ministro dei Beni e delle Attività culturali, Dario Franceschini, e il ministro della Salute, Roberto Speranza.

Nel centrodestra, sono state le voci del leader della Lega, Matteo Salvini, e della presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, a farsi sentire con più forza, portandosi dietro una scia di polemiche legate alle precedenti dichiarazioni di sostegno rivolte al presidente americano Trump. Salvini ha preso le distanze via Twitter, scrivendo: “La violenza non è mai la soluzione, mai. Viva la Libertà e la Democrazia, sempre e dovunque”. La Meloni, poco dopo, sempre sulla piattaforma social, ha commentato: “Seguo con grande attenzione e apprensione quanto sta accadendo negli Stati Uniti, mi auguro che le violenze cessino subito come chiesto dal Presidente Trump. In questi momenti serve grande prudenza e serietà. Mi auguro che la situazione possa tornare al più presto alla normalità”.

Nel centrosinistra, il segretario del Partito Democratico (PD) Nicola Zingaretti, pubblicando una delle immagini dell’assalto al Campidoglio USA, ha scritto sul suo account Twitter: “Mai avremmo pensato di vedere negli Stati Uniti immagini di questo tipo. Tutti a difesa e vicini alla forza della democrazia americana, per difenderla da questi fatti gravi. Il riconoscimento del voto popolare e degli avversari politici va sempre rispettato. E’ la dimostrazione di dove portano gli estremismi: queste scene sono figlie di chi ha voluto soffiare sul fuoco per mesi. Vicinanza alla democrazia americana”. Il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, dopo aver ripubblicato vari tweet di personaggi americani e non solo, tra cui l’ex presidente Barack Obama e il capo di Stato francese, Emmanuel Macron, ha scritto, da parte sua: “Fanno male le immagini dal Campidoglio, tempio della democrazia americana. Molto male. Il populismo lascia tracce devastanti per la credibilità delle istituzioni. E purtroppo violenza verbale chiama violenza fisica”.

Anche l’ex premier Enrico Letta ha attaccato duramente il presidente degli Stati Uniti: “Quel che sta succedendo al Capitol Building di Washington è la dimostrazione che Trump è un golpista. Come tale andrebbe trattato”. Paolo Gentiloni, commissario Ue all’Economia e anche lui ex presidente del Consiglio, ha affermato, rimarcando la vittoria elettorale di Biden: “Immagini che non avremmo mai voluto vedere. Dopo l’assalto di ieri, il Congresso ha certificato l’elezione di Joe Biden che ha vinto con sette milioni di distacco e 306 grandi elettori. Per quanto resa più fragile, la grande democrazia americana prevale. That’s all folks”. Infine, Pietro Grasso, leader di Liberi e Uguali (Leu) ha commentato, sui suoi account Facebook e Twitter: “Le immagini che arrivano da Washington sono gravissime. Il Parlamento è un tempio della democrazia: è triste e preoccupante vederlo assaltato da moltissime persone fomentate da un uomo, Donald Trump, che ancora oggi ricopre l’incarico più prestigioso della nazione, quello di presidente degli Stati Uniti. Ora, addirittura, gli spari dentro Capitol Hill. Sarà difficile guarire le ferite profonde dell’America: serviranno le energie migliori del Paese. Quanto sta avvenendo è un monito e un avvertimento. Per tutti noi”.

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Chiara Gentili

di Redazione

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